L’Allievo – Intervista a Francesco Re

di S. CHIERCHINI, A. SCIALLA, A. MERLI, L. CHIERCHINI - Francesco Re è un giovane aikidoka italiano alla corte di Ueshiba. Qui intervistato nell'ambito della serie "The Aiki Healings", ci offre un'unica prospettiva ricca di aneddoti, storie e curiosità dai tatami del Giappone, visti dall'occhio di un praticante italiano di nuova generazione

Interview with Ryuji Shirakawa Shihan

by OSVALDO RIGHETTO - Dear aikidoka friends, it's with great pleasure that we present you latest Ovo San interview in its classic format (5 questions - 5 answers). Let's thank Ryuji Shirakawa Shihan, dynamic Sensei, talented Aikidoka, for kindly giving offering us a bit of "Aikido Time"

Intervista a Ryuji Shirakawa Shihan

di OSVALDO RIGHETTO - Cari amici aikidoka, oggi con grande piacere il Vostro Ovo San ha intervistato con la sua classica forma (5 domande - 5 risposte) Ryuji Shirakawa Shihan, dinamico Sensei, talentuoso Aikidoka, che gentilmente si è concesso a questo momento di "Aikido Time"

Cosa È Uke e Cosa È Tori?

di SERGIO CAVAGLIANO - Cos’è Uke e cos’è Tori? Siamo abituati a considerare questi ruoli come due persone che si confrontano su un piano di dialettica fisica. Si potrebbe ampliare un po’ di più questa idea considerandoli piuttosto come se fossero dei modi di pensare 

Aikido: “L’Arte di Interpretare il Gesto”

di MAURIZIO SABOT - Quindi Uke è un soggetto vivo, attivo, stimolante e stimolato (nella sua lotta contro il sé) che, sinceramente, sa motivare, controllare e garantire la crescita di Tori e la sua stessa. Sente, accetta gli errori dell'altro come parte di sé. E' capace di  guidarlo ad una crescita spontanea, non avvilente, proficua per entrambi. Uke controlla il proprio Ego, la propria narcisistica inclinazione alla violenza e Tori impara attraverso la tecnica ad "armonizzare il conflitto": Takemusu [武産]

Il Ruolo dell’Uke nell’Aikido

di DANIEL LECLERC - Uke, quello che cade nella pratica dell’Aikido, opposto a Tori, colui che esegue la tecnica, gioca un ruolo essenziale nella didattica marziale in generale e giapponese in particolare, perlomeno per quanto riguarda le discipline che insegnano le forme di combattimento faccia a faccia (corpo a corpo). Il bersaglio non ha meno valore nel Kyudo, per esempio, però non ci sono gli stessi criteri. Questo ruolo è spesso misconosciuto o mal compreso, a volte screditato, da molti praticanti in particolare a causa della funzione passiva che gli attribuiamo ingiustamente