Nel triste momento della prematura scomparsa del maestro Robert Gembal, ospitiamo un ricordo composto da Antonio Albanese, a cui ci uniamo nel dolore per la perdita di un amico e collega
di ANTONIO ALBANESE
Robert Gembal suonò al campanello del maestro Giampietro Savegnago una sera di febbraio: “Salve maestro, arrivo dalla Polonia per allenarmi con lei “, disse. Sorpreso, il maestro Savegnago lo accolse in casa e per 9 mesi fu Uchideshi nel nostro dojo di Cornedo. Si distinse subito per la sua bravura e la struttura atletica. Saltava 8 persone accovacciate, rotolando alla fine senza far rumore. Robert volava e le tecniche con lui da uke erano spettacolari.
Poi partì per Roma dove si unì al maestro Andrè Cognard e proseguì con lui la carriera di Aikido. Da Roma si spostò in Francia a Parigi dove passò degli anni a praticare Aikido . Imparò l’Italiano, il francese, parlava il russo e si faceva capire anche in bielorusso.
Io lo rividi 30 anni dopo in uno stage del maestro Cognard a Roma. In quella occasione ricevette la qualifica di sesto dan, praticammo insieme e fui molto contento di rivederlo. Ci scambiammo i contatti e dal quel momento iniziammo a sentirci. Amava l’Italia, quando poteva passava a trovarmi e non mancava mai di invitarmi ogni qualvolta che nei miei viaggi usavo l’aeroporto di Danzica.
Era un Signore e ti faceva sentire a tuo agio nella conversazione, non mancava mai una sorta di humor sommesso che generava molto spesso sonore risate. Da 4 anni stavamo collaborando attivamente per un
progetto europeo che ha visto la realizzazione nel gennaio 2024. Eravamo entusiasti, abbiamo passato
giorni a progettare e preparare le attività e la logistica, un momento buono con l’Aikido.
Mi dispiace Robert ci hai lasciato in maniera improvvisa, hai lasciato un vuoto incolmabile.
Sei vivo e forte nei nostri pensieri: ti vedo sotto la luna, in seiza, con la katana a riposo, che osservi un ruscello che scorre. Buon viaggio fratello; mi mancherà il sorriso che sapevi fare con gli occhi.
Robert Gembal rang the doorbell of Giampietro Savegnago sensei one February evening: “Hello Sensei, I come from Poland to train with you,” he said. Surprised, Savegnago sensei welcomed him into his home, and for 9 months he was an Uchideshi in our Cornedo dojo. He immediately stood out for his skill and athletic structure. He could leap over 8 crouching people, rolling noiselessly at the end. Robert soared, and his techniques as an uke were spectacular.
Then he left for Rome, where he joined André Cognard sensei and continued his Aikido career with him. From Rome, he moved to Paris, where he spent years practicing Aikido. He learned Italian and French, spoke Russian, and could also make himself understood in Belarusian.
I saw him again 30 years later at a seminar with Cognard sensei in Rome. On that occasion, he received his sixth dan, we practiced together, and I was very happy to see him again. We exchanged contacts, and from that moment on, we started to keep in touch. He loved Italy, whenever he could, he would stop by to see me, and he never failed to invite me whenever I used the Gdansk airport on my travels.
He was a gentleman and made you feel comfortable in conversation, never lacking a kind of subdued humor that often generated hearty laughter. For 4 years, we have been actively collaborating on a European project that was approved in January 2024. We were excited, and spent days planning and preparing activities and logistics, a good moment with Aikido.
I’m sorry, Robert, you left us suddenly, leaving an irreplaceable void.
You are alive and strong in our thoughts: I see you under the moon, in seiza, with the katana at rest, observing a flowing stream. Safe travels, brother; I will miss the smile you knew how to make with your eyes.

