Organizzare il Corpo per il Budō


Se le tecniche di una Ryūha non sono le abilità di base, che cosa sono? Le abilità di base di un Ryūha sono tutte le cose che producono le tecniche e i Kata possibili. L’essenza di ogni Ryūha è come il corpo e la mente sono organizzati. Queste sono le lezioni fondamentali fatte ed apprese attraverso la pratica di tutti questi Kata

di PETER BOYLAN

L’abilità fondamentale del Budō non si trova in un particolare Kata oppure in una tecnica speciale. Le tecniche ed i Kata di una Ryuha di Budō (scuola di Budō), antica o moderna, sono il programma e il libro di testo. La pratica di queste tecniche e Kata è il modo di acquisire le abilità di base della Ryūha.

Se le tecniche di una Ryūha non sono le abilità di base, che cosa sono? Le abilità di base di un Ryūha sono tutte le cose che producono le tecniche e i Kata possibili. L’essenza di ogni Ryūha è come il corpo e la mente sono organizzati. Queste sono le lezioni fondamentali fatte ed apprese attraverso la pratica di tutti questi Kata.


Riflessioni di un Vagabondo del Budo
I Classici del Budo #2
di Peter Boylan

Le tecniche sono un contenitore per veicolare tutto ciò che costituisce il Budo.
La maggior parte dei libri sulle arti marziali si concentra sulle tecniche, anche se alcuni raccontano la storia, e qualche informazione di natura filosofica.
È davvero raro scoprire un libro che combina in modo così fluido tutto questo nel contesto più ampio della cultura e dello stile di vita, e lo fa in un modo così semplice, coinvolgente e accessibile.
Riflessioni di un Vagabondo del Budo è un libro che si interessa non tanto al come o al cosa, quanto al perché. Perché chiamare sensei gli insegnanti di Budo? Perché ci inchiniamo? Perché i kata? Perché continuare ad allenarsi?
Peter Boylan, alias il “Vagabondo del Budo”, ha raggiunto un alto grado in diverse arti marziali, dopo aver trascorso decenni di immersione nel Budo, a cavallo tra i mondi e le culture del Giappone e dell’America, traducendo l’una per l’altra.
In questi saggi, il lettore è invitato a camminare al fianco di un uomo tranquillo che si interroga in profondità riguardo ai mondi in cui il Budo è stato creato e viene praticato, e che porta il significato di tutte le cose che sono il Budo nella nostra vita quotidiana.

Peter Boylan studia le arti marziali giapponesi da oltre trent’anni. Ha iniziato con il Kodokan Judo, per poi aggiungere Iaido e Jodo dopo essersi trasferito in Giappone, dove ha vissuto e studiato per quasi sette anni. Attualmente è 5° dan di Iaido della All Japan Kendo Federation, 5° dan di Jodo della All Japan Kendo Federation e 3° dan di Kodokan Judo. Possiede uno Shomokuroku di Shinto Muso Ryu e un certificato Jun Shihan di Shinto Hatakage Ryu. Quando gli è stato chiesto dei suoi interessi al di fuori del budo, la domanda gli è sembrata del tutto senza senso.


I Kata forniscono una infrastruttura per imparare ad organizzare i nostri corpi e le nostre menti. Il Kata si realizza solo quando le tecniche fondamentali sono solide. Le tecniche sono solide solo quando il corpo è organizzato in modo appropriato. Questa organizzazione ciò che fa sì che ogni cosa si realizzi. Come si afferra l’arma (o il vostro avversario se siete disarmati)? Questo è l’inizio. Se la struttura della vostra presa non è buona, se le ossa e i muscoli della mano e del braccio non sono ben organizzati, la presa sarà debole e le tecniche inefficaci.

Come sono organizzati i piedi, le gambe, le anche, il busto e la testa sono le vere fondamenta e l’insegnamento fondamentale in ogni arte. Nelle Arti delle Koryū, questo è il nucleo segreto. Per il Jūdō Kōdōkan sebbene questa sia una nozione conosciuta, tuttavia neanche tutti i praticanti di Jūdō lo capiscono. La maggioranza delle persone che fanno Judo fanno Jūdō competitivo e raramente allenano i Kata, dove Jigorō Kanō e i suoi studenti più prestigiosi hanno codificato gli elementi essenziali dell’arte.

In contrasto con le posizioni basse, solide, pesanti usate nelle competizioni di Jūdō, il corpo è organizzato in modo più alto e leggero nei Kata. Questo riflette il fatto che i Kata del Jūdō Kōdōkan sono concepiti per insegnare come maneggiare una varietà di una varietà di situazioni di confronto che comprendono prese, colpi ed armi, in contrasto con la ristretta gamma di attacchi consentiti in ambito agonistico. Come organizzereste il corpo per gestire tutte queste differenti possibilità?

Il modo in cui il corpo viene strutturato per la competizione è ottimale per le condizioni di un torneo dove gli attacchi provengono dal lato frontale. Nessuno cerca di colpirti, nessuno porta nessuna arma. Il problema che io ho avuto all’inizio con l’allenamento nei Kata era che lì il corpo viene strutturato in modo diverso rispetto a quanto si fa nelle competizioni. La bassa, stabile, solida posizione che è così onnipresente nei randori viene scambiata con una rialzata, leggera, mobile posizione che può essere rapidamente adeguata e reagire alla ampia varietà di attacchi presenti nei Kata.

Con così tanti modi diversi di essere attaccati, e da così tante altre distanze ed angoli, il corpo deve essere organizzato in modo diverso. Invece di posizionare la mie gambe e i fianchi in modo di essere capace di bloccare un attacco di proiezione e contrattaccarlo, io devo essere pronto a muovere in rapidamente una nuova posizione per evitare un pugno, un calcio o un’arma, o per entrare dentro un attacco per trattarlo. Le ginocchia saranno leggermente piegate e il centro impegnato ad accettare il peso. Invece di focalizzare l’energia la forza in avanti per incontrare un attacco di proiezione in arrivo, l’attenzione è più diffusa per permettere movimenti veloci in tutte le direzioni.

La contrapposizione con il modo in cui il corpo è strutturato per il Kendo ZNKR e il Seitei Iai. Invece del basso e solida posizione usuale nel Judo da competizione, o la leggera, più alta posizione del Jūdō Kōdōkan classico, nello Iai la posizione è molto verticale, ma con il corpo che pressa in avanti, pronto a sollevarsi nell’azione nel momento in cui un piede viene rilasciato. C’è tensione tra le gambe, in modo che il movimento avviene proprio nell’istante in cui il piede viene sollevato. Non si perde tempo a spostare il peso, ogni cosa è pronta. Il Koshi (anca/osso sacro ma letteralmente “parte più importante del corpo” – ndA) è tenuto impegnato a fornire una solida piattaforma mentre le braccia sono leggere e rilassate per lanciare la spada con velocità ed efficacia.

Oltre le Arti Marziali agonistiche, ogni Koryū ha il suo proprio sistema di strutturare il corpo, e questo è il segreto profondo della scuola. Storicamente, prendere informazioni su questo segreto era una delle ragioni per cui i membri di una Ryūha volevano evitare di allenarsi con qualcuno che non appartenesse al loro Ryū. Se voi capite come alcuni organizzano il proprio corpo, conoscerete parecchio su cosa possono o non possono fare. Sistemi moderni come il Jūdō e il ZNKR Seitei Iai dispongono tutto alla luce del sole.

Il modo in cui un Arte concepisce il combattimento, la situazione rappresentata, e le strategie impiegate sono tutte riunite per determinare come il corpo sia strutturato. Per qualcosa di specifico e competitivo come il Jūdō e il Kendō, che sviluppano delle posizioni e una struttura molto specializzate. Il Budō, che concepisce un maggior numero di opzioni, ha una differente organizzazione del corpo. Piuttosto che tecniche molto specializzate applicabili in una sola situazione, si richiede una struttura fisica flessibile così da adattarsi alla miriade di situazioni che si possono sviluppare. Una organizzazione corporea corretta e competitiva può massimizzare i potenziali all’interno degli stretti confini di una arena. Il Sogo Budō (Budō Completo) ha applicazioni potenziali di gran lunga più ampie e ha bisogno di un corpo che non sia organizzato solo per un caso specifico.

Più specializzata è l’Arte, più è evidente nel vostro corpo. Stavo visitando il Dōjō di Jūdō di un amico per la prima volta un paio di settimane fa, e mi sono avvicinato ad un ragazzo, dicendogli: “Tu sei un Wrestler, non è vero?” Il modo in cui il corpo si struttura per il Wrestling è differente da quello del Jūdō, così che io ho potuto notare che era un wrestler, anche prima che iniziassimo a lavorare insieme. I Karateka e gli Jūdōka agonisti sono pure facili da riconoscere. Il modo con il quale impariamo ad organizzare il nostro corpo è un qualcosa che ci portiamo sempre appresso. Non è qualcosa che si disattiva quando usciamo dal Dōjō. E’ così evidente che possiamo imparare a riconoscere altri praticanti di Arti Marziali dal modo in cui stanno in piedi o camminano.

Come noi organizziamo il corpo per muoverci è il cuore di ogni sistema di Budō. E’ la base, è fondamentale ed è molto difficile da ottenere. Padroneggiare la meccanica del corpo di un Arte è letteralmente la metà del tutto. Fino a quando il corpo non è ben organizzato e si muove in accordo con i principi di base dell‘Arte che voi state studiando, nessuna altra cosa del resto sarà corretta. Nessuna tecnica, nessun pugno, nessun taglio, nessun lancio può essere fatto in modo corretto finché il corpo non è organizzato per creare la base da cui parte la tecnica. Fino a quando le tecniche non sono corrette, nessun Kata può avere la possibilità di essere eseguito con la corretta distanza e il corretto tempo. Tutto inizia con come il corpo viene organizzato. (Potrei continuare col descrivere come organizzare la mente una prossima volta, ma è molto più difficile). 


Peter Boylan pratica Judo da oltre 25 anni. Fluente in giapponese, ha trascorso 7 anni allenandosi, gareggiando e insegnando a Shiga, in Giappone. È anche un praticante di diverse altre arti del budo giapponese, tra cui Muso Jikiden Eishin Ryu, Shinto Muso Ryu e Shinto Hatakage. Dopo più di un decennio concentrato sulla competizione, ora ha un particolare interesse per i kata e le applicazioni non competitive del Judo. È l’autore di un popolare blog sul Judo e sul Budo, The Budo Bum, e dell’apprezzato volume Riflessioni di un Vagabondo del Budo, uscito in traduzione italiana per i tipi di Aikido Italia Network Publishing.

Copyright Peter Boylan ©2015 http://budobum.blogspot.com/2015/09/organizing-body-for-budo.html
Tutti i diritti riservati. Qualsiasi riproduzione non espressamente autorizzata è severamente proibita.
Traduzione di Adriano Amari

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