Il Kototama

Abbiamo il piacere di presentare “Il Kototama”, interessante capitolo tematico tratto dal libro-intervista “Il Ricercatore – Intervista a Luigi L. Gargiulo“, pubblicato nel 2021 da Aikido Italia Network Publishing. O-sensei creò l’Aikido come mezzo per realizzare il Kototama, ma il potere magico del suono è stato a lungo un mezzo di pratica spirituale fin dagli albori della civiltà umana. Il logos biblico, “In principio era il Verbo”, veniva tramandato in India già nel 400 aC nei Veda, il libro sacro dell’India. Luigi L. Gargiulo qui ci offre una ricca introduzione alla pratica del Kototama

di LUIGI L. GARGIULO & SIMONE CHIERCHINI

“L’evoluzione del tuo Aikidō ti ha portato a interessarti sempre più da vicino al Kototama. Potresti spiegare ai lettori la sua natura e la sua funzione all’interno della pratica quotidiana?”

“Il Kototama è lo studio che attualmente condiziona ed amplifica ogni mia attività, fisica mentale e spirituale. Il mio interesse verso questa realtà energetica e vibrazionale è nato partendo dalla pratica dell’overtone chanting e delle respirazioni con i suoni che Hiroshi Tada sensei insegna con passione e che sono il supporto vibrazionale del Kinorenma. In totale sono circa quarant’anni che pratico il Kinorenma ma negli ultimi 13 mi sono promesso di voler comprendere cosa c’è dentro il suono.

“Nella sua incredibile lungimiranza Tada sensei ci ha fatto praticare questi suoni e le forme respiratorie con suoni per rendere più alto il nostro livello vibrazionale e aumentare la consapevolezza del movimento dell’energia negli aikidoka italiani, questo ha permesso a molti di penetrare meglio la pratica del Kinorenma.

Tempu Nakamura


“Come tutti sanno, la base del lavoro di Kinorenma di Tada sensei si riconduce a Tempu Nakamura e agli studi paralleli che il M° Tada ha fatto contemporaneamente all’Aikidō di O-sensei. Ovviamente Tempu Nakamura non era O-sensei e, pur seguendo con passione il Kinorenma, io mi sono chiesto se la pratica personale di O-sensei, nello sviluppo dell’Aikidō come noi lo conosciamo avesse delle connessioni con tutto ciò.

“Leggendo le parole di O-sensei scoprii che a quanto pare ‘L’Aikidō è la realizzazione del Kototama’. Tento ora di dare una personale spiegazione sul Kototama, visto che non si trova molto in letteratura. Spero che le mie motivazioni ed esperienza possano essere di aiuto e stimolo per coloro che sono veramente interessati. La parola ‘Kototama’ viene da Kotoba = parola, espressione e Tama = spirito, anima. Potremmo trovare collegamenti tra il suono (la parola) e lo spirito (anima) in tutte le culture, perfino in quella giudaico-cristiana.

“Vorrei ricordare che l’aspetto vibrazionale dell’essere umano è ciò che crea e costituisce la materia, quindi che condiziona ogni nostro momento di vita. Il Kototama è come gli antichi hanno espresso l’esistenza, prima che la teoria fisica quantistica ne scoprisse le reali relazioni e completasse (e in alcuni casi travolgesse) la fisica classica.

Hiroshi Tada

“Per comprendere un po’ meglio l’essenza e la forza del Kototama bisogna fare un piccolo passo indietro e almeno enunciare in breve alcuni aspetti dello Shintō Giapponese.

“Fondamentale è il concetto di shi kon, 4 anime. In pratica rappresentano i quattro elementi della mente o dell’anima.

“È anche lo studio dei 4 elementi e delle 4 forze che si rappresentano con le stagioni dell’anno, le fasi della luna, i punti cardinali, ecc. In un’analisi particolare credo che si debba studiare il modello della croce come espressione dello spirito, sicuramente conoscete che in alcune religioni o gruppi di studio si dice la frase: ‘Prendi la tua croce e avanza’, questo fa riferimento allo sviluppo dello spirito trovando la croce propria, quindi non è solo una struttura senza senso.
“Esse sono:

  • Kushi-mitama – è simboleggiata dal Cielo/ Aria. La qualità correlata è la ‘saggezza’. È la funzione di un intelletto composto da osservazione, analisi e comprensione. Coloro che cercano la verità hanno un’anima strana e forte. Nelle parole di O-sensei: ‘La realizzazione della nostra vera sostanza e del nostro potenziale è il fine della creazione. La realizzazione dell’amore divino (la coscienza universale) è la nostra responsabilità’.
  • Ara-mitama – il simbolo è il Fuoco. La qualità correlata è il ‘Coraggio’. È la funzione dell’anima, è il potere di andare avanti. Non è solo il potere di avanzare con coraggio, ma anche il potere di perseverare e lavorare sodo. Le persone attive ed estroverse hanno un’anima forte.
  • Nigi-mitama – il simbolo è l’Acqua, la qualità è ‘Pace e Armonia’. Corrisponde in qualche maniera all’anima giapponese, che è il potere di avvicinarsi l’un l’altro. La sua funzione si può esprimere nella parola ‘padre’. Le persone che desiderano pace e armonia e hanno una forte affinità hanno un forte spirito giapponese, intimità e gentilezza.
  • Saki-mitama – il simbolo è la Terra; è il fiorire, il prosperare nell’ordine naturale delle cose. La sua funzione è il potere di amare e nutrire le persone. Questo è rappresentato da una sola parola ‘amore’. Una persona che valorizza la compassione e i sentimenti e cerca di misurare la comprensione reciproca è una persona con un’anima forte. Crea sentimenti di Amore per gli esseri umani e tutto il creato.
Maeda Hirasama sensei
Hiramasa Maeda

“Quando questi 4 aspetti della natura umana sono in equilibrio tra di loro, allora, essi si alimentano a vicenda, creando i presupposti per realizzare l’unione con il principio universale.

“Quando sono in disarmonia, perché qualcuno è troppo forte o troppo debole rispetto agli altri, si creano gli aspetti dell’esistenza che ora riscontriamo nella società attuale, ossia timore, iper-controllo, compressione, ansia e prevaricazione. Qualsiasi nostra pratica spirituale o metafisica rifletterà lo squilibrio e non sarà evolutiva.

“Il Kojiki, o ‘Storia degli avvenimenti antichi’, è la storia Giapponese della creazione. È una spiegazione simbolica delle due forze opposte della natura. Quando parliamo di questi come funzione universale, sono chiamati Kami, o ‘Divinità’ in Giapponese. Quando parliamo di loro come il respiro della vita, sono chiamati Iki. Kami è fuoco e acqua che girano intorno e si avvolgono a vicenda. Questo deriva dalla parola Karami, ‘avvolgere intorno o circondare’.

“La funzione creativa del Kami è espressa attraverso 50 o 75 sillabe base del Kototama, a cominciare da Mu, il vasto vuoto, e Su, il suo movimento creativo. All’interno della nebbia fumante (Musu), spontaneamente, appare un punto (I). Da questo punto l’espansione (A) si estende in tutte le direzioni. Questa è Ai.

“Da un punto di vista universale, l’espansione che dà vita a tutte le cose è compassione infinita, il Kototama di A. Il punto da cui si espande è la radice della saggezza, il Kototama di I. Questo è il vero significato di Ai. È compassione, mai trattenuta e traboccante per sempre. È bilanciato dalla saggezza, la capacità di stare al centro, usando mezzi abili piuttosto che la forza, tutto questo per realizzare un altro modo di vivere.

Morihei Ueshiba

“È giusto dire in questa sede che se O-sensei scriveva di Kototama in relazione all’Aikidō qualche relazione deve esserci. Quindi piano piano ho compreso che il suono e l’elemento vibrazionale connesso (Kototama) sono le basi creatrici della nostra relazione e vita come parte dell’universo. Esso è sia la fonte che l’elemento creativo. È come dire che la creazione (creatività) non abbia bisogno di un creatore, le due funzioni si racchiudono in una stessa essenza. Come non esistono veramente osservatore ed osservato. In questo punto vedo la coerenza nell’Aikidō, ossia come, ad un certo punto, l’Aikidō di O-sensei ha superato la tecnica per arrivare all’origine del movimento, ossia la ‘torsione’. Ovviamente per ‘torsione’ io intendo ciò che la fisica quantistica chiama ‘entanglement’ e che le scienze dello spirito definiscono ‘forze plasmatrici eteriche’. Vedi, parlando di questo misterioso Kototama si va subito sul difficile e più avanti, incomprensibile, attraverso una forma di mente ordinaria.

“Il nostro direttore didattico Tada sensei ha sempre proposto, dalla fondazione dell’Aikikai d’Italia, esercizi vari con i suoni essendo egli cosciente che essi hanno un effetto sulla nostra Consapevolezza Vibrazionale. Questa consapevolezza è una delle condizioni attraverso la quale la pratica dell’Aikidō diventa un’apertura verso il movimento dell’universo. Overtone chanting, pratiche respiratorie e movimenti con i suoni fanno parte di quel substrato di sensibilizzazione e sintonizzazione dei nostri strumenti interni atti alla pratica del Kinorenma. Come molti sanno il Kinorenma è un meraviglioso strumento per poter accedere alla comprensione della parte invisibile dell’Aikidō, che ovviamente condiziona tutta la nostra pratica.

“Il Kototama è in sostanza una ‘rieducazione’ del nostro sistema di percezione e comunicazione sonora. I suoni che noi produciamo in modo apparentemente ‘naturale’ sono la somma tra il condizionamento che abbiamo avuto fin dall’infanzia ascoltando i suoni degli altri (ossia i genitori e le persone che volevamo imitare), la qualità energetica espressa in quanto parte di una comunità (regionale e nazionale) e la nostra costituzione genetica generale ereditata dai nostri antenati. Questi elementi hanno creato un ‘automatismo’ inconscio nella nostra espressione vocale atto a cercare di farci accettare dagli altri a livello sociale e di comunità. A livello sottile ciò che facciamo normalmente è una proiezione verso l’esterno di suoni che abbiamo codificato a livello mentale, con un dispendio di energia enorme.

“Difficilmente potremo modificare questo automatismo nel parlare, e magari non lo vogliamo neanche perché ormai siamo ‘abituati’ a questo suono che produciamo, ma sono sicuro che tantissime volte scopriamo che il suono che esce in un determinato momento non corrisponde alla nostra profondità. Quindi, almeno nella nostra pratica cosciente, dobbiamo riconoscere e reimparare a produrre suoni che servano ad una ri-modulazione e ri-sintonizzazione interna.

“Per fare un esempio semplice, è come fare Yoga senza conoscere il movimento delle articolazioni e la corretta postura.

“Bisogna rendere più efficace la risposta, la comprensione e l’adattamento del nostro sistema nervoso. Per ‘risposta’ intendo una forma di rimodulazione interna del nostro sistema percettivo. Una qualità che è stata ricoperta e ovattata dall’uso del sistema sonoro automatico in tanti anni. Lo speciale percorso che ci viene indicato, che è il Kinorenma e di conseguenza l’Aikidō, necessita di una sintonizzazione speciale e di una risposta naturale del nostro sistema nervoso centrale e periferico. Anche il sistema immunitario beneficerà di questo miglioramento percettivo della nostra qualità vibrazionale. Per fare questo dobbiamo usare meglio lo strumento che abbiamo ossia il corpo, la bocca, il cavo orale e i denti. Dovremmo poter produrre un suono che in maniera più specifica purifichi e riconduca il sistema mente-corpo-spirito ad una risposta più efficace.

Luigi L. Gargiulo con Hiramasa Maeda

“I maestri del Kototama in Giappone hanno tramandato delle indicazioni importanti per fare in modo che il suono emesso da noi provochi una risposta interna completa e rinvigorente a tutti i livelli (fisico, mentale, spirituale).

“I suoni devono essere emessi a laringe aperta, senza modulazione della gola. Altrimenti ci riporteremmo alla modalità proiezione verso l’esterno.

“Il suono viene prodotto dalla forma e dalla modifica all’interno del cavo orale. In tale maniera il suono avrà un effetto importante sul nostro sistema di consapevolezza vibrazionale, al punto da poter riprodurre la micro-vibrazione interna anche senza suono.

• Suono A – percezione orizzontale dell’apertura della bocca (possibile visualizzazione linea orizzontale)

• Suono O – percezione verticale dell’apertura della bocca (possibile visualizzazione linea verticale)

• Suono U – percezione circolare o sferica del cavo orale, uso dei denti per far circolare il suono (possibile visualizzazione di un cerchio)

• Suono E – percezione di un canale all’interno della lingua

• Suono I – percezione della spinta del suono contro i denti davanti

Luigi L. Gargiulo

“Le vibrazioni cosmiche iniziali si vocalizzano come SU – U e tali vibrazioni producono A-O-U-E-I. A loro volta, queste ultime manifestano gli otto poteri (hachi riki). L’Aikidō è attivato dalle 5 vocali seme, A O U E I. Queste vibrazioni hanno origine dalla sottile integrazione dei principi dell’Acqua e del Fuoco.

“Nella terminologia Shintō queste due forze si chiamano takami musubi (forze creatrici terrestri) e kami musubi (forze creatrici celesti), quelle che Rudolf Steiner (creatore dell’antroposofia) chiama ‘le forze plasmatrici eteriche’.

“Per il Kototama è stata l’integrazione tra queste due forme a creare il mondo. Volendo approfondire ulteriormente, i due principi emergono e tornano a SU, la suprema sillaba seme. Il Kototama rappresenta il magico suono della creazione. U è la vocale mistica, (che per O-sensei ha un’importanza enorme) che vibra come pura risonanza di SU.

“Il Kototama U ha formato lo spirito e la materia. Da dove proviene questa U? Da SU. SU e U operano come spirito e materia, e sono la fonte di tutti i fenomeni. Da dove proviene SU? SU emerse improvvisamente dalla Vacuità, un unico punto nel Grande Spazio. Da dove proveniva lo Spazio? Esso proveniva da Mu (Nulla), prima dell’esistenza di tutte le cose. Ciò che chiamo Mu non è il vuoto, non è in alcun posto, è soltanto Luce assoluta. E’ il Mu della creazione. Per chiarire meglio, diciamo che attraverso la funzione di SU e U appare la nostra forma individuale, una forma in cui il corpo e lo spirito sono inseparabili. Dal nucleo più profondo si vocalizzano attraverso la bocca i Kototama A O U E I , generando un’integrazione tra fuoco e acqua che sale e scende a spirale, formando e modellando la nostra esistenza fisica. In realtà tutto il nostro essere è Kototama.

“Il punto essenziale da cogliere qui è che queste due forze sono completamente interdipendenti. La compassione (fuoco) e la saggezza (acqua) non possono esistere, o funzionare con successo, l’una senza l’altra. Tentando di aiutare gli altri, senza avere una visione chiara, potresti creare più problemi di quanti ne risolvi. Tuttavia, anche la saggezza senza compassione è fuori luogo. È morta e fredda. Incapace di mantenere il suo equilibrio, anche il potenziale genio può scivolare nella follia.

“Per utilizzare i doni della saggezza e della compassione che sono alla radice della nostra natura, dobbiamo allenare sia il corpo che la mente. Non si può dire di comprendere il messaggio del Kototama se non siamo in grado di manifestarlo nella nostra pratica fisica. Nelle parole di Ueshiba sensei, ‘l’Aikidō è il modo superlativo per praticare il Kototama’, ma non è l’unico, ogni tendenza evolutiva dell’essere umano passa attraverso lo studio e pratica del Kototama, perché la vibrazione è l’elemento costituente della nostra essenza, fisica, mentale e spirituale.

“Soprattutto in questo momento difficile, dobbiamo mantenere il morale alto e continuare ad andare avanti verso l’obiettivo dell’AI.

Morihei Ueshiba

“Non credo che O-sensei sia arrivato a questa percezione attraverso un’analisi mentale, bensì attraverso una profonda fede. Ecco, la fede speciale di O-sensei lo ha portato ad avere un cuore-hara di tipo quantico, percepire in maniera viscerale questa verità energetica e quindi trasferirla nell’ ‘Arte della Pace’ ossia l’Aikidō. Questo spiega anche la trasformazione in O-sensei della forma, dal Daito Ryu Aikijujutsu a Aiki-budō fino ad Aikidō.

“Per dare una insoddisfacente conclusione direi che comprendere nel cuore-hara la micro-vibrazione creata dal suono e questo con un allenamento atto a connettere suono e movimento, ci fa diventare coscienti che siamo vibrazione, siamo un insieme di frequenze.

“Probabilmente per espandere in noi questa coscienza bisogna seguire la vecchia equazione: Espansione della Coscienza = comprensione (corpo-mente-spirito) + energia (aumentare il livello energetico) + accettazione (cuore).”

Copyright Simone Chierchini – ©2021
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Il Ricercatore
Intervista a Luigi L. Gargiulo
I Dialoghi Aiki #2
di Simone Chierchini, Luigi L. Gargiulo

Luigi L. Gargiulo è un conoscitore e praticante di discipline orientali sin dall’adolescenza. Laureato in Scienze dell’Informazione, studioso e praticante di Buddismo Zen e 7° Dan in Aikido, dal 1978 pratica lo Shiatsu, di cui ha creato uno stile personale, il MI ZAI Shiatsu, che insegna nell’Istituto MI ZAI da lui fondato. Dal 2020 è inoltre membro della Direzione Didattica dell’Aikikai d’Italia.
La sua è una vita di studio: dall’Aikido allo Shiatsu, dal Kototama al Waraku, la curiosità di Luigi L. Gargiulo è sempre rimasta attiva. Seguiamolo nel suo percorso formativo di ieri, oggi e domani.

Contenuti
ll Cammino e il Traguardo. I Tre Momenti Cardine. Il Padre dell’Aikidō in Italia. Vivere lo Shiatsu da Marzialista. Il Kototama. Alla Scoperta del Waraku. Professionismo sul Tatami. Dentro la Direzione Didattica. La Pandemia e Nuove Consapevolezze. Uno Sguardo al Nostro Futuro. Rigore della Pratica e Libertà Espressiva. L’Aikidō e il Mondo Socio-Culturale Esterno ad Esso. Il Gioco del Levare e dell’Aggiungere. Supplemento – I Principi del Mi Zai Shiatsu