L’Arte dell’Apparenza nel Karate

di ANGELO BONANNO - In quest’articolo cercherò di spiegare in maniera necessariamente semplice ma esauriente il significato del kamae in generale nel karate, e di quelli specifici e tipici del Kojoryu, secondo quanto mi è stato insegnato ad Okinawa

Scuole di Daito-Ryu in Italia

di PASQUALE MAZZOTTA - Ultimamente si è fatto un gran parlare di Daito-Ryu, essendo questa la disciplina che più di ogni altra, ha contribuito alla nascita dell’ AiKi-Do ed essendo stato il Fondatore Morihei Ueshiba uno dei principali allievi di Sokaku Takeda

Yōseikan Budō – L’Eredità Finale

di ADRIANO AMARI - Quando negli anni Settanta Hiroo Mochizuki sensei fondò lo Yōseikan Budō, la convinzione generale era che non si potesse arrivare avere una conoscenza degli aspetti di diverse arti marziali. L’obiezione che non basta una vita per approfondire una singola disciplina significa non riuscire ad afferrare la vera identità della matrice che esse studiano, né come ciascuna arte sia omogenea ed armonica a tutte le altre matrici marziali, una volta superate le apparenze e posato lo sguardo sull’essenza unica che le attraversa tutte

Pencak Silat, Jū Jutsu, Aikidō e Tempi Moderni: Consapevolezza e Ipocrisia

di ADRIANO AMARI - Lo spunto per scrivere quest’articolo proviene da una lettura e dalla pratica. Nel filone dei miei studi (trasversali e comparativi) ho recentemente affrontato il fondamentale libro sulle Arti Marziali indonesiane, scritto da Donn F. Draeger negli anni ‘70: “The Weapons and Fighting Arts of Indonesia”.

Aikibudō: L’Aikidō-non-Aikidō

di ADRIANO AMARI - L’Aikibudō è una magnifica scuola che proviene dalla filosofia del Kobudō Kenkyukai attraverso l’interpretazione del Yōseikan Dōjō di Minoru Mochizuki sensei e l’esperienza - secondo queste linee – portata avanti da Alain Floquet sensei, creatore e direttore di questo metodo

Kobudō Kenkyukai IV: L’Eredità

di ADRIANO AMARI - La chiusura del Kobudō Kenkyukai nel 1938 rappresenta una prima avvisaglia di come il Jūdō si apprestava a iniziare una lunga discesa qualitativa, dove gli insegnamenti di Jigoro Kanō sensei sarebbero stati progressivamente disattesi, nonostante la sorveglianza di alcuni “guardiani” come Mifune sensei, che curò la direzione tecnica del Kōdōkan per molti anni. È chiaro che esisteva un gruppo influente, all’interno del Kōdōkan, che era più interessato all’aspetto politico ed economico della disciplina che alla visione del Fondatore

Kobudō Kenkyukai III: Per la Completezza del Jūdō (e Oltre)

di ADRIANO AMARI - Negli anni ’20 del Novecento Jigorō Kanō sensei aveva registrato un inizio di decadenza nel suo Jūdō per l’eccessiva importanza attribuita alla competizione e per la mancanza di omogeneità nella concessione dei gradi e dei titoli di insegnante. Ancora, si era reso conto che aveva trascurato nella composizione della disciplina “Jūdō” degli aspetti importanti del patrimonio storico del Bujutsu, in primis lo studio delle armi. A questo scopo, con l’intenzione di creare una altra nuova disciplina che affiancasse e ristorasse la sua primogenita, aveva creato un istituto di studio e ricerca su queste Arti Marziali antiche, il Kobudō Kenkyukai

Le Tecniche Imparate Attraverso il Kata Possono Essere Rivitalizzate con il Randori

di KENJI TOMIKI - Quei tipi di bujutsu che con la scomparsa degli scontri di strada avevano perso l'opportunità di allenarsi nello shiai mostrarono segni di degenerazione, a causa del fatto che era impossibile per i loro praticanti sperimentare personalmente il vero potere delle arti marziali e il nucleo dei principi delle arti. Come mezzo per correggere questo declino, furono inventate la pratica con la spada di bambù del Kenjutsu e la pratica del combattimento libero (randori geiko) del Jujutsu

Dal Kōdōkan Jūdō al Kobudō Kenkyukai II: Kanō Sensei e la Sensazione dell’Incompletezza del Jūdō

di ADRIANO AMARI - Nel formulare il Kōdōkan Jūdō, Jigorō Kanō aveva escluso le tecniche di armi dal suo programma tecnico, seguendo quella che era la sensibilità del tempo. Successivamente, decise di modificare questa sua impostazione sulla base dei suoi studi giovanili e dei contatti con gli specialisti contemporanei di Budo