
Anche se all’inizio del proprio percorso aikidoistico si è giustamente più concentrati sull’apprendimento tecnico e sull’allenamento fisico, proseguendo nella pratica si è sempre più affascinati e attratti dall’aspetto invisibile nascosto; cresce l’interesse per la filosofia orientale, per i nessi tra pratica sul tatami e vita quotidiana, per gli aspetti spirituali della Via dell’aiki. Si finisce con il superare la dicotomia tra pratica interna ed esterna, fisica e mentale e si inizia a comprendere l’unità dell’Essere e a capire che i due aspetti devono procedere affiancati e di pari passo. Questa è la specifica visione didattica del maestro Hiroshi Tada, come Egli stesso ha avuto cura di spiegare e sviscerare in dettaglio nel corso di sei decenni di insegnamento in Europa. Il M° Tada tiene molto a questi aspetti. Mi ha più volte ribadito con parole piene di enfasi: “Ruta, mi raccomando, bisogna diffondere con cura e precisione il ki no renma!”. Questo è anche uno dei motivi che mi ha convinto a scrivere Aikido – La via della non-contrapposizione negli insegnamenti del maestro Hiroshi Tada. Si tratta di un testo che negli anni ho sempre desiderato compilare, ma la cui stesura e pubblicazione, soprattutto per pudore, ho sempre rinviato. Oggi ve lo presento nell’edizione preparata con cura da The Ran Network
di FABRIZIO RUTA
“Il maestro deve aprire il cuore dell’allievo e farne uscire le sue capacità” (H. Tada).
In questo capitolo esporrò gli aspetti fondamentali necessari nella pratica dell’aikidō se si vuole che esso diventi un cammino di autoconsapevolezza piuttosto che una semplice ginnastica o solo una serie di tecniche per difendersi da un’eventuale aggressione. Questo è lo “sfondo” sul quale l’allenamento trova il suo vero fondamento. Solo attraverso la pratica degli aspetti qui riassunti si raggiungono l’altezza, la profondità e l’ampiezza che l’aikidō offre ai suoi studenti. Nel “nostro” aikidō dobbiamo considerare fondamentale lavorare su due aspetti che il Maestro definisce “pratica del mondo visibile” e “pratica del mondo invisibile (cioè il ki no renma)”. L’una non può esistere senza l’altra ed esse si compenetrano e completano a vicenda.
Fabrizio Ruta: Aikido
La via della non-contrapposizione secondo gli insegnamenti del maestro Hiroshi Tada
The Ran Network – Manualità #5
Allievo diretto del Fondatore Morihei Ueshiba, Hiroshi Tada sensei (IX dan) è uno dei più grandi maestri tutt’ora viventi, che incarna l’essenza dell’aikidō nella sua autenticità. Nei suoi 60 anni di insegnamento in Italia ha elaborato una didattica profonda e impegnativa, espressione della cultura e dello spirito tradizionale del Giappone.
Seguendo il solco tracciato dai suoi insegnamenti, queste pagine offrono:
– dettagliate spiegazioni, corredate da immagini e video, estremamente utili a chi, principiante, si affaccia al mondo dell’aikidō;
– accurati approfondimenti, elaborati in modo semplice e chiaro, in merito alla didattica del maestro H. Tada;
– estese trattazioni sulla profonda psicologia e sulla filosofia spirituale sottese all’Arte dell’aikidō;
– una serie di considerazioni e intuizioni che toccano tematiche intimamente affini alla pratica di questa disciplina.
Il tutto esposto dal punto di vista privilegiato di Fabrizio Ruta (VI dan e membro della Direzione Didattica dell’Aikikai d’Italia), studente di lungo corso del maestro H. Tada. Ruta non esita a raccontare il suo percorso aikidoistico, mettendo a nudo la propria anima ed evidenziando come l’aikidō, ancor più nella visione offertagli dal suo Maestro, si presenta come una pratica che non si limita al puro aspetto tecnico-formale, ma diviene una dimensione spirituale dell’esistenza incarnata in una Via.
Negli anni il maestro Tada ci ha fornito una serie di immagini utili a rimarcare l’unità inscindibile delle due pratiche che possiamo, e dobbiamo, ritenere un’unica realtà. Ecco quindi paragonare aikidō e ki no renma alle due ali di cui un uccello ha bisogno per volare; alle due ruote di un carro per cui in assenza di una si girerebbe eternamente in cerchio senza mai avanzare; infine, ai fili intrecciati che danno forma a una corda che, altrimenti, sarebbe debole e inutilizzabile. Ugualmente al praticante occorre l’allenamento di entrambi gli aspetti per realizzare un aikidō completo che segue gli ideali spirituali del Fondatore.
Fin dall’inizio occorre, dunque, allenarsi in entrambe le direzioni abbandonando l’idea relativa che si possa fare a meno di un’ala per volare!
Il M° Tada ha ripetuto spesso che “occorre eseguire ogni tecnica 10.000 volte per esserne padroni ma bisogna farlo anche con la giusta condizione mentale (assoluta) altrimenti si tratterebbe di un vano agitarsi di braccia e gambe”. Nell’aikidō del Maestro dobbiamo tener conto quindi sia della forma tecnica che dei principi filosofici che animano il movimento e lo ispirano, essendo aspetti tra loro interconnessi.
Nel mondo moderno non siamo più abituati a pensare che possano esistere attività corporee che siano collegate a intenti spirituali. Probabilmente ciò deriva dalla separazione storica tra mente e corpo che solo recentemente si sta ricucendo. Da sempre la filosofia e la religione da un lato hanno discusso sui principi e dibattuto sulle questioni fondamentali dell’esistenza, mentre dall’altro la scienza si è occupata della realtà materiale…
Naturalmente questa divisione è completamente falsa e non aderente alla realtà poiché corpo e mente, materia ed energia (spirito) sono collegati e formano un’unità coerente. Per facilità quindi distinguiamo tra tecniche e principi senza però dimenticare che essi sono una realtà unica indivisibile. Poiché lo stile esteriore dell’aikidō mostrato dal maestro Tada presenta delle peculiarità specifiche che rispondono ai principi filosofici, se non si comprendono questi ultimi è impossibile capire la genesi delle sue tecniche. Per comodità espositiva distinguerò tre aspetti: fisici, mentali e spirituali, ben sapendo che si tratta di una differenziazione meramente formale perché il confine tra un aspetto e l’altro è molto discrezionale. Inoltre questa distinzione non appartiene alle spiegazioni che il Maestro ci ha fornito nel tempo.
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Contenuti dell’opera
Prefazione
Introduzione
PARTE PRIMA
Introduzione alla prima parte
Il Fondatore
Il maestro Hiroshi Tada
Una lezione tipo
Il dōjō
L’uniforme
I gradi
Il saluto
Il ki
Tecniche di respirazione
Aikitaisō
Seiza e kiza
Shikkō
Esercizi preliminari
La guardia
La posizione delle braccia
La corretta postura
Le cadute
Uke e tori
Omote e ura
Lo sguardo
La corretta condizione mentale
Le prese, gli attacchi e le tecniche
Taisabaki
Forme di allenamento
Progressione dell’allenamento
Sen no sen e go no sen
L’esame di 6° kyu
I passaggi di grado
Le armi e il loro uso
Hitorigeiko
Versi da recitare al mattino
Kekkai
Nobi
Flusso continuo
Anjō-daza
PARTE SECONDA
Introduzione alla seconda parte
La didattica del M° Hiroshi Tada
Aspetti fondamentali nella pratica
Aspetti fisici
Aspetti mentali
Aspetti spirituali
Ki no renma: la pratica interiore
Una giornata di ki no renma
Obiettivi del ki no renma
Ki no renma: tecniche ed esercizi
Torifune e furitama
Otakebi
Shihōgiri
Kokyū soren (esercizi di respirazione)
Tecniche di respirazione e incremento dell’energia
Pratyahara (controllo dei cinque sensi)
Rensogyo, mugaichinenho
Il metodo della crema SO
I shin den shin (esercizi di telepatia)
Suggestioni davanti allo specchio
Test
Rilassamento
Meditazione
Posizioni fondamentali per meditare
La pratica
Kinhin
Shōmei no hō
Overtone chanting (bayon shomio)
La Via della non-contrapposizione
Shingaku no michi e shinpo no michi
La Via shingaku di Confucio
La Via dello shinpo nel taoismo
L’aikidō come raja yoga
PARTE TERZA
Introduzione alla terza parte
Riflessioni personali su A-UN no kokyū
Dal Big bang all’aikidō
Il wu-wei taoista e le tecniche assolute
Parole e pensieri per una corretta pratica
Essere indifesi
La “Via di tori”e la “Via di uke”
I tre gioielli
L’arte del saper morire
Soldati o samurai?
Sudare le proprie preghiere
Aikidō: arte marziale e… arte venusiana!
L’aikidō NON è un’arte marziale
La danza degli dei
La crisi
Essere allievo
Le parole più usate nei dōjō di aikidō
Termini speciali usati dal M° Hiroshi Tada
Glossario essenziale
Postfazione del disegnatore Marco Gaddò
Bibliografia Essenziale
Ringraziamenti

