Kobudō Kenkyukai IV: L’Eredità

di ADRIANO AMARI - La chiusura del Kobudō Kenkyukai nel 1938 rappresenta una prima avvisaglia di come il Jūdō si apprestava a iniziare una lunga discesa qualitativa, dove gli insegnamenti di Jigoro Kanō sensei sarebbero stati progressivamente disattesi, nonostante la sorveglianza di alcuni “guardiani” come Mifune sensei, che curò la direzione tecnica del Kōdōkan per molti anni. È chiaro che esisteva un gruppo influente, all’interno del Kōdōkan, che era più interessato all’aspetto politico ed economico della disciplina che alla visione del Fondatore

Kobudō Kenkyukai III: Per la Completezza del Jūdō (e Oltre)

di ADRIANO AMARI - Negli anni ’20 del Novecento Jigorō Kanō sensei aveva registrato un inizio di decadenza nel suo Jūdō per l’eccessiva importanza attribuita alla competizione e per la mancanza di omogeneità nella concessione dei gradi e dei titoli di insegnante. Ancora, si era reso conto che aveva trascurato nella composizione della disciplina “Jūdō” degli aspetti importanti del patrimonio storico del Bujutsu, in primis lo studio delle armi. A questo scopo, con l’intenzione di creare una altra nuova disciplina che affiancasse e ristorasse la sua primogenita, aveva creato un istituto di studio e ricerca su queste Arti Marziali antiche, il Kobudō Kenkyukai

Dal Kōdōkan Jūdō al Kobudō Kenkyukai II: Kanō Sensei e la Sensazione dell’Incompletezza del Jūdō

di ADRIANO AMARI - Nel formulare il Kōdōkan Jūdō, Jigorō Kanō aveva escluso le tecniche di armi dal suo programma tecnico, seguendo quella che era la sensibilità del tempo. Successivamente, decise di modificare questa sua impostazione sulla base dei suoi studi giovanili e dei contatti con gli specialisti contemporanei di Budo

Dal Kōdōkan Jūdō al Kobudō Kenkyukai I: Evoluzioni nel Pensiero di Jigorō Kanō Sensei

di ADRIANO AMARI - Dopo la Restaurazione Meiji, la società giapponese per la più parte aveva preso a rifiutare le arti militari tradizionali. Questa situazione peggiorò nel periodo Taisho con l'aumento del commercio con l'Occidente e l'assimilazione dei suoi costumi. Jigorō Kanō si rese conto della necessità di mantenere e preservare i koryu. Per questo fine Kanō creò il Kobudō Kenkyukai, un istituto all'interno del Kodokan, i cui scopi, assolutamente rivoluzionari e ignorati dai più, dovevano cambiare tutto il mondo del Budo. Vi presentiamo il primo di un trittico di articoli sul tema

Il Fenomeno dei “Gatti della Meditazione” e i “Vicoli Ciechi” nelle Arti Marziali

di ADRIANO AMARI - Noi non ce ne rendiamo conto, ma molte volte nella storia dell’Uomo quello che doveva essere un fatto momentaneo, una notizia falsa o imprecisa, diventa un’abitudine consolidata a causa di equivoci, superficialità o conformismo, addirittura ascende a verità indiscutibile, magari pseudosacralizzata, e tramandata nel tempo

Spunti di Riflessione sulla Pratica Secondo le Koryū

di ADRIANO AMARI - “…Il Budō non dovrebbe essere studiato con solo un blando interesse come se uno si occupasse di un hobby, né sprecare energia su un verdetto di vittoria o sconfitta. Se l’insegnante guarda il Budō come uno sport forestiero, ciò che sembra imparato con successo svanirà presto e le virtù marziali si perderanno, e l’interesse personale, l’egoismo e il calcolo saranno incoraggiati. Una cosa così non deve succedere. Bisogna esercitare una assidua vigilanza su questo…”

Katori Shinto Ryu – The Ancient Sword School, its Divine Heritage and Journey to the West

by ADRIANO AMARI - In this essay we will present Tenshin Shōden Katori Shintō Ryū, a school that has lasted more than one hundred years, offering a unique model of preparation for the Japanese warrior. A national treasure of Japan, Katori Shinto Ryu occupies a unique place in the history of Budo thanks to its uninterrupted technical-pedagogical continuity

Aikido Yoseikan – The School That Didn’t Know Doshu

by ADRIANO AMARI - The Yōseikan school asserts that it is necessary to know the past to understand the present. We need to know where and how the techniques were produced and, in making them useful for our contemporary times, we must not lose this awareness. Minoru Mochizuki sensei believed that Aikidō after Ō Sensei excessively idealized the techniques and disconnected them from the martial content of effectiveness