Il (De)Grado – Cinture Nere in Aikido


Per gli adulti e in quanto adulti, penso che la maggior parte di noi abbia una certa esperienza con gli aspetti negativi del sistema dei gradi. Alcuni di noi hanno molta esperienza con quegli aspetti negativi. La domanda allora diventa: cosa otteniamo noi da adulti da un tale sistema e vale il prezzo che paghiamo?

di CHRISTOPHER LI

Ma cosa è venuto in testa a Jigoro Kano?

L’altro giorno stavo leggendo un’intervista con Yoshimitsu Yamada sul sito web dell’Aikido Sansuikai. Questo passaggio ha attirato la mia attenzione:

“Eh si, il sistema dei gradi in Aikido è un altro mal di testa. Personalmente non sono d’accordo con questo sistema. Un certificato di insegnamento va bene, una cintura nera va bene. Ma dopo di questo, nessun numero, nessuno shodan, nidan, ecc. La gente sa chi è valido e chi non lo è. Il sistema di gradazione Dan crea una mentalità competitiva, perché le persone iniziano a giudicare gli altri: “Oh, quello è sesto dan, ma non è bravo, questo tizio è molto meglio…”

Lo so, Yamada ha fatto dichiarazioni simili in precedenza, ne sono consapevole, ma è sempre interessante quando un personaggio responsabile per la distribuzione di gradi a un così gran numero di persone in diversi paesi afferma pubblicamente di essere lui stesso contrario al sistema dei gradi.

Donn Draeger – qui coordinatore delle arti marziali sul set del film di James Bond You Only Live Twice (1967) – il primo non giapponese a entrare nel Tenshin Shōden Katori Shintō-ryū

Il Tenshin Shōden Katori Shintō-ryū (天真正伝香取神道流) è la più antica tradizione marziale organizzata in Giappone, risalendo al 1447. Ci si potrebbe chiedere in che modo il Katori Shintō-ryū sia rilevante rispetto all’intervista di Yoshimitsu Yamada, e questa è la ragione. Per oltre 400 anni, nelle arti marziali giapponesi tradizionali non hanno avuto gradi, né sistemi di classificazione, né cinture nere. In qualche modo, queste arti sono sopravvissute e hanno persino prosperato.

Tutto ciò finì quando il fondatore del Judo Jigoro Kano adottò il sistema di classificazione Dan nel Judo e promosse Shiro Saigo e Tsunejiro Tomita a Shodan nel 1883. Questo sistema di classificazione avrebbe poi raggiunto una grande popolarità nell’era prebellica, diventando infine adottato da praticamente tutti le arti marziali giapponesi moderne (e molte delle non così moderne).

In precedenza, per oltre 400 anni, nel Budo giapponese non erano esistiti né gradi, né cinture nere. Fino alla moderna introduzione del sistema dei gradi nel 1883 (e quasi 60 anni dopo nell’Aikido) si poteva ottenere un sistema di certificazione “Menkyo”, che mostrava la qualifica di una persona nel Ryu. Morihei Ueshiba era stato parte di tale sistema sotto Sokaku Takeda nel Daito-ryu.

Il registro degli allievi di Sokaku Takeda (Eimeiroku)

Sokaku Takeda conservava un Eimeiroku (英名録), in cui veniva riportata la carriera di ogni allievo, insieme a una registrazione di tutte le licenze concesse a quel particolare studente. Ad esempio, la pagina a destra dell’illustrazione in alto mostra l’assegnazione della licenza di Kyoju Dairi (Assistante Istruttore) a Morihei Ueshiba nel 1922. La pagina a sinistra è del 1931 e registra che Sokaku Takeda insegnò a Morihei Ueshiba le 84 tecniche per il Goshin’yo No Te per 20 giorni a casa di Ueshiba a Ushigome (ora Wakamatsu-cho). Goshin’yo no Te (護身用の手) era la licenza di massimo livello assegnata all’epoca in cui Morihei Ueshiba praticava sotto Sokaku Takeda.

Anche la maggior parte degli allievi di Morihei Ueshiba dell’anteguerra (Minoru Mochizuki, Rinjiro Shirata, Kenji Tomiki, ad esempio, tra gli altri) ricevette una versione di queste certificazioni.

Poi arrivò il Dai Nippon Butoku Kai (大日本武徳会). Il Dai Nippon Butoku Kai fu organizzato sotto l’autorità del Ministero della Pubblica Istruzione giapponese e fu incaricato di standardizzare e regolare le arti marziali giapponesi tradizionali. Il Dai Nippon Butoku Kai, ad esempio, fu responsabile dell’adozione di “Aikido” come nome per l’arte di Morihei Ueshiba. Insieme al cambio di nome arrivò il sistema dei gradi Kyu-Dan istituito da Jigoro Kano, già utilizzato da molte altre arti marziali in Giappone. Sia il cambio di nome sia il sistema dei gradi Kyu-Dan furono implementati da Morihei Ueshiba per volere del Dai Nippon Butoku Kai nei primi anni ’40.

  1. Ciò significa che molti degli istruttori di Aikido che oggi insegnano sono in realtà più vecchi del cosiddetto sistema di classificazione “tradizionale” come viene utilizzato in Aikido.
  2. Significa inoltre che il “tradizionale” sistema di classificazione Kyu-Dan in realtà non ha alcun legame con il tradizionale Budo giapponese – ossia si tratta di una convenzione moderna.

Da parte sua, lo stesso Ueshiba sembra aver avuto un atteggiamento abbastanza rilassato nei confronti del moderno sistema di classificazione. Ad esempio, ecco l’opinione di Yamada su cosa O-Sensei pensasse di queste cose:

Inoltre, non credo che O-Sensei fosse d’accordo con quel sistema di classificazione. Per lui il numero non aveva importanza. Una volta, mentre gli stavo facendo un massaggio, mi disse: “Signor Yamada, che grado sei?”. Gli risposi: “Sono shodan”, e lui disse: “Quindi oggi ti concedo il sandan”. [ride] Nessuno ci credeva. Conoscevo la sua personalità e non la prendevo sul serio. Gli ho a mala pena risposto: “Grazie mille.” Questo è quello che è successo.

Yamada non è l’unico ad aver raccontato questo tipo di aneddoti, ne ho sentito uguali o simili da parecchie persone.

Yasuo Kobayashi (a destra) presso il vecchio Aikikai Hombu Dojo

Un altro studente del dopoguerra, Yasuo Kobayashi, raccontò alcuni incidenti simili avvenuti intorno al 1958:

In questo periodo accaddero i seguenti eventi. Alcuni venivano dalla campagna chiedendo improvvisamente un diploma di 10° dan in Aikido. Questo perché ai vecchi tempi, quando O-Sensei insegnava in provincia, se notava qualcuno che, per giusto un momento, sembrava aver capito, gli diceva: “Oh, tu si che hai capito. Ti darò il decimo dan”. Diceva facilmente detto cose come “Sei grande! Ti promuovo nono dan!” a gente che poi lo prendeva sulla parola, anche se erano solo 3° o 4° Dan. Era un aspetto di O-Sensei. Diceva semplicemente qualcosa come: “Sei un 9° Dan o 10° Dan!”. Quando ero più giovane, anche a me O-Sensei detto molte volte che ero un nono o decimo dan. Anche gli altri uchi-deshi sono stati “promossi” nono o decimo dan svariate volte”.

Mitsugi Saotome, un altro contemporaneo di Yamada e Kobayashi, mi ha raccontato una storia simile, nella quale era stato spontaneamente “promosso” all’ottavo dan da O-Sensei dopo aver avuto un particolare momento di intuizione (in realtà non è stato promosso a ottavo dan fino a molto tempo dopo, molto tempo dopo la morte di O-Sensei).

Il certificato di Shodan di Shusaku Honinbo (本因坊秀策) in Go, circa 1840

Quando Jigoro Kano istituì il sistema dei gradi Kyu-Dan, adottò un sistema che era stato in uso nel Go giapponese dal 1600, quando fu introdotto da Dosaku Honinbo (本因坊道策).

Jigoro Kano era un educatore di professione, ed è stato in realtà direttore dell’istruzione primaria per il Ministero della Pubblica Istruzione (文部省) per diversi anni. Era anche profondamente impegnato nella modernizzazione del sistema educativo giapponese, che era nel mezzo di una transizione dal sistema tradizionale di Temple Education (Terakoya Kyoiku / 寺子屋教育) al moderno sistema di istruzione Gakusei (学制) modellato sui metodi educativi occidentali che fu istituito a partire dal 1872.

Temple Education nel periodo Edo

È interessante notare che Morihei Ueshiba, in una sorta di rimasuglio dal periodo Edo, all’età di 7 anni fu inviato per essere educato in un tempio buddista Shingon.

Quindi, perché Jigoro Kano non mantenne il tradizionale sistema Menkyo?

  1. A seconda del particolare Ryu, il sistema Menkyo è costituito da un numero compreso tra due e otto certificati, con anni (a volte molti anni) tra le certificazioni. Questo è adatto per gli adulti, che hanno una lunga soglia di attenzione e si impegnano per un periodo di allenamento misurato in anni, ma non tanto per i bambini.
  2. Sotto i tradizionali sistemi Menkyo non esiste un sistema per riconoscere visibilmente i risultati di una persona nell’arte: la “stella d’oro” del sistema di cinture colorate che è stato adottato accanto ai gradi moderni.

Ancora una volta, adatto per gli adulti, che sono (o dovrebbero essere) più interessati all’apprendimento di un’arte che a far pubblicità della propria abilità intorno al girovita, ma non così tanto per i bambini. Soprattutto non tanto per i bambini in un moderno sistema educativo, che è costruito su una struttura di gradi, livelli e stelle d’oro. E quello era davvero l’obiettivo e il fine ultimo di Jigoro Kano: portare il Judo nel moderno sistema educativo come una forma complementare di educazione fisica. Perfino la “cintura nera”, introdotta tre anni dopo lo sistema Kyu-Dan medesimo, potrebbe essere stata adottata da Kano da un sistema scolastico in cui gli studenti di nuoto avanzato erano divisi dagli studenti principianti da nastri neri indossati attorno alla vita.

Moshe Feldenkrais dimostra il Judo con Mikonosuke Kawaishi a Parigi, 1938

Il sistema di cinture colorate per i bambini (ad esempio bianco → giallo → verde → blu → marrone → nero) non fu affatto inventato in Giappone. Fu introdotto in Europa nel 1935 da Mikonosuke Kawaishi, che fu determinante nella diffusione del Judo in occidente, e poi in seguito riportato in Giappone. La combinazione di colori rendeva più facile per gli allievi di ritingere le stesse cinture. Ancora una volta, si trattava di un sistema introdotto per i bambini e che funzionava bene per i bambini…

Demetrio Cereijo sostiene che le cinture colorate potrebbero essere state effettivamente introdotte nel Budokwai di Londra da Gunji Koizumi intorno al 1927, e successivamente rese popolari da Kawaishi.

Per gli adulti e in quanto adulti, penso che la maggior parte di noi abbia una certa esperienza con gli aspetti negativi del sistema dei gradi. Alcuni di noi hanno molta esperienza con quegli aspetti negativi. La domanda diventa allora: cosa otteniamo noi da adulti da un tale sistema e vale il prezzo che paghiamo? Se le vostre risposte sono simili alle mie, allora la domanda potrebbe diventare: perché non ci liberiamo di essi, come ha suggerito lo stesso Yamada?

Naturalmente, la maggior parte delle organizzazioni incoraggia l’esistenza di un sistema di gradi. In termini organizzativi ha senso: l’Aikido non è più un’opera d’arte unica, è disponibile praticamente ovunque, e se non a uno non piace un gruppo, si può sempre unire a un altro con un trauma relativamente piccolo.

Al giorno d’oggi c’è davvero solo un punto di controllo che un’organizzazione, un dojo o un istruttore hanno sui loro allievi, e questo è l’emissione del grado. Controllare chi ottiene un grado e quando è l’unico e solo meccanismo di controllo sui propri allievi al di fuori della volontà degli allievi stessi. Un giorno potrebbe succedere che la gente si renderà conto del fatto che l’intero meccanismo è immaginario – funziona solo quando quelli interni al sistema permettono a se stessi di accettare gli assunti messi insieme dal sistema stesso.

Inoltre in termini organizzativi ha senso per gli aspetti finanziari.

La maggior parte delle grandi organizzazioni (e anche parecchie di quelle piccole) sopravvive in larga parte grazie alle quote di esame e promozione versate dai loro membri, quote che superano il migliaio di dollari nel caso di alcune promozioni. Quando Jigoro Kano introdusse il moderno sistema Kyu-Dan, aprì anche le porte a un flusso di entrate potenzialmente difficile da ignorare sia per le scuole che per le organizzazioni di arti marziali.

Il che ci riporta alla prima domanda: cosa otteniamo da un tale sistema e vale il prezzo che paghiamo?

Personalmente, due volte ho preso la decisione di uscire dal sistema dei gradi e due volte ho finito per esserci di nuovo tirato dentro, quindi non ho in realtà buone risposte da offrire. Dato che ho un certo grado, la gente chiede la mia opinione sull’Aikido – ma la persona di fianco a me con il suo terzo kyu viene semplicemente ignorata.

Cosa conta se quel terzo kyu può prendermi a calci nel sedere per tutto il giorno: che c’è da imparare da una cintura bianca?

Fonte: Li Christopher, Something’s Rank – Black Belts in Aikido, Aikido Sangenkai, 2012 https://www.aikidosangenkai.org/blog/somethings-rank-black-belts-aikido/ (consultato il 08/06/2020)

Copyright Christopher Li ©2012

Traduzione dall’inglese di Simone Chierchini (2020)
Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore è severamente proibita
Si ringrazia l’autore per aver gentilmente autorizzato la pubblicazione in italiano di questo articolo


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