I 4 Stadi dell’Apprendimento


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In quale fase dell’apprendimento ti trovi?

Vi riporto qui di seguito una suddivisione in fasi di apprendimento che trovo possa essere utile ad un insegnante per comprendere meglio le difficoltá dello studente e avere degli spunti per il loro superamento, indipendentemente dalla disciplina studiata

di MASSIMILIANO GANDOSSI

Incompetenza inconsapevole

In questo stadio il praticante ha scarse o nulle competenze tecniche nella materia studiata e non è praticamente in grado di riconoscere questo limite o l’utilitá delle competenze necessarie per la pratica, necessita quindi di prendere coscienza di non sapere e questo processo, e la sua durata dipendono principalmente dallo stimolo all’apprendimento

Incompetenza consapevole

In questo stadio il praticante prende sempre più consapevolezza dei propri limiti e identifica, pur non avendole ancora, le competenze necessarie per superarli. In questa fase l’errore è parte integrante del processo di apprendimento

Competenza consapevole

Il praticante inizia a padroneggiare il gesto tecnico e ad acquisire sempre maggiore competenza. Gli è necessaria una grande dose di concentrazione nel gesto e può studiarlo , praticarlo ed elaborarlo anche senza una costante guida esterna, questo coincide ad esempio con i momenti di pratica libera, con gli stage , interni ma soprattutto esterni al proprio contesto, momenti nei quali il praticante mette la testa fuori dal nido. Nello zen si parla di shoshin o attitudine mentale del principiante per identificare quello stato di apertura all’apprendimento che inizia nella incompetenza consapevole e prosegue certamente in questo stadio.

Competenza istintiva

Esempi comuni sono la guida di un mezzo e destrezze manuali specifiche di attivitá ripetute a lungo. Diventa possibile per certe attivitá lo svolgimento parallelo con altre attivitá ( fare la maglia mentre si segue un film o si legge un libro etc..) , nel caso dell’Aikidom l’esecuzione di un gesto tecnico con questo livello di apprendimento coincide con il rischio di disperdere la mente nel flusso dei vortici di pensiero ed è fondamentale che il praticante sviluppi a questo punto la consapevolezza dello hara e del suo movimento energetico nel kokyu, che diventa la ” seconda attivitá” svolta parallelamente alla prima.

Padronanza consapevole della competenza istintiva

Questo è il livello che è richiesto a chi insegna una materia , la destrezza è inconsapevole ma può essere ” attivata ” a volontá, scorporata in elementi didattici e condivisa con l’esempio e la spiegazione.

Copyright Massimiliano Gandossi © 2013 
Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore e’ proibita
Pubblicato per la prima volta il  22/01/2013 su
http://gorinbushidokai.blogspot.it/2013/01/i-4-stadi-dell.html

Un pensiero riguardo “I 4 Stadi dell’Apprendimento”

  1. Ciao Max, grazie per l’articolo, argomento ricco ed affascinante; condivido qualche appunto che ho preso in proposito, come spunto per la discussione; scritto in modo spigoloso, perché diretto a chi già ha sperimentato.

    Io distinguo tra “movimenti automatici” dal “movimento istintivo”; il primo bypassa il pensiero ed è inconsapevole, automatico; il secondo bypassa il pensiero ed è totalmente consapevole, in costante collegamento con le percezioni che vengono dall’esterno; su questo, in particolare, ovvero la separazione tra percezione degli stimoli esterni ed azione, si manifesta uno dei passaggi della via, da una linea segmentata [io percepisco – io agisco], i cui segmenti divengono via via più piccoli, fino alla percezione – azione, in cui non ci sono più segmenti ed emerge la continuità fatta di infiniti punti adimensionali.

    Inoltre cerco sostituti ai termini competenza e padronanza, che in occidente sono molto usati nell’ambito dell’apprendimento [come pure il termine stesso “apprendimento”], perché rivelano sempre un conquistare, un appropriarsi, un “contenere” ciò che si studia.

    IL termine “via” ci dà invece molto più il senso orientale, con noi, piccolini, che camminiamo su qualcosa che non potremo mai contenere, ma di cui possiamo essere parte, ed in questo essere parte diveniamo, come nei 10 tori, solo uno sguardo sulla via.

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