Sokaku Takeda Attraverso gli Occhi degli Abitanti di Shirataki


Questo articolo è la traduzione in italiano di un racconto steso in giapponese da Masashi Kubota (久保田雅士), un praticante di Aikido che correntemente risiede nel villaggio di Shirataki nell’Hokkaido. Presenta una serie di ricordi dell’insegnante di Morihei Ueshiba, Sokaku Takeda, attraverso gli occhi dei locali abitanti di Shirataki

di CHRISTOPHER LI

Nella primavera del 1910 il fondatore dell’Aikido Morihei Ueshiba O-Sensei mise assieme circa 80 volontari da 54 famiglie e lasciò Wakayama per fondare un insediamento nel villaggio di Shirataki (all’epoca il villaggio di Kamiyuubetsu) nelle terre di frontiera dell’Hokkaido, dove avrebbe poi vissuto per otto anni.

Fu mentre viveva in Hokkaido che incontrò Sokaku Takeda, Daito-ryu Chuko-no-so (“Revisore provvisorio” / 中興の祖), presso lo Hisada Inn di Engaru, alla fine di febbraio del 1915. Ueshiba si trattenne a Engaru per un mese, prendendo parte a tre seminari intensivi di dieci giorni, dopo i quali invitò Takeda a stare a casa sua a Shirataki.

Questo articolo è la traduzione in italiano di un racconto steso in giapponese da Masashi Kubota (久保田雅士), un praticante di Aikido che correntemente risiede nel villaggio di Shirataki nell’Hokkaido. Presenta una serie di ricordi dell’insegnante di Morihei Ueshiba, Sokaku Takeda, attraverso gli occhi dei locali abitanti di Shirataki.


Questo articolo non tratta in realtà del Fondatore. Vorrei piuttosto mettere per iscritto alcune storie che ho sentito dagli abitanti di Shirataki a proposito di Sokaku Takeda, che qui insegnò Daito-ryu al Fondatore e che ebbe una grande influenza sulla nascita dell’Aikido.

La zona di Shirataki ha una più forte connessione con il Daito-ryu che con l’Aikido. Ueshiba, infatti, durante il periodo in cui si trovava a Shirataki si allenava nel Daito-ryu, e visse nell’area per soli otto anni. Di contro Sokaku, dopo aver ricevuto in dono un pezzo di terra dal Fondatore, mantenne una casa a Shirataki fino alla sua morte. Sokaku non ci abitava in modo continuativo, poiché viaggiava in giro per il paese, ma anche così era più noto ai residenti di Shirataki di quanto lo fosse Ueshiba.

Sokaku morì nel 1943; in altre parole ci sono ancora persone anziane che hanno fisicamente visto Sokaku quando erano giovani. Per trovare una persona che aveva conosciuto Ueshiba, si dovrebbe tornare indietro fino al 1919, e quindi non è rimasto nessuno tra gli attuali abitanti di Shirataki che lo avesse incontrato.

Stele in memoria di Sokaku Takeda a Shirataki. Il monumento si trova sul sito della casa di Sokaku Takeda (Copyright Aikido Sangenkai)

Storie del Giardino di Sokaku

A Shirataki, Sokaku veniva riferito come un “Senseidi Judo”. Sembra che la differenza tra Judo e Ju-jutsu non fosse comunemente compresa dal pubblico. Sembrerebbe che nel villaggio alcuni avessero paura di quel Sokaku “Sensei di Judo”. La nonna nella fattoria in cui lavoro era compagna di classe della terza figlia di Sokaku, Shizuka, quindi ogni tanto aveva occasione di entrare nella casa di Sokaku. Mi ha raccontato che la cosa gli aveva fatto paura per via dei molti tipi di armi presenti in casa e che voleva uscire il più rapidamente possibile.

La storia che si ascolta più comunemente a Shirataki è quella del giardino di Sokaku. Il punto in cui oggi si trova la lapide di Sokaku, è il sito dell’ultimo luogo in cui Sokaku aveva effettivamente vissuto, un pezzo di terra triangolare in corrispondenza di un incrocio a forma di “X”. Si racconta che quando Sokaku vedeva qualcuno prendere una scorciatoia attraverso quella zona triangolare, si infuriava e saltava fuori per corrergli dietro. Quando alla fine gli riusciva a mettere le mani addosso, gli dava una buona ripassata usando qualcuna delle sue leve. Si dice che c’erano persone che avevano le articolazioni delle braccia deformate perché erano state prese da Sokaku.

Probabilmente alcuni pensavano di poter semplicemente tagliare alla svelta attraverso il giardino, ma Sokaku era sempre in guardia. Abbiamo numerose testimonianze da maestri che ebbero rapporti con Sokaku che lo attestano. Dal punto di vista di Sokaku, che conviveva secondo l’impostazione da guerriero in base alla quale “Quando un uomo esce deve pensare di avere almeno sette nemici”, era ovvio considerare qualcuno che entrava nella sua terra come un nemico. Secondo il romanzo “Daisetsuzan no Fumoto Kara” (大雪山のふもとから), che è stato scritto sulla base di vere conversazioni con gli abitanti di Shirataki, anche quando sembrava non ci fosse nessuno, chi tagliava attraverso il giardino veniva scoperto e una bastonata arrivava fuori dal nulla. Secondo questo libro, tagliare attraverso il giardino di Sokaku divenne una specie di locale prova di coraggio.

Ci sono anche delle storie di disavventure di Sokaku in quel giardino. Un giorno Sokaku si arrabbiò con una coppia il cui cavallo aveva mangiato le sue fragole. Mentre lui se la prendeva con il marito, la moglie gli urlò “Cosa stai facendo!”, e quando cercò di afferrarlo, ci riuscì per davvero. Si racconta che Sokaku ne fosse così imbarazzato da scappare immediatamente dentro casa sua. Sono rimasto sorpreso che una cosa del genere potesse essere accaduta a un maestro come Sokaku. È una cosa simile alle storie che riguardano Ueshiba, ovviamente, ma dal momento che di solito sono le storie di coraggio a spiccare, questo tipo di storia è davvero affascinante.

Sito della casa di Sokaku Takeda a Shirataki

A parte le storie sul giardino, ci sono anche menzioni del fatto che Sokaku facesse pagare le persone per attraversare la strada. Non sono sicuro di quanto di vero ci sia in questa storia, ma a causa di ciò che videro, e della durezza del suo carattere, Sokaku non lasciò un’impressione positiva di sé presso agli abitanti di Shirataki.

L’Insegnamento di Sokaku nel Bujutsu

Morihei Ueshiba si stabilì a Shirataki come capo del gruppo Kishu di Wakayama per sviluppare la regione selvaggia di Shirataki e lavorò duramente per tutti. Sokaku, d’altra parte, con il suo carattere aspro e il suo accento di Aizu, non aveva molte possibilità di legare con la gente, tuttavia, dava lezioni di Daito-ryu. Non si sa con quanta frequenza abbia insegnato, ma c’erano molte persone a Shirataki che avevano ricevuto lezioni da Sokaku. Oggi non c’è nessuno che abbia portato avanti il Daito-ryu a Shirataki. La maggior parte degli allievi di Sokaku sono morti di vecchiaia. In questo contesto, oggi Shirataki può essere chiaramente chiamata “Aikido Country”.

Secondo il romanzo “Daisetsuzan no Fumoto Kara”, il Daito-ryu non è stata l’unica cosa che Sokaku ha insegnato. In quel libro si fa anche menzione del fatto che Sokaku insegnava Kendo. Sapevo che Sokaku era originariamente conosciuto come un Kenjutsu-ka, ma in questo libro era la prima volta che ne avevo sentito parlare. Oggi l’entusiasmo di Shirataki per il Kendo si è attenuato, e non c’è molto di più di un gruppo giovanile di Kendo, ma un tempo c’era una vera mania per il Kendo a Shirataki, e si dice che ci fossero schermitori di grande valore. Quando si considera che l’origine di quel Kendo era Sokaku, allora si può vedere quanto lunga fosse l’ombra da lui proiettata.

Sokaku nei suoi Ultimi Anni

Ecco alcuni dei ricordi di coloro che erano vivi durante gli ultimi anni di Sokaku.

Alla fine, neanche un maestro può sconfiggere l’età, e ho sentito dire che negli ultimi anni Sokaku non riusciva nemmeno a camminare molto a causa della sua incontinenza. Per aiutarsi a camminare usava un bastone, e si racconta che fosse molto spesso. Il modo in cui impugnava il bastone era inusuale. Normalmente si afferra un bastone tenendo il pollice in alto, tuttavia si dice che Sokaku lo impugnava al contrario, con il pollice in basso. Tenendolo in quel modo, era in grado di prendere una posizione di guardia come se avesse un bokuto semplicemente ruotando la mano. Anche nella vecchiaia era sempre pronto al combattimento. Il fatto che il bokuto fosse così spesso sta a confermare la sua aggressività. Sebbene le sue gambe si fossero indebolite, la forza delle sue braccia, allenata dalla spada, doveva essere ancora in buone condizioni.

Sokaku continuò a viaggiare per il paese anche dopo aver compiuto ottant’anni, insegnando in varie regioni. Quando faceva quei viaggi si dice che facesse fatica a camminare e che dovesse essere supportato nel suo tragitto fino alla stazione ferroviaria di Shirataki. Tuttavia, è incredibile che potesse viaggiare da solo, anche in quelle condizioni. Fu durante uno di quei viaggi che perse i sensi in un bosco e non tornò mai a casa.

Non so molto del personaggio di Sokaku. Tra lui e Morihei Ueshiba si sviluppò inimicizia, e ascoltando le storie di Shirataki non ho mai sentito riferire una buona impressione su di lui. La sua abilità e dedizione ad una vita di arti marziali è comunque piuttosto affascinante. E, ovviamente, il fatto che la regione di Shirataki fosse il luogo in cui Sokaku si connesse con Ueshiba è sato per me grande fonte di interesse.

Fonte: Morihei Ueshiba and Sokaku Takeda in Shirataki https://www.aikidosangenkai.org/blog/morihei-ueshiba-sokaku-takeda-shirataki/ (Consultato il 07/08/2020)

Copyright Christopher Li ©2013

Traduzione dall’inglese di Simone Chierchini (2020)
Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore è severamente proibita
Si ringrazia Christopher Li per aver gentilmente autorizzato la pubblicazione in italiano di questo articolo


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