Intervista a Nobuyoshi Tamura, l’Aquila dell’Aikido


Nobuyoshi Tamura, 8° dan Aikikai di Tokyo, è stato uno dei più stretti discepoli di Morihei Ueshiba, fondatore dell’Aikido. Il suo sorriso benevolo e la sua figura fragile erano noti ai praticanti di tutto il mondo. Tanto il suo sguardo d’aquila che il suo virtuosismo tecnico straordinario erano prova effettiva di ciò che praticava

di LEO TAMAKI

L’Aikido del maestro Tamura era veloce, sottile ed estremamente marziale. Dopo oltre cinquant’anni di pratica la sua tecnica era così efficace che tutti i  movimenti inutili e superficiali erano spariti, lasciando solo trasparire l’essenza della sua arte, con gesti sottili, quasi invisibili da sembrare magici ai non iniziati.
Ecco l’intervista più lunga che abbia mai concesso. Il Maestro Tamura ci illustra i ricordi e le riflessioni di una vita di pratica. Incontro con un maestro leggendario, uno sguardo serio, ma divertente…

TAMAKI
Buongiorno Sensei. Qual è la differenza tra Budo e Bujutsu?

TAMURA
Inizialmente le tecniche sono nate in seguito all’analisi di combattimenti vittoriosi. Questo ha portato ai primi kumitachi (sequenze di spada a due). Si è constatato che tali movimenti affrontavano questo tipo di attacchi. A poco a poco le tecniche sono stati combinate per creare un percorso per la formazione.
Ma combattere  ha un significato diverso a secondo delle persone. Per alcuni è una forza distruttiva, per altri è una forza di pace.
Jutsu significa “tecnica” e Do significa “via”. Studiare un Jutsu, è l’apprendimento di una tecnica usata per raggiungere un obiettivo, il cui utilizzo è la stessa finalità. Studiare un Do rappresenta un percorso per trovare l’uomo che è in noi. Un cammino che chiunque può prendere e che è stato creato per essere seguito da tutti.
Questa idea è anche alla base dello shintoismo e buddismo. Ora purtroppo siamo spesso lontani dall’idea originale …

TAMAKI
Alcuni maestri si riferiscono allo Zen quando insegnano l’Aikido, altri allo Shintoismo. Qual è la vostra opinione su questo?

La cultura giapponese è stata forgiata nei dojo

TAMURA
Tutto questo è vero.
La cultura giapponese è stata forgiata nei dojo. E non possiamo limitarla o dividerla.
Tutto questo s’inserisce in un insieme armonioso. Quando qualcuno muore un monaco viene per la cerimonia funebre, il matrimonio è fatto secondo la tradizione scintoista, ecc. Ed oggi sempre più giovani si sposano in chiesa. (Ride) Questo è spesso frainteso dagli occidentali che non lo trovano serio, ma in Giappone è qualcosa di naturale. Nascendo, un giapponese è immerso in un insieme che include sia lo Zen, lo Shintoismo e dove nulla è esclusivo.
Se non si conosce l’ambiente spirituale del budo si apprende solo una tecnica da combattimento. Quindi penso che sia più facile capire l’Aikido se si studia lo spirito dietro la cultura giapponese.
È quindi necessario, conoscere la cultura giapponese per capire l’Aikido?
Non è necessario, ma aiuta probabilmente per andare più veloce, è un fatto innegabile.
Se prendiamo solo l’esempio della lingua, per un giapponese, anche principiante, shiho nage è molto esplicito. Sente il nome della tecnica che già specifica la sua applicazione fisica. Capisce che si tratta di una proiezione nelle quattro direzioni, può facilmente dedurre che significa simbolicamente tutte le direzioni e penetrare più a fondo il significato di questa tecnica.
Quando traducete in francese, irimi diventa “entrare”, ma questo è piuttosto vago ed è difficile fare affidamento sulla parola per capire la tecnica. Lo stesso vale per hitoemi o sankakuho.
Un giapponese, spesso istintivamente, capisce questi termini anche perché sono associati i kanji (ideogrammi) con un campo di espressione ognuno vasto e sottile.
Non sarebbe meglio se chi vuole studiare letteratura inglese, imparasse l’inglese piuttosto che limitarsi alle traduzioni in francese di Shakespeare? (Ride)

TAMAKI
Lei ha frequentato Deshimaru Sensei in passato?

TAMURA
L’ho conoscsciuto grazie a Nakazono Sensei e al circolo della macrobiotica del momento. Deshimaru sensei era un amico di Osawa sensei ed era davvero una persona speciale. Quando arrivò in Francia venne organizzato un incontro con persone interessate allo Zen. Alla domanda su cosa fosse lo zazen, si è seduto sulla scrivania e ha fatto zazen. E dopo se ne è andato. (Ride)

TAMAKI
Voi insegnate in molti paesi, dalla Francia al Giappone, dagli Stati Uniti al Maghreb. Cambiate il vostro modo di insegnare a seconda di dove siete?

Credo che sia importante conoscere la cultura degli altri

TAMURA
Ogni paese ha la sua cultura, ma tutti gli studenti stanno cercando di praticare Aikido che è una ovunque tu vada. Da parte mia cerco di presentare le cose nella luce più comprensibile a tutti.
Non ci sono molte differenze. Cerco di rispondere alle domande poste dai praticanti e vedere i punti che devono essere corretti. A seconda del paese questi punti variano, ma l’essenza dell’Aikido è la stessa.
Naturalmente a volte è necessario spiegare alcuni dettagli culturali. Per esempio, nei paesi musulmani alcuni studenti sono riluttanti a fare il saluto in seiza. Io gli spiego che in Giappone non è altro che un saluto, in segno di rispetto e di gratitudine.
Recentemente in uno stage per alti gradi (dal quarto dan), una persona era in piedi mentre davo le spiegazioni seduto. In Giappone questo rappresenterebbe una sfida.
In Occidente, quando una donna o una persona importante arriva ci si alza. Le persone più importanti sono dunque quelle che sono sedute. In Giappone è il contrario, le persone importanti sono quelli che stanno in piedi. Queste sono piccole cose, ma il cui significato è contrario e può dare l’impressione che la persona di fronte a voi abbia voglia di offenderti, anche se le sue intenzioni sono opposte. E se non comprese possono essere facilmente male interpretate e portare ad un incidente.
Questo tipo di incomprensione è dissipata non appena le cose vengono spiegate. Ecco perché credo che sia importante conoscere la cultura degli altri.

TAMAKI
I giovani giapponesi di oggi sembrano perdere interesse nella pratica delle discipline tradizionali. Che ne pensa?

TAMURA
Ai miei tempi la pratica delle arti marziali era obbligatoria al college e rappresentava la maggior parte della nostra pratica “sportiva” perchè le lezioni di ginnastica erano praticamente inesistenti. Un professore di sport laureato che gira intorno ad una barra orizzontale impressiona tutti nella scuola. (Ride) Le ragazze praticavano Naginata e ragazzi Judo e Kendo. Questo è naturale per noi.
Oggi i giovani non conoscono il Giappone anteguerra ed il suo spirito. Personaggi come il generale Nogi ed i valori che esso rappresenta sono a loro totalmente sconosciuti. I canali che sono stati creati per sviluppare l’uomo e preservare i valori tradizionali sono ormai obsoleti ai loro occhi.
Inoltre, il reigisaho (etichetta) che è il cuore di queste vie sta gradualmente perdendo la sua importanza e praticare queste discipline oggi, non apporta niente più che praticare la boxe. Il Kendo come lo Judo non si preoccupano spesso altro che delle gare e sono diventati sport.

TAMAKI
In effetti, oggi in Giappone, gli sport da combattimento sono più popolari che le vie marziali.

I giovani di oggi non praticano più budo e non sanno nemmeno cosa sia

TAMURA
È vero. In questi sport che diciamo senza regole e dove ci permettono di colpire in vari modi, non vi è però nessun pericolo reale. Il concetto di vita e morte è totalmente assente da queste discipline.
In precedenza un samurai che combatteva, anche se solo con un bokken, rischiava la morte. Il loro shugyo, la loro formazione, li abituava a vivere in situazioni al confine tra la vita e la morte e questo faceva la differenza. Oggi gli atleti sono pronti a tutto, fino al doping e imbrogli per vincere una medaglia. I giovani di oggi non praticano più budo e non sanno nemmeno cosa sia. Le persone che hanno creato i Budo sono spariti da molto tempo e a volte mi chiedo se sia ancora possibile salvare queste vie.
Per fortuna ci sono ancora alcune persone come Maestro Kuroda, qua e là in Giappone, per preservare questo patrimonio. È attraverso queste persone che probabilmente queste vie sopravvivono. Quando il Giappone entrò nell’era Meiji dopo il Bakumatsu, i budo erano quasi scomparsi da qualche decina d’anni. Ed a quel tempo non c’erano video e i pochissimi scritti erano incomprensibili senza le chiavi di lettura.

TAMAKI
Quali sono i punti di forza e di debolezza dell’Aikido francese?

TAMURA
È una domanda difficile. La Francia è un paese ricco di cultura. I francesi amano l’Aikido e hanno un’anima artistica! Ma a loro piace capire con la loro testa. Sanno come spiegare le cose che io non arrivo ad esprimere. Dopo arrivare alla pratica è un’altra cosa. (Ride)

TAMAKI
In Aikido il lavoro delle armi è importante?

TAMURA
È O Sensei che ha creato l’Aikido. Ed ogni volta che ha mostrato l’Aikido ha usato le armi. Non sta a noi, suoi discepoli e studenti, decidere o no di praticarle. È probabilmente un modo francese di domandare. In Giappone saresti immediatamente trattato da idiota se mettessi questo in discussione. (Ride)

TAMAKI
La pratica delle armi è dunque essenziale per l’Aikido?

TAMURA
L’Aikido è nato dalla pratica delle armi e tai-jutsu e buki-waza sono tutt’uno. Se qualcuno lavora a mani nude correttamente lo farà anche con le armi. E viceversa. Ma questo è raramente il caso oggi. Così come alcune persone lavorano bene in piedi, ma male in ginocchio, alcuni sembrano praticare bene a mani nude, ma rivelano i loro limiti con una spada in mano…

Un buon lavoro in ginocchio è sempre indicativo di un bel lavoro in piedi

TAMAKI
La pratica in suwari waza è quindi necessaria?

TAMURA
A mio parere sì. I vincoli della posizione in ginocchio ci permettono di comprendere e apprendere meglio come usare i nostri corpi. Questo a sua volta consente una migliore pratica in tachi waza. Un buon lavoro in ginocchio è sempre indicativo di un bel lavoro in piedi. Viceversa una persona che pratica bene in piedi, non può praticare bene in ginocchio senza averci lavorato.

TAMAKI
O Sensei utilizzava i termini Aikiken o Aïkijo?

TAMURA
Non usava parole particolari. Prendeva semplicemente un’arma e praticava con quella.
Sovente usava l’espressione shochikubai no Ken (la spada di pino, bambù e prugno). Pino matsu, bambù take e prugno ume, sono in Giappone simboli di prosperità e di felicità. Il pino simboleggia la longevità e la resistenza, perché rimane verde tutto l’anno. Le sue “foglie” sono divise in due come “in” (yin) e “yo” (yang), ma unite a rappresentare il concetto di musubi (armonia, legame). Il bambù simboleggia la forza e la flessibilità e la spinta di energia verso il cielo. Quanto al prugno, esso fiorisce nel periodo più freddo, nella più ostile delle stagioni e simboleggia le difficoltà che riusciamo a superare.
O Sensei non ha fornito dettagliate spiegazioni tecniche, ma faceva vivere questi concetti nella pratica della spada.
Al tempo non capivamo nulla e cercavamo solo di replicare le sue azioni, cercando di vedere quali movimenti avesse fatto, quali azioni stavano facendo le mani. Abbiamo capito ancora meno, quando si trovava di fronte, come ci assorbiva nella sua energia o sembrava assorbirci!
Guardandolo credevamo fosse una mistificazione. E in quel momento O Sensei si voltava e ci fissava. Forse era solo perché avevamo un aria colpevole nel momento che girava la testa. (Ride) Ma era difficile ascoltare tutte le conversazioni e sapere cosa stesse succedendo intorno a lui.
O Sensei ci diceva di attaccare e eravamo improvvisamente colpiti o tagliati. Anche guardandolo con tutta la nostra attenzione non capivamo come potesse eseguire questa o quella tecnica particolare. Ci provavamo, ma eravamo sempre colpiti! Come se studiassi con persone che non hanno capito è naturale che tu non capisca. (Ride) Mi dispiace davvero.

TAMAKI
In che consiste lo shochikubai no ken?

Ueshiba Morihei - Tamura Nobuyoshi
Tamura Sensei con il fondatore

TAMURA
Shochikubai no ken non è una forma precisa. I movimenti di O Sensei variavano a seconda del suo umore. Shochikubai è un simbolo, non una specifica sequenza.
La mente occidentale tende a voler definire ogni cosa. Ma quando si definisce qualcosa che vediamo composta da diverse altre. Che si decompongono in altre. E così via fino a che, finalmente forse, si raggiunge la più remota. Ma comprendiamo di aver perso il quadro d’insieme e che non conosciamo assolutamente l’essenziale, la totalità.

TAMAKI
Qual’è l’origine delle tecniche di armi dell’Aikido?

TAMURA
O Sensei ha creato le tecniche di ken dell’Aikido sulla base di varie fonti e ricerche personali.
Takeda Sokaku era un combattente temibile. Ha mantenuto sempre una spada bastone al suo fianco da quando l’uso delle spade divenne proibito. È stato maestro di Daito-Ryu, ma anche di spada dellla scuola Ono-ha Itto ryu. Ha insegnato prevalentemente tecniche di jujutsu a mani nude, ma probabilmente mostrava tecniche di armi occasionalmente. Ma a quel tempo, anche se si vedevano le tecniche non si poteva chiedere di insegnarle. Successivamente Kisshomaru ha studiato Kashima Shinto Ryu. La figlia di O Sensei è stata anche sposata con Nakakura Kiyoshi, un praticante di Kendo famoso in quel momento, e che diventerà poi un grande maestro. E i suoi studenti Sugino Yoshio e Mochizuki Minoru sono stati anche praticanti di KatoriShintoRyu.
Che fossero amici o studenti, O Sensei è stato circondato per tutta la sua vita da esperti di spada. La sua arte è il risultato delle sue ricerche e degli incontri che gli hanno permesso di introdurre nuovi elementi, di trasformare ciò che aveva studiato e con l’aggiunta di sue creazioni personali.
Quando si pratica il budo visto in otto direzioni, bisogna sapere cogliere tutto quel che di interessante succede intorno a noi. Dobbiamo tenere gli occhi ben aperti e sperimentare quel che sembra interessante, mantenendo il buono e rifiutare l’inutile. Ecco che il budo vive.
Così siamo stati educati da O Sensei e siamo stati in un certo senso incoraggiati ad esplorare, scoprire e capire per noi stessi.

TAMAKI
È O Sensei che ha creato kata come Ichi no tachi?

TAMURA
Essi sono la creazione di Saito Sensei. O Sensei ha mostrato il ken di shochikubai, ma non insegnava kata come quello.
Il maestro Hirokazu Kobayashi, che viveva a Osaka aveva una grande esperienza di lavoro con le armi, perché era un praticante avanzato di Kendo. Veniva da una famiglia benestante ed era spesso otomo (compagno) del fondatore nei suoi viaggi. Accompagnavo O Sensei a Tokyo e Kobayashi Sensei ci aspettava a Osaka. Egli ci portava in ottimi ristoranti ed ero veramente felice. (Ride) Mi ha detto che aveva spesso aiutato Saito Sensei nel correggere quello che aveva visto nei movimenti del Fondatore.
All’epoca O Sensei insegnava attraverso la pratica. Si attaccava e lui picchiava. Improvvisamente si riceveva un colpo e ci diceva che era ovvio, se avevamo fatto così. Era doloroso, ma efficace. Kobayashi Sensei aveva una grande esperienza di spada ed il suo aiuto è stata utile a molti studenti, tra cui Saito Sensei.

Daniel Martin, Nobuyoshi Tamura, Morihiro Saito

Saito Sensei aveva il desiderio di compilare tutte le tecniche di armi.
Ha aiutato molto O Sensei che possedeva una casa a Iwama. Era al tempo stesso conduttore di treno e deve essere stato molto difficile per lui. Noi non lavoravamo e ci dedicavamo solo alla formazione, la nostra situazione era molto più facile della sua. Era un periodo difficile per molte persone.

TAMAKI
O Sensei non insegnava kata a due, a Iwama o all’Hombu dojo?

TAMURA
No. Non ha insegnato nemmeno Ikkyo! A volte, quando aveva voglia dava una correzione, spiegando hitoemi, cose del genere. Ma non  seguiva una pedagogia nel senso del termine, con gradini stabiliti. Ci siamo chiesti perché non spiegava. (Ride) Abbiamo pensato che senza nessuna spiegazione fosse normale che non capivamo.
Ma lui vedeva le cose in modo molto più ampio e più elevato. Eravamo come bambini nella scuola materna ad ascoltare una discussione di accademici consapevoli di non capire completamente.
Col passare del tempo siamo arrivati a capire alcune cose …

TAMAKI
Quando voi praticate non sbattete mai le armi. O Sensei praticava così?

TAMURA
Lo vediamo nei films. O Sensei non urtava mai con l’arma. Se le armi si scontrano significa che si sono bloccate e non si blocca mai, in quanto significa che si è stati tagliati.

TAMAKI
Che tipo di bokken utilizzava O Sensei ?

TAMURA
Saito Sensei ha immaginato il bokken pesante chiamato Iwama.
O Sensei generalmente utilizzava un magnifico bokken kokutan (ebano) piuttosto fine tipo Yagyu. Speravo che me l’avrebbe donato un giorno, finché mi accorsi che l’aveva dato a qualcun altro! Era molto generoso e dava le cose facilmente.
O Sensei probabilmente utilizzava altro quando era più giovane, ma da quando ero uchi-deshi usava generalmente bokken leggeri. Utilizzava quello che era a portata di mano, ma il suo bokken preferito era lungo e sottile, tipo Yagyu shinkage o Jiki shinkage.
Fatta eccezione per Tanren dove usava un bokken pesante e spesso. Tada Sensei l’utilizzava facilmente con un braccio!
C’è una foto famosa di O Sensei con una rastrelliera di bokken dietro di lui. Era così quando sono diventato uchi-deshi. Utilizzavamo quella diecina d’armi che erano li.

Non ci sono similitudini fra Aikijo e Jodo

TAMAKI
Ci sono delle similitudini tra il Jo dell’Aikido e quello del Jodo?

TAMURA
No, sono molto diversi.
Sembra che le tecniche di yari siano all’origine del jo come usato in Aikido. Ed è vero che ritroviamo un po’ lo stesso tipo di movimenti.
In effetti O Sensei praticava con le armi come se le sue mani fossero vuote e a mani nude come se fossero armate…

TAMAKI
Come dobbiamo colpire col jo?

TAMURA
Il lavoro del jo in aikido viene dalla lancia. In principio, molto tempo prima della nascita dell’Aikido, è per la sua abilità con la lancia che O Sensei era conosciuto e invitato a Tokyo. Non l’ho mai visto fare, ma si dice fosse in grado di spostare sacchi di riso di 60 kg con la punta della sua lancia!
In gioventù utilizzava delle lunghe lance, ma l’ho soprattutto visto lavorare con dei teyari (Nota dell’autore: Teyari sono le lance corte con le quali O Sensei è stato spesso fotografato o filmato). O Sensei faceva generalmente scivolare il jo, è un modo molto diverso di colpire dal Jodo.
Quando colpisco torco le mani in direzione opposta l’uno all’altra. 

TAMAKI
Si deve praticare il jo solo da una parte o alternando guardia destra e sinistra?

TAMURA
Entrambi sono possibili. Ma in generale la guardia del jo è l’opposto di quella del ken. Questo permette al corpo di svilupparsi in modo equilibrato ed armonico.

TAMAKI
La spada dell’Aikido, del Kendo e dello Iaido sono diverse?

TAMURA
Tecnicamente diverse, sono simili nella sostanza.
Purtroppo oggi la spada del Kendo non taglia più. Nella competizione basta solo toccare. Il Kendo ha in qualche modo seguito l’evoluzione della scherma occidentale, dove si può vincere toccando un punto non vitale, esponendoci però ad un colpo mortale in un vero combattimento. Queste discipline sono diventati giochi, dove si cerca solo di toccare per primo.

Un’immagine di repertorio di Tamura sensei

Il Kendo è la disciplina dove più si cerca di preservare la tradizione, ma la competizione gli ha fatto perdere la sua essenza di Budo.
Anche il Judo ha perso la sua essenza, che era basata sulla scioltezza. Oggi gli atleti conoscono solo due o tre tecniche che “forzano” anche quando la situazione non è adatta a questo tipo di tecnica. Questo permette di vincere medaglie …
Queste discipline sono state perse per il bisogno di vincere a tutti i costi.

TAMAKI
O Sensei utilizzava altre armi oltre jo e bokken?

TAMURA
Ha utilizzato a lungo la lancia, il yari. C’era anche un yari lungo presso il dojo, che aveva usato molto. Sembra che inizialmente è diventato famoso per la sua padronanza di questa arma, prima di essere conosciuto per le sue tecniche a mani nude.
Aveva anche imparato a gestire il Juken, la baionetta, per l’esercito. Lo si vede farne una dimostrazione in un film degli anni trenta.

TAMAKI
O Sensei praticava anche Tanto dori?

TAMURA
Non l’ho mai visto fare.
All’epoca lo yakuza combatteva sempre col coltello. Ed un rissaiolo una volta chiese come fare contro gli attacchi di questo tipo. Sono i sempai che hanno sviluppato questo lavoro. Era molto spettacolare per le dimostrazioni.

TAMAKI
È più importante che un principiante si concentri sull’acquisizione di una forma corretta, la teoria alla base delle tecniche o l’uso corretto del corpo?

TAMURA
Questo deve essere tutt’uno ed anche se è difficile, bisogna stare attenti a tutti questi punti fin dall’inizio della pratica.

TAMAKI
Le tecniche devono essere eseguite decomponendo i movimenti o in un solo gesto?

TAMURA
Tutto il corpo deve muoversi in armonia. Un movimento non funziona se non è continuo. Può sembrare semplice usare mani e piedi insieme, ma è una cosa molto difficile.
La comprensione non deve diventare segmentazione. Wakaru non deve diventare wakeru. (è un gioco di parole in cui Wakaru che significa “comprendere”, diventa wakeru che significa “dividere”)
Il pensiero che divide le cose non è efficace nel nostro cammino. Se volete imparare ad andare in bicicletta e dividete il movimento in modo indipendente l’uno dagli altri, imparando a pedalare da un lato, dall’altro a tenere il manubrio e poi a frenare, anche lavorando molto, non saprete mai andare in bicicletta! (Ride)
Le tecniche di Aikido funzionano allo stesso modo. Esse devono essere praticate, studiate e comprese nella loro integralità. Se le impariamo decomponendole si produrranno per forza degli sfasamenti che le rendono inapplicabili.
Si tratta di un metodo d’apprendimento difficile, ma che non ha alternative e deve essere considerato come inevitabile. Lavorando così naturalmente ci sono ritardi in un primo momento, ma un giorno il corpo istintivamente capisce e trova la soluzione.

TAMAKI
La pratica deve passare attraverso le fasi di kotai, Jutai?

TAMURA
Ci sono delle fasi così. Ma bisogna non sbagliarsi sul significato di questi termini. Le parole francesi sono precise, ma anche limitative. Kotai si traduce come lavoro forte, ma è generalmente interpretata come lavoro duro. Questo è totalmente scorretto. In questo lavoro forte la pratica deve essere flessibile. Lo stesso per Jutai, che si traduce di solito in un lavoro flessibile, che non deve essere sinonimo di compiacenza.
Si tratta di passi che possono esser paragonati alla calligrafia dove si impara inizialmente una forma molto precisa, che è la base, prima di passare ad lavoro più fluido.
È anche come il corpo. Nel centro ci sono le ossa. Poi viene la carne. Ma l’uno non funziona senza l’altro. I fondamentali devono essere sempre presenti, anche nel lavoro in Jutai, mentre la flessibilità deve essere presente sin dall’inizio del lavoro in kotai.
Poi viene il lavoro in Ryutai ed infine quello Kitai, in cui si guida il partner appena nasce la sua intenzione.

TAMAKI
Il concetto di insegnamento Shu Ha Ri tradizionale si applica anche all’Aikido?

TAMURA
Si applica a tutte le tecniche tradizionali, sia nel Chado, la Via del Tè, che nel Kado, addobbi floreali, ecc … Tutti questi percorsi si studiano così e seguono questi passaggi.
“Shu” è la fase in cui si segue rigorosamente gli insegnamenti del maestro fino ad arrivare a replicare esattamente le tecniche. Una volta a questo livello, cerchiamo di vedere cosa implica un cambiamento piuttosto che un altro. Usciamo dalla replica per continuare i propri studi. È “Ha”. Finalmente si va al di là delle contraddizioni e la tecnica diventa la nostra. È“Ri”.
Ma ora la gente vuole iniziare con Ri! (Ride) Non riescono a fare come l’insegnante, allora cercano un altro percorso. Non possono fare una cosa, quindi ne fanno un’altra. In questo caso è meglio fare altre cose sin dall’inizio.
E se correggo, la gente mi dice che non può farlo, che è impossibile. Ma è inutile fare qualcosa se si può raggiungere facilmente. Lo studio è cercare di fare qualcosa che non si riesce a fare! Non ci sono scorciatoie

TAMAKI
Come era l’apprendimento delle cadute (ukemi) presso l’Aikikai?

TAMURA
All’epoca all’Aikikai nessuno di noi ha ricevuto una formazione specifica sulle ukemi. Tutti noi avevamo avuto esperienze nelle arti marziali, sia nel Judo, Karate e Kendo, e fin dal primo giorno siamo stati proiettati senza tanti complimenti. Si considerava l’apprendimento delle cadute, essendo proiettati.

Il lavoro di uke va compreso da soli

TAMAKI
Quando cadete non si sente rumore, a differenza delle cadute nel Judo che sono molto sonore.

TAMURA
Nel judo ci è stato insegnato a diffondere lo shock della caduta così. Ma in Aikido non consideriamo di cadere su un tatami. Dobbiamo immaginare di cadere sulle pietre. È per non ferirsi che è importante cadere con scioltezza.
O Sensei faceva regolarmente delle dimostrazioni e noi a volte cadevamo sulla ghiaia. Invece di fare rumore privilegiavamo una caduta morbida.
Invece durante le manifestazioni praticate sul tatami facevamo volontariamente grandi cadute rumorose per impressionare il pubblico. (Ride)

TAMAKI
L’enfasi è di solito sul lavoro di tori, ma si spiega poco quello di uke.

TAMURA
Le ukemi e il lavoro dell’uke sono movimenti che servono a proteggere il corpo. Queste sono cose che devono esser comprese da soli. E se si diviene bravo, allora è possibile applicare le contro tecniche, il kaeshi waza.

TAMAKI
Gli esercizi preparatori che si fanno, si relazionano alle tecniche, o sono movimenti per allungare e riscaldare il corpo?

TAMURA
Prima cominciavo da Ame no torifune. Poi seguivano altri educativi, come ikkyo undo. Si tratta di movimenti che O Sensei faceva e sono perfetti per i giovani. Anche ai bambini piacciono molto.
Ora sono vecchio e sono più consapevole del mio corpo. Sento che è bene fare un esercizio particolare piuttosto che un altro a seconda del momento e vario la preparazione. Li ripeto spesso, ma sono cose che ho scoperto nel tempo e mi danno un certo benessere. Attualmente pratico una sorta di ginnastica cinese che trovo molto interessante. È una proposta che faccio alla gente. Ognuno deve trovare ciò che gli serve.
Si possono fare gli esercizi in una prospettiva di salute in un primo momento, ma gradualmente questo deve diventare un lavoro di introspezione sul corpo. Se si presta davvero attenzione ad ogni gesto, un esercizio che credevamo fatto in modo corretto, sembra difficile il giorno successivo.
Il corpo è una cosa incredibile e dobbiamo imparare ad ascoltarlo. Quando mi siedo così (il maestro Tamura assume una posizione accasciata) ho la sensazione che l’energia non fluisca correttamente. Così invece mi sento molto meglio (il maestro Tamura si siede bene con un superbo shisei). Un gesto giusto è legato ad una sensazione piacevole. Il nostro corpo ha in lui il ricordo della postura corretta.
Tutto ciò che non è naturale, impone delle costrizioni al corpo. Delle posizioni che superficialmente troviamo confortevoli, sono spesso scorrette e non consentono al corpo di funzionare in modo naturale. Le posizioni più corrette sono le migliori per la salute. Non usano la forza e non stancano indipendentemente dal tempo di mantenimento. Se il vostro shisei è giusto la respirazione si calma ed il corpo si rilassa.
Per questo l’esercizio di kokyu ho è estremamente importante. Esso contiene lo stesso tipo di ricerca dello zazen o dello yoga. I Budoka dovrebbero avere il mantenimento posseduto dagli yogi e monaci Zen.

Tamura Nobuyoshi 02
Iai e Aikido: usando solo il bokken è difficile capire che questo derivi dall’uso della spada

TAMAKI
Oggi la pratica di Iaido si è ampliata enormemente. Pensa che possa aiutare a progredire nella pratica dell’Aikido?

TAMURA
Quando sono arrivato in Francia, facevo lavorare con il bokken, jo e tanto. Ma usando solo il bokken è difficile capire che questo derivi dall’uso della spada. Ad un certo momento ho chiesto agli studenti, che si presentavano per lo shodan, la conoscenza di quattro kata di Iaido.
All’epoca non ne sapevo molto e ho danneggiato i gomiti praticando in modo errato. Le scuole dette tradizionali, come Omori ryu, Eishin Ryu ecc … è difficile dire che praticavano in passato come oggi,.
Avrei voluto praticare la scuola di Kuroda Sensei ed imparare a sguainare con un movimento fluido e continuo. Non solo per sguainare la spada, ma per imparare ad usare il corpo nel suo complesso.

TAMAKI
Gli atemi sono importanti nella pratica dell’Aikido?

TAMURA
O Sensei ci diceva “L’Aikido è irimi e atemi“. Ma se si dice cose del genere gli studenti lavorano solo atemi ed irimi! Le persone sono così.
Il lavoro di atemi significa che si può toccare senza essere toccati. Se si fa la tecnica in quel modo si rischia di prendere un atemi, o se lo si fa così d’avere l’opportunità di colpire quando lo si desidera, questo è il vero spirito di Atemi.
Un giorno un lottatore è venuto e ha preso O Sensei da dietro. O Sensei sorrise e gli mise due dita sugli occhi ridendo. Anche senza formazione le dita penetrano facilmente negli occhi che non possono esser induriti. Assistendo a questo tipo di scene ho capito quello che O Sensei voleva trasmetterci. Altrimenti si può passare vicino ed allenarci a colpire duro su un makiwara. Ed è quello che abbiamo fatto in quel periodo. (Ride)

TAMAKI
Qual è il significato di musubi?

TAMURA
L’Aiki è musubi. Ha anche il significato di nascita, creazione. Ci sono molti significati nascosti e non può essere ridotto ad un solo concetto. È anche il musu che si ritrova in Takemusu.
È perché si ha un’unione, che qualcosa appare. È perché l’uomo e la donna si uniscono che il bambino nasce, che qualcosa di nuovo è creato. Se si considera diverso, unico, straniero, niente nè può nascere. È anche questo che O Sensei ci voleva insegnare.
Diceva: “Ame no ukihashi ni tatete ”, stare sul ponte galleggiante del paradiso. Al momento ci chiedevamo cosa volesse dire. (Ride) Ora capisco meglio cosa voleva dire. C’è un ponte tra cielo e terra che si attraversa e dove noi diventiamo il legame.
Budo è un processo di purificazione. Questo è il misogi harai. Non è una via per distruggere l’avversario. È una via che va oltre la vittoria e la sconfitta. Questo è quello che stava cercando di trasmettere ed è anche l’idea di musubi.

La madre che protegge il suo bambino è il vero significato del Bu

La madre che protegge il suo bambino è il vero significato del Bu e ha lo stesso significato di ‘Ai’ in Aikido. Questo è l’opposto assoluto di cercare la distruzione dell’altro. Ovviamente per noi era incomprensibile. Ancora una volta l’assemblea dei bambini dell’asilo che non può entrare nel discorso accademico. (Ride)
Si parla di scuola Mutekatsu dei vecchi tempi, praticata da grandi esperti, che permetteva di superare le mani vuote.
Con altri uchi-deshi abbiamo sempre detto che per combattere muteki, disarmato, bisognava avere un livello straordinario. Per O Sensei muteki significa nessuna arma e siamo tutti uguali. La stessa espressione può avere un significato totalmente diverso. Disarmato e in uno spirito di fratellanza, non appare il combattimento e non ci sono vincitori né vinti. Abbiamo ricevuto un istruzione straordinaria, ma eravamo ciechi. E  abbiamo fatto sostenere il peso della nostra ignoranza ai nostri studenti! (Ride)

TAMAKI
Oggi ci sono molte forme di Aikido. È una buona cosa? O Sensei dovrebbe restare il riferimento?

TAMURA
L’Aikido è la creazione di O Sensei !La Shin Aikido (Aikido nuovo), Tamura ryu (scuola Tamura) o altri non hanno ragione d’esistere. L’Aikido è l’Aikido. Il lavoro è quello di trovare il modo per arrivare al livello di pratica di O Sensei.
La stessa tazza di tè vista di lato, da sopra o sotto, ha una forma completamente diversa. Oggi, ciascuno è convinto di essere nel giusto, si oppone all’altro a causa di una visione parziale e va quindi contro l’insegnamento di O Sensei. Dobbiamo aprire il cuore e vedere che, questa o quella particolare visione delle cose, può comunque essere interessante. Non fatevi intrappolare nelle convinzioni. Anche se i fondamentali devono essere sempre rispettati.

TAMAKI
O Sensei pensava che l’Aikido fosse legato ad altre vie tradizionali?

TAMURA
Non ne parlava esplicitamente, ma spesso praticava la calligrafia. All’inizio ho spesso pensato non fosse niente di speciale e che sembravano caratteri da bambini. Ma un giorno un famoso maestro di calligrafia ha visto il suo lavoro ed esclamò: “E ‘straordinario, chi ha scritto questo? “. E più tardi la sua scrittura è diventata ancora più interessante.
La sua calligrafia era molto apprezzata. Possiamo vedere nella calligrafia il cuore dello scrittore. Un vero maestro si riconosce indipendentemente dall’ambito in cui si esprime. Se questo non è il caso, è un impostore. (Ride)
Senza andare così lontano, penso che un maestro si riveli dalle vie che ha scelto.

TAMAKI

Una foto di archivio del Maestro Tamura

Una delle origini dell’Aikido è il Daito Ryu. Come O Sensei ha fatto evolvere la sua pratica?

TAMURA
Inizialmente O Sensei insegnava esattamente il Daito Ryu. Poi gradualmente la sua pratica si è evoluta in misura della sua concezione della vita, soprattutto influenzata dalle sue convinzioni religiose. Questi cambiamenti non si sono verificati in una volta, sono stati graduali e non sono stati a volte visibili dall’esterno.
Il suo Ikkyo che poteva sembrare identico dall’esterno, era sostenuto da una diversa intenzione.

TAMAKI
Ha praticato altre arti marziali prima dell’Aikido?

TAMURA
Ho iniziato il kendo al college con un amico di mio padre che era anche un insegnante di questa disciplina così come  di Judo.

TAMAKI
Perché e come ha iniziato l’Aikido?

TAMURA
Avevo sentito parlare dell’Aikido e ho voluto provare questa disciplina perché non ero molto forte nel judo e mi facevo spesso malmenare. Così ho voluto praticare questo Budo, che si diceva straordinario per battere tutti! (Ride)

TAMAKI
Com’era una sua giornata al tempo?

TAMURA
C’era l’allenamento del mattino alle 6:30. Siccome dormivamo nel dojo, dovevamo alzarci velocemente per levare i futon e fare le pulizie. Ci è capitato di dormire e di essere svegliati dai primi studenti. Dopo c’era allenamento dalle 8:00 alle 9:00. Poi si faceva colazione. Il giorno lavoravamo e la sera ricominciavano gli allenamenti. E a poco a poco il numero dei corsi è aumentato. Inoltre accompagnavo spesso O Sensei nei suoi viaggi.

TAMAKI
Com’era O Sensei in viaggio?

TAMURA
Quando prendevamo il treno per esempio, dovevamo comprare i biglietti. E evidentemente era necessario fare la fila. Ma O Sensei partiva senza attendere. E naturalmente avevamo i bagagli. C’erano i controllori, ma nessuno fermerebbe un nonno che cammina indifferente. Mi prendeva il panico, era difficile da vedere perché piccolo. Finalmente lo ritrovavo in qualche modo, e prendevamo il treno.
A Tokyo bisognava che gli uchi-deshi venissero a cercarlo al suo ritorno. Noi, ovviamente, non potevamo sapere in quale vagone fosse. Sapevamo solo in che treno era. Aspettavamo all’ingresso della stazione e cercavamo di vederlo. E spesso, nel tempo che lo trovavamo, era già partito in taxi e ci rimproverava poi al nostro arrivo ! Tutto ci serviva d’allenamento.

Morihei Ueshiba e Nobuyoshi Tamura, Demo – circa 1960

O Sensei decideva anche le cose all’improvviso. Un giorno mi ha chiesto di cercare un taxi. Poi ci siamo diretti a Shibuya perché voleva andare in un istituto religioso chiamato Korindo. Il taxi, ovviamente, non sapeva dove fosse e O Sensei si arrabbiò. Finalmente riconobbe la strada e fummo in grado di arrivare. Quel giorno ho capito che dovevo informarmi prima su dove stavamo andando e come arrivarci. È stata una buona lezione.

TAMAKI
Come camminava O Sensei?

TAMURA
In apparenza camminava come tutti gli altri. Ma praticava sempre in tabi sul tatami tradizionale. È estremamente difficile, perché scivolano molto. Così ha sviluppato una tecnica straordinaria.
Con altri uchi-deshi  ho anche notato che i tabi di O Sensei sbiancavano, sotto l’usura, a livello dell’articolazione tra il piede e l’alluce. È un posto che di solito non usurano le persone che camminano in tabi.

TAMAKI
L’hakama era indossata da tutti i praticanti in passato?

TAMURA
Sì. La hakama è la divisa di un praticante le arti marziali tradizionali. È utilizzata nel Kendo, nel Kyudo, nello Iaido … Era utilizzata da tutti, indipendentemente dal livello. Era anche vietato di praticare senza hakama.
Quindi non c’era un livello minimo per portarla?
No. In realtà sono stato io che indirettamente e involontariamente fui la causa del fatto che non tutti la portano fin dall’inizio. (Ride)

TAMAKI
???

TAMURA
Al tempo che ero uchi-deshi ero anche responsabile dei corsi nelle università. Ma dopo la guerra, anche più di oggi, gli studenti erano spesso senza un soldo! (Ride) A causa di questo alcuni non potevano praticare e quindi ho chiesto a Kisshomaru sensei se fosse possibile che acquistassero l’hakama dal secondo anno di pratica. La questione è stata discussa e, infine, gli studenti sono stati autorizzati a praticare il primo anno senza hakama.
Quindi poi l’abitudine s’è diffusa. Gli studenti universitari giapponesi in genere praticano quotidianamente e normalmente raggiungevano il livello di secondo kyu dopo un anno. È così che s’è generalizzato.
Quando sono arrivato in Francia, ho cercato che tutti gli studenti indossassero l’hakama, ma non ha funzionato. Certi insegnanti pensavano che avrebbe motivato gli studenti nel continuare a praticare. Ho detto loro che se tutti la mettono da principio questo avrebbe portato più studenti, ma non erano convinti. (Ride)

O’Sensei saluta l’altare

TAMAKI
Si dice talvolta che le pieghe della hakama sono collegati ad una particolare virtù. O Sensei parlava di questo?

TAMURA
No. Non l’ho mai sentito parlare di questo.

TAMAKI
Perché si portano i pantaloni sotto l’hakama?

TAMURA
Penso che una delle ragioni fosse di non usurare l’hakama troppo velocemente nel suwari-waza.
(l’hakama sono pantaloni e i pantaloni che si indossano sotto non sono la biancheria intima. l’Aikido è l’unica disciplina importante dove si indossano i pantaloni sotto l’hakama. Questo non avviene nè nel Kendo, né nel Kyudo, nè nello Iaido, o nei jutsu tradizionali.)

TAMAKI
Quando lei era uchi deshi, dove soggiornava generalmente O Sensei?

TAMURA
Era ovunque! Trascorreva una settimana qui e un’altra là. Quando si pensava che fosse a Tokyo se ne era già andato a Osaka. Quando si pensava che fosse in Kansai era a Iwama. E quando si pensava che fosse a Iwama una chiamata ci chiedeva di andare a prenderlo alla stazione! Andava anche spesso a Kyushu presso Hikitsuchi Michio.
Egli aveva probabilmente ereditato questa caratteristica da Takeda Sokaku, insegnando una settimana qui e altrove. Non era un tipo che restava fermo.

TAMAKI
Facevate domande ad O Sensei?

TAMURA
Quando eravamo uchi-deshi era impensabile di fare una domanda ad O Sensei. Osservavamo più attentamente possibile, assorbendo le sue correzioni e scambiando opinioni tra di noi. È così che abbiamo dovuto sviluppare la nostra tecnica.

TAMAKI
Si può raggiungere l’efficacia di O Sensei senza passare come lui in situazioni di vita o di morte?

TAMURA
No. Ma se vuoi praticare per vincere un combattimento è meglio imparare ad usare un’arma da fuoco. (Ride) La domanda è: essere consapevoli di ciò che si desidera dalla pratica dell’Aikido …

TAMAKI
Ha avuto momenti difficili a quel tempo?

TAMURA
A venti anni nulla sembra difficile. Non avevamo soldi, allora si andava al fruttivendolo e recuperavamo le foglie di ravanello tagliate per la vendita e normalmente gettate via. Le venditrici ci davano anche alcuni prodotti ogni tanto.
Dicevo loro: “Questa banana ha l’aria marcita, dubito che si possa vendere! “E loro mi dicevano”… È vero non abbiamo scelta, devi prenderla! ”

Una simpatica immagine di Tamura da giovane

C’erano negozi che sono oramai spariti a Ameyoko ed a Ueno. C’era un mercante di dolci che impiegava molte giovani ragazze. Dopo la festa i dolci di Natale si vendevano male e andavamo a recuperane qualcuno. Era un periodo del genere.

TAMAKI
Al Kuwamori dojo mi hanno detto che insegnava a dei quinti dan quando ancora non era primo dan?

TAMURA
Sì è vero. Eravamo uchi-deshi, ma non sapevamo grandi cose! Siamo stati mandati ad insegnare qua e là. Sono stato anche inviato ad insegnare all’esercito. Così incontrai Sasaki sensei. È davvero una persona straordinaria.
Successivamente aprì una scuola di spionaggio, ma ha dovuto chiuderla quando la storia è stata resa pubblica dal Time. Quando ho lasciato il Giappone gli chiesi di sostituirmi per un anno all’Aikikai. È durato più di quarant’anni! (Ride)

TAMAKI
Ci sono cose che solo il tempo permette di capire?

TAMURA
Uno degli studenti di O Sensei studiava anche naginata. Il suo insegnante era considerato il massimo esperto di quest’arma a quel tempo e ho avuto la fortuna di esser invitato a una delle sue dimostrazioni. Si trattava di una nonna di 75 anni.
Dopo la manifestazione ho avuto l’onore di esserle presentato. Lei continuava a parlare di O Sensei che ammirava e considerava come il più grande budoka. Improvvisamente mi guardò e mi chiese la mia età. Risposi che avevo vent’anni e lei disse, “Non si può capire niente prima dei settant’anni! “
Ho pensato: “Che nervi questa nonna! “Ora so che aveva ragione! (Ride)

TAMAKI
Si dice che O Sensei insegnasse i kaeshi waza solo agli uchi-deshi?

TAMURA
Non è questo, è che eravamo gli unici abbastanza preparati per arrivare a vedere quello che faceva.

TAMAKI
C’erano ancora dei dojo yaburi? (Sfide)

TAMURA
C’erano stati in passato, ma non c’erano più realmente. Ma c’è stata una storia piuttosto interessante: Haga Sensei era un giovane e celebre Shihan di Kendo e Iaido. Era un maestro eccezionale. In Giappone, quando un museo acquistava una lama si assicurava fosse una spada di qualità autentica e chiedeva ad alcuni esperti di testare il taglio. Se affidiamo questo compito ad un cattivo praticante, la spada può essere irreparabilmente danneggiata. Haga Sensei era responsabile di questo lavoro.
Era anche qualcuno d’estremo. Nelle discussioni sulle arti marziali quando una persona si infervorava sotto l’influenza di alcol, spesso gli proponeva di sostenere le sue affermazioni con una spada vera!
Un giorno venne, avendo sentito parlare del dojo. Non vide O Sensei nell’allenamento, ma è stato cortesemente invitato a cena. Così pensò che non fosse un dojo serio. È venuto regolarmente a mangiare quando il denaro gli mancava, e questo per quasi un anno.
Un giorno fu  trasferito in Corea e ci venne a salutare. Fu allora che O Sensei lo invitò nel Dojo. Gli diede un bokken e disse: “cammino semplicemente nel dojo, colpisci quando desideri.”

Morihei Ueshiba, l’invincibile guerriero

Haga Sensei mi ha detto più tardi, “Tamura, non c’era nessuna apertura e non riuscivo a colpire! Sono stato sconfitto.
Essere sconfitto in quel modo e pensare che non ho approfittato di quest’anno per ricevere un insegnamento! “

TAMAKI
Ho sentito che lei si allenava con gli shuriken in quel momento?

TAMURA
Sì, abbiamo giocato tutti con questi. Ci divertivamo anche ad indossare Geta in ferro e ipponba Geta per camminare a Shinjuku. C’era Yamada, Kanai, Chiba, Noro, Sugano, Saotome …

TAMAKI
Ho letto una storia sul Doshu attuale che sarebbe stato preso a bersaglio …

TAMURA
Ah sì, era Noro! (Ride)
Era molto bravo. Poteva lanciare precisamente e da lontano. Non lo sapevo, ma un giorno chiese al Doshu, che era allora un ragazzo, di fungere da bersaglio. Gettò shuriken tutto intorno a lui, ma alla fine ne ha piantato uno in una gamba! Moriteru cominciò a piangere, ma Noro gli chiese di non dire nulla e gli promise che avrebbe acquistato un grande pezzo di cioccolato in cambio. Aveva male, ma rientrando la sera disse che era caduto lungo la strada. Ma dopo tre giorni Noro non aveva ancora mantenuto la promessa ed allora Moriteru l’ha denunciato chiamandolo bugiardo. (Ride)
40 anni dopo Noro sensei gli diede un mucchio enorme di cioccolatini!

TAMAKI
Yamada Sensei ha scritto di recente che avete rifiutato il nono dan. Qual è il motivo?

TAMURA
O Sensei ci aveva detto che l’Aikido era fino a 8° dan. L’8 rappresentava la fine di un ciclo che ci portava di nuovo alla partenza. L’8, in Giappone ha un significato positivo, l’ideogramma ha una forma di apertura. Dopo di lui tornare all’inizio. Ecco cosa ci ha detto. Ed è questo che ho espresso a mia volta. Mi è stato poi offerto il nono dan dal Giappone. E mi ha messo in una posizione scomoda. (Ride)
Ho chiesto loro di darmelo a titolo postumo. Purtroppo li ho messi in una posizione scomoda a mia volta. Ora si deve far attendere i praticanti che sono più giovani di me e che probabilmente sarebbero felici di diventare 9° dan. Dovranno domandarsi: “Perché Tamura sempai non lo accetta?”
Questo ovviamente non è un problema del Doshu. È solo che è difficile dire ai miei studenti che questo genere di cose è cambiato, ora che mi offrono il 9° dan! (Ride) Il Doshu è infastidito e sono davvero in imbarazzo. Vorrei davvero che si dimenticasse questo affare.

TAMAKI
Cosa vorrebbe per i suoi studenti?

TAMURA
L’Aikido è un percorso che permette di scoprire se stessi e costruirsi come essere umano per vivere una vita piena e felice. Gli studenti sono come miei figli. Spero che siano in salute e vivano felici. Che trovino la via della felicità e possano, ripensando alla loro vita nel momento della morte, dire che ne era valsa la pena. Questo è quello che vorrei le persone raggiungano attraverso la pratica dell’Aikido.

TAMAKI
Grazie Sensei.

Si ringrazia Leo Tamaki per la gentile concessione di ripubblicare la sua intervista a Tamura sensei in lingua italiana su Aikido Italia Network

Traduzione a cura di Marco Marini

Intervista originale (in francese) sul sito:
http://www.leotamaki.com/article-interview-tamura-nobuyoshi-l-aigle-de-l-aikido-77477356.html

3 pensieri riguardo “Intervista a Nobuyoshi Tamura, l’Aquila dell’Aikido”

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