di SIMONE CHIERCHINI - "Quando un giorno sarà possibile tracciare una storia dell'Aikido in Italia, un capitolo sarà indubbiamente dedicato a Haru Onoda, pioniera dell'Aikido nel nostro Paese, sin dai tempi in cui l'esistenza di quest'Arte era nota a pochi cultori di arti marziali e di cose giapponesi" [1]. Con queste profetiche parole, Giovanni Granone, colonna dell'Aikido nazionale per oltre tre decenni, nel 1973 descriveva l'importanza del ruolo svolto dalla giovane Onoda in Italia nei suoi dieci anni di permanenza e lavoro nel nostro paese
Categoria: AIKIDO
Tra l’Ortodossia della Tradizione e lo Sviluppo della Personalità
di CARLO CAPRINO - Nel panorama attuale delle Arti spiccano due tendenze, divergenti tra loro nei fini da raggiungere e nei mezzi per ottenerli. Entrambe si basano su principi sostanzialmente condivisibili, che però talvolta giungono a delle esasperazioni al limite del fanatismo più cieco o dell’ipocrisia più egoista
Saineikan Enbu 1941: La Dimostrazione di Aikido Imperiale
Che Cosa Avrebbe Detto O-sensei?
Takako Kunigoshi, Artista e Budoka del Kobukan Dojo
di SIMONE CHIERCHINI - Nel Kobukan dojo di Ueshiba il sesso di appartenenza non aveva molta importanza una volta che ci si era inchinati sul tatami. Ecco la storia di Takako Kunigoshi, la pioniera dell'Aikido anteguerra che è dietro ad "Aikijujutsu Renshu", il primo libro in assoluto di Morihei Ueshiba
La Pratica dell’Aikido Come Strumento di Trasformazione
L’Insostenibile Leggerezza dell’AiKi-Do
di PASQUALE MAZZOTTA - Traendo spunto da un recente articolo di Ellis Amdur, pubblicato in traduzione da Aikido Italia Network, abbiamo chiesto a Pasquale Mazzotta, fine polemista e ricercatore delle arti del Budo e non solo, di darci una sua opinione sulla dubbia rappresentazione del conflitto nella pratica dell'Aikido e sul supposto senso di armonia che ne consegue
Sokaku Takeda Attraverso gli Occhi degli Abitanti di Shirataki
di CRISTOPHER LI - Questo articolo è la traduzione in italiano di un racconto steso in giapponese da Masashi Kubota (久保田雅士), un praticante di Aikido che correntemente risiede nel villaggio di Shirataki nell'Hokkaido. Presenta una serie di ricordi dell'insegnante di Morihei Ueshiba, Sokaku Takeda, attraverso gli occhi dei locali abitanti di Shirataki
L’Uso delle Armi nell’Allenamento di Aikido
di ELLIS AMDUR - In che modo la pratica delle armi contribuisce o inibisce gli scopi dell'Aikido? La natura essenziale di un'arma è che si tratta di un oggetto creato per fare del male agli altri: tagliare e squarciare la carne, spaccare le ossa, infliggere dolore, anche togliere la vita. Qualsiasi altro scopo, come l'uso dell'arma come emblema di potere o come mezzo di avanzamento spirituale, sono sviluppi secondari. Pertanto, la prima domanda: la tecnica delle armi in Aikidō è efficace come arte marziale da combattimento? E poi, se le tecniche dell'Aikido sono state create al servizio di uno scopo più elevato, lo studio delle armi favorisce la risoluzione del conflitto umano attraverso relazioni armoniose?
Atemi, il Colpo che Vale una Vita
di CARLO CAPRINO - Nelle Arti marziali e nelle discipline da combattimento rivestono fondamentale importanza – come è facile immaginare – le tecniche di percussione. Come e dove colpire sono stati per secoli argomenti esplorati in teoria ed in pratica, e sempre conoscenze custodite gelosamente all’interno delle Scuole che le avevano sviluppate. Il modo di colpire un avversario, la direzione e l’intensità del corpo, la parte del proprio corpo con cui colpire e la parte del corpo avversario da percuotere assursero al rango di vera e propria scienza, esplorando tutte le infinite possibilità di applicazione, legate anche alla tipologia di scontro in atto










