Morihei Ueshiba e Takeda Sokaku


Ueshiba Morihei Hokkaido 1915
Ueshiba in Hokkaido (1915)

 

Questo articolo cercherà di far luce sul rapporto altamente significativo ma poco compreso tra Morihei Ueshiba e Takeda Sokaku, il genio del Daito-ryu Aikijujutsu

di STANLEY PRANIN

Lasciatemi iniziare affermando categoricamente che l’influenza tecnica maggiore nello sviluppo dell’Aikido è il Daito-ryu Jujutsu. Quest’arte, che si dice essere la continuazione di una tradizione marziale del clan Aizu risalente a diverse centinaia di anni, è stata propagata in molte aree del Giappone durante i periodi del Meiji, Taisho e del primo Showa, dal famoso artista marziale Sokaku Takeda. Altrettanto noto per la sua abilità marziale e la sua severità, Takeda aveva usato in più di un’occasione le sue abilità in momenti critici.

Takeda aveva 54 anni quando Morihei Ueshiba lo incontrò per la prima volta alla locanda Hisada in Engaru, a Hokkaido alla fine del febbraio del 1915. Questo sembrava essere l’inizio di una lunga e tempestosa associazione tra i due, destinata a durare più di venti anni.

L’esposizione iniziale di Ueshiba alla pratica del Daito-ryu  includeva tre seminari da 10 giorni in stretta successionea a partire dal 4 aprile dello stesso anno. Successivamente ha partecipato ad altri tre seminari impartiti da Takeda l’anno successivo, nel 1916. Inoltre, Ueshiba invitò Takeda anche a casa sua dove ricevette una preparazione intensiva  nelle tecniche altamente raffinate del Daito-ryu. Purtroppo di questo studio sono noti soltanto pochi dettagli circa la durata o altri particolari.

Ueshiba lasciò definitivamente Hokkaido nel dicembre del 1919 a seguito di un telegramma contenente la notizia che suo padre era gravemente malato. Affidò la sua casa, una modesta struttura in legno, a Takeda e tornò nella sua città natale di Tanabe facendo una sosta non programmata a Ayabe, il centro della religione Omoto, per pregare la guarigione del padre. Qui incontrò Onisaburo Deguchi, un’altra grande influenza nella vita di Morihei Ueshiba e l’oggetto del prossimo articolo di questa serie.

Trovando il padre già morto al suo arrivo a casa, Ueshiba presto decise di spostare ad Ayabe la sua famiglia, composta da sua moglie, sua madre e due figli, nella primavera del 1920. Sotto la spinta di Deguchi, Ueshiba aprì il suo primo dojo conosciuto sotto il nome di “Ueshiba Juku” e insegnò Daito Ryu agli allievi, molti dei quali erano membri della religione Omoto.

Un giovane Ueshiba in meditazione

Due anni più tardi nel mese di aprile Sokaku Takeda apparse ad Ayabe con la moglie, una figlia e suo figlio di 6 anni, l’attuale maestro di Daito-Ryu, Tokimune Takeda. Se Takeda si fosse autoinvitato o fosse stato Ueshiba a chiedergli di andare ad Ayabe rimane ancora una questione incerta. Le versioni ufficiali dalle fonti di Aikido e Daito-Ryu differiscono in maniera significativa per quanto riguarda questo punto. Quello che si sa è che Takeda rimase per cinque mesi ad insegnare ai membri dello Ueshiba Juku Dojo e che alla fine di questo periodo Ueshiba ottenne il diploma di “kyoju dairi”, che gli conferiva il grado ufficiale di istruttore di Daito-ryu. Takeda e lo spiritualista Deguchi sembravano  mostrarsi antipatia verso l’un l’altro – il che non ci sorprende – anche se il leader della religione Omoto donò a Sokaku  una spada e una pittura a mano come regalo di addio. In ogni caso, tutte le indicazioni ci portano a pensare che il rapporto tra il piccolo ma coraggioso Sokaku e il suo studente più celebre, Morihei Ueshiba, era teso durante il periodo di Ayabe.

Dopo la partenza di Takeda nel settembre del 1922, i due sembrano essersi incontrati raramente anche se rese più volte visita a Ueshiba  presso il suo dojo a Tokyo. Ueshiba alla fine si affermò come  noto insegnante di Jujutsu a Tokyo, mentre Takeda ha continuato a viaggiare molto per tutto il Giappone impartendo seminari i cui partecipanti erano per lo più persone di spicco come i giudici, i funzionari di polizia, ufficiali militari e simili. Va qui ricordato che, sebbene Ueshiba e Takeda da allora avevano pochi contatti diretti, hanno comunque mantenuto una corrispondenza. Inoltre, Ueshiba, ora un insegnante accreditato di Daito-ryu, certificò i suoi allievi diretti probabilmente dopo il 1937. Tra i diversi diplomati di Daito-Ryu sotto la guida di Ueshiba troviamo Kenji Tomiki, Minoru Mochizuki, Rinjiro Shirata, Gozo Shioda e numerosi altri.

In termini di psicologia moderna, l’associazione tra Morihei Ueshiba e Sokaku Takeda potrebbe essere caratterizzata come un rapporto “amore-odio”. E’ difficile definire con precisione i fatti storici dato che non è rimasto quasi nessun testimone  a molti degli eventi ai quali abbiamo accennato. E anche oggi spiegazioni cariche di emotività che in gran parte si contraddicono l’una con le altre, sono tuttavia offerte dai successori di Takeda e Ueshiba. È chiaro che Ueshiba aveva un profondo rispetto per l’abilità tecnica di Takeda e che quest’ultimo considerava il fondatore dell’Aikido come uno dei suoi studenti più promettenti.

Ho il sospetto che alla radice dei problemi tra i due c’erano la personalità esigente di Sokaku, l’atteggiamento indipendente di Ueshiba, l’orientamento spirituale e i vaghi accordi finanziari circa gli obblighi di Morihei come istruttore certificato di Daito-ryu. Il diploma di Daito-ryu “eimeiroku” datato 15 Settembre 1922, nel quale Ueshiba è certificato come “kyoju dairi”, attesta chiaramente che Ueshiba era obbligato a pagare una quota di tre yen a Sokaku per ogni studente che si iscriveva al suo dojo (di Ueshiba). Successivamente l’uno accusa l’altro di irregolarità per quanto riguarda le questioni finanziarie e le relazioni dei loro ultimi incontri rivelano la natura irrisolta dei loro disaccordi.

Una rara immagine di Sokaku

Allo stesso tempo si deve ricordare che Takeda conferì il grado di “kyoju dairi” ad un certo numero di individui tra cui Taiso Horikawa, Yukiyoshi Sagawa, Kotaro Yoshida, Kotaro (Kodo) Horikawa, e Takuma Hisa (Kiyoshi Watatani ne elenca 29 nel suo “Bugei ryuha Dai Jiten “). A rigor di logica, tutte queste persone avrebbero dovuto pagare le stesse somme a Sokaku ogni volta che insegnavano Daito-ryu. Dubito altamente che Ueshiba fosse l’unico ad avere avuto disaccordi con Takeda per questioni finanziarie.

In conclusione, mi piacerebbe commentare quelle che  considero alcuni degli aspetti  positivi della connessione tra queste due alte autorità del budo del ventesimo secolo. In primo luogo, come ho detto prima, la tecnica dell’Aikido deve molto al Daito-Ryu. E’ difficile trovare un movimento in Aikido che non abbia origine dal jujutsu di Takeda. D’altra parte, la sopravvivenza, la diffusione e il futuro del Daito-ryu come arte marziale giapponese tradizionale sono stati praticamente garantiti dal grande successo internazionale dell’Aikido moderno. Infatti, ho sentito spesso i praticanti di Daito-ryu chiamare la loro arte come Aikido! In ogni caso, considerato storicamente, le due arti marziali sono irrimediabilmente legate e rimarranno tali nonostante i pregiudizi , le incomprensioni e le recriminazioni che si sono perpetuate fino ad oggi. Nel tempo, con la crescita della nostra comprensione degli eventi storici passati, credo che sarà possibile considerare il rapporto tra Aikido e Daito-ryu Jujutsu con un occhio più obiettivo e che il debito reciproco di queste arti sarà facilmente percepibile.

Traduzione di Simone De Luca Copyright © 2011
Simone è un traduttore freelance. Per informazioni sul suo lavoro contattarlo su martial_arts@hotmail.it

Questo articolo viene utilizzato con il permesso di Aikido Journal ed è apparso in origine su “Japanese Wushu Magazine”

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Copyright Stanley Pranin © 1995-2011
Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore e’ proibita
Pubblicato per la prima volta su
http://blog.aikidojournal.com/2011/07/24/morihei-ueshiba-and-sokaku-takeda-by-stanley-pranin/

5 pensieri riguardo “Morihei Ueshiba e Takeda Sokaku”

  1. […] Ora, è palese che nessuna ricerca onesta potrà mai ottenere alcun risultato, se ogni passo fuori dal prestabilito verrà considerato come un gesto di arroganza e superbia e immediatamente rigettato. Anche l’elemento rispetto della tradizione marziale o aikidoistica antecedente come causa di accettazione del’abitudine di cui all’oggetto è quanto meno debole. L’Aikido è un’arte di tale dirompente rottura rispetto alle tradizioni marziali nipponiche precedenti, il suo divenire così inarrestabile che giustificarne elementi importanti con il rispetto della tradizione interna o esterna alla disciplina è sbagliato e fuorviante. Non possiamo tirare fuori e riporre nel cassetto la tradizione a seconda che confermi o meno quello che intendiamo argomentare. Tra l’altro O Sensei non aveva sul suo kamiza nessuna foto dei suoi pur grandissimi mentori, Denisaburo Oguchi e Sokaku Takeda. […]

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