Aikibudō: L’Aikidō-non-Aikidō

L’Aikibudō è una magnifica scuola che proviene dalla filosofia del Kobudō Kenkyukai attraverso l’interpretazione del Yōseikan Dōjō di Minoru Mochizuki sensei e l’esperienza – secondo queste linee – portata avanti da Alain Floquet sensei, creatore e direttore di questo metodo

di ADRIANO AMARI

L’Aikidō in Francia e in Europa, dall’Aikidō Yōseikan all’Aikibudō

Contrariamente a quanto molti credono, il primo Aikidō che giunse in Europa non fu quello “accademico” dell’Honbu Dōjō di Kisshomaru Ueshiba. Fu quello “ruggente” di Minoru Mochizuki sensei [1] che ripercorreva lo spirito e la tecnica del Kōbukan Dōjō [2]. Questo avvenne nel 1951. Di conseguenza il primo gruppo di Aikidō che si sviluppò in Europa, accentrato in Francia, fu quello che faceva riferimento al Dōjō Yōseikan di Shizuoka.

Jim Alcheik con Minoru Mochizuki

Fu sempre il gruppo Aikidō Yōseikan che si organizzò per primo, attraverso l’opera del franco-algerino Jim Alcheik, suo responsabile europeo [3]. Mochizuki sensei ed Alcheik produrranno il testo in francese “Ma Méthode de Aikidō Jū Jutsu” nel 1956, uno dei primi libri europei sull’Aikidō [4]. L’anno seguente lo stesso Alcheik fonderà la prima federazione di Aikidō, nel 1957, la Federation Francaise d’Aikidō, Taijutsu et Kendō (FFATK).

L’Aikidō Yōseikan [5] rimase per lunghi anni il gruppo di praticanti più numeroso di questa Arte Marziale in Francia, nei paesi francofoni e nelle ex-colonie. Nonostante gli sforzi dell’Aikikai con l’invio di numerosi maestri per propagandare una pratica più “canonica”, il gruppo mantenne la sua consistenza.

Dopo la morte di Alcheik nel ’62, il timone della disciplina venne preso da Hiroo Mochizuki sensei supportato da Alain Floquet, già primo assistente del defunto e allora più giovane II dan di Francia. Nel 1966 Hiroo Mochizuki sensei affidò proprio a lui la conduzione tecnica dell’Aikidō Yōseikan per i suoi molti impegni nella diffusione del Karate e, in seguito, nell’elaborazione di una disciplina integrata, il futuro Yōseikan Budō [6].

Alain Floquet e Hiroo Mochizuki qualche tempo dopo la morte di Jim Alcheik

Ricevuta la conduzione tecnica dell’Aikidō Yōseikan, Alain Floquet si dedicò con ingegno e passione nello sviluppo della disciplina e nel progresso personale, mantenendo l’impostazione generale della scuola Yōseikan e continuando in parallelo la pratica di altre Arti Marziali come il Jūdō, il Karate e il Kendō e compiendo delle ricerche. Proprio con il Kendō il maestro Floquet fece parte della nazionale francese ai primi campionati mondiali, disputati a Tōkyō nel 1970, con ottime prestazioni e una particolare esperienza in gara.

Il logo del C.E.R.A. – Centre d’Etude et de Recherche en Aikidō

L’Aikidō Yōseikan aveva ed ha una forte diffusione in Europa [7] e, attraverso il suo centro originale francese, nel vasto mondo delle ex-colonie. Floquet sensei, alla guida del gruppo originario e più vasto, in linea con l’eredità del Kenkyukai di Kanō sensei e dello Yōseikan di Minoru sensei, creò nel 1974 il C.E.R.A. (Centre d’Etude et de Recherche en Aikidō), una associazione di ricerca che ripercorre il cammino di studio dei due storici organismi. Nello stesso periodo Hiroo Mochizuki sensei si staccò completamente dall’Aikidō Yōseikan e si dedicò completamente alla formazione dello Yōseikan Budō.

Nel 1979 Minoru Mochizuki sensei riconobbe ad Alain Floquet il titolo di Hanshi e il grado di VIII dan in Aikidō Yōseikan.

Nel 1981, in occasione di una cerimonia dell’Union National d’Aikidō (organizzazione nazionale francese per l’Aikidō, allora settore della federazione ufficiale di Jūdō), erano presenti il maestro Minoru Mochizuki e il maestro Alain Floquet, più tutti i maggiori maestri Aikikai di Francia. I maestri Tamura e Noquet, partendo dal non dichiarato pensiero che solo quello Aikikai sia “vero Aikidō, chiesero al maestro Mochizuki di suggerire a Floquet sensei di impiegare un altro nome, diverso da “Aikidō” alla disciplina della scuola Yōseikan.

Si trattò di una richiesta immotivata e anche arrogante, considerato che pochi anni prima era stato conferito proprio a Minoru sensei il X dan in Aikidō da parte dell’International Martial Arts Federation con il consenso della famiglia Ueshiba. Comunque sia Mochizuki sensei che Floquet sensei sentivano il loro Aikidō divergente dalla linea mondialistica impressa dal Dōshu Kisshomaru e acconsentirono alla richiesta proprio per segnare la demarcazione fra le due linee, e così convennero. Per cui alla richiesta del suo Maestro, Floquet sensei, dopo una riflessione, scelse il nome “Aikibudō”. Questa scelta rispetta sia l’Aiki di Ō Sensei ai tempi del Kōbukan, e anche l’idea di ricerca, adattamento e abilità molteplici proprie della scuola Yōseikan, ereditate dal Kobudō Kenkyukai.

Per Floquet sensei, inoltre, è importante il concetto di “Bu”, come ideale di vita e di un comportamento che controlla il conflitto, che si unisce ai concetti espressi da “Aiki”, paralleli e tematici.

Nacque così la linea Aikibudō della scuola Yōseikan.

Nell’ambito dei compiti del C.E.R.A., Floquet sensei iniziò la pratica del Daitō Ryū Aikijujutsu con Tokimune Takeda sensei, figlio di Sokaku e secondo Sōke della scuola, presso l’Honbu Dōjō di Habashiri in Hokkaidō. Una “ricerca delle origini” che non si fermerà qua.
Infatti, nel 1982 Floquet sensei trovò un’altra risposta nelle sue ricerche sul mondo dell’Aiki e del Budō: con la mediazione e raccomandazione di Minoru Mochizuki sensei, iniziò la pratica del Tenshin Shōden Katori Shintō Ryū secondo la linea ufficiale del Sugino Dōjō di Kawasaki [8].

La situazione dell’Aikidō francese ha visto una forte disunione tra le diverse correnti e maestri di riferimento, soprattutto da parte dei gruppi Aikikai, in conflitto tra loro e con le altre scuole ritenute “non ortodosse”. Una cosa comune in tutto il mondo delle Arti Marziali. Ma in Francia esiste una struttura statalista molto forte e, ad un certo punto, le norme richiesero l’unione di tutte le associazioni in un’unica federazione riconosciuta dallo stato [9].

Minoru Mochizuki in compagnia di Kisshomaru Ueshiba, Aikikai Nidai Doshu

A capo di un gran numero di praticanti ed istruttori, nel 1983 Floquet sensei fu cofondatore della associazione unitaria: la Federation Francaise di Aikidō Aikibudō et Assimilees. Questa organizzazione, come dicevamo richiesta e riconosciuta dallo stato francese, radunò le diverse e litigiose correnti Aikikai (Tamura, Noquet, Tissier), l’Aikibudō (il gruppo già Aikidō Yōseikan) e negli “Assimilees” si aggiunse un gruppo di un altro pioniere giapponese d’Aikido in Francia, Noro Masamichi sensei, che ha trasformato il suo Aikidō in una pratica eubiotica, il Kinomichi.

Nel 1992 Minoru Mochizuki sensei attribuì a Floquet sensei il grado di Menkyo Kaiden nella scuola Yōseikan. Il grado di Menkyo Kaiden testimonia che il detentore ha appreso tutto il materiale tecnico e i principi della scuola.

Alla morte di Minoru Mochizuki sensei, avvenuta nel 2003, la linea Aikibudō viene confermata dal successore Hiroo Mochizuki sensei come Arte Marziale di tradizione Yōseikan e di competenza di Alain Floquet sensei. Lo stesso Hiroo Mochizuki sensei conferì a Floquet sensei il IX dan in Aikidō Yōseikan nel Novembre del 2014.

Attualmente l’Aikibudō è praticato in Francia, Svizzera, Italia [10], Belgio, Olanda, Spagna, Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Moldavia, Ucraina, Russia, Canada, Messico, Madascascar, Isole Mauritius [11].

Seminario del Giubileo del C.E.R.A (Parigi, 2014)

La Disciplina

L’Aikibudō, come in generale tutte i gruppi discendenti dalla scuola Yōseikan, possiede ancora entrambi gli elementi Aiki e Kiai che contraddistinguevano l’originale Aikidō di Ueshiba sensei [12]. Non accetta la competizione agonistica ma esercita l’aspetto “combattivo” attraverso varie forme di Randori. Di conseguenza non ha subito quella deformazione ludica della tecnica che ne trascura principi e meccanismi per favorire l’atletismo quantitativo. La parte “Kiai” è esplorata sin dagli inizi, attraverso le forme “Te Hodoki” [13], lo studio degli Atemi e i fondamentali di armi. Dopo continua anche attraverso il Bujutsu delle scuole antiche come il Daitō e la “Spada di Katori”.

La parte “Aiki” avviene attraverso le tecniche definite da Morihei Ueshiba sensei, arricchite da tecniche provenienti dal canone del Jūdō e lo studio dei Sutemi Waza che Minoru Mochizuki sensei ha elaborato dalla sua conoscenza del Gyokushin Ryū [14]. La didattica si basa su un gruppo di Kata dove una versione fondamentale di ciascuna tecnica è mostrata con un sistema non dissimile dalle forme tradizionali del Koryū Bujutsu e del Budō [15].
La didattica dei Kata è puramente in linea con quella giapponese tradizionale, dove il Kata costituisce una guida grazie alla quale l’allievo, attraverso la sua evoluzione, ne comprenderà gradualmente l’essenza e la elaborerà secondo le sue caratteristiche. Il modello base assorbito attraverso il Kata verrà ampliato in molte variazioni e applicato spontaneamente attraverso il Randori.

Da sinistra a destra, in primo piano: Alain Floquet, Minoru Mochizuki, Yoshio Sugino

Di principio l’Aikibudō, come tutta la scuola Yōseikan, rifiuta l’idea del Kokyu Waza come tecnica prestabilita, ritenendolo una esecuzione eccezionale che può aver luogo, in base alla maestria raggiunta, in singole occasioni. Un fenomeno che a un praticante esperto può accadere più spesso, ma non in modo prestabilito. Comunque, nella scuola esiste una linea di studio del principio, chiamata “Wa no Seishin”, con diversi esercizi di progressiva difficoltà, ma viene subito messo in chiaro che si tratta di una modalità di studio, non un Randori spontaneo.

La pratica prevede una progressione della tecnica man mano che lo stesso allievo sale nella scala dei gradi, dalla versione meno contundente, studiata per essere eseguita con energia sia da Seme che da Uke, ma senza pericoli, a quella più “tagliente” ed originaria, che mantiene la sua pericolosità.

L’Aikibudō possiede una sviluppata pratica d’armi, le cui tecniche provengono da fonti differenti: una è ancora la scuola Yōseikan, con il Tanto e il Bastone corto (il cui programma, oltre gli impatti, prevede il suo uso come supporto a leve e proiezioni); la seconda è l’attività di Polizia con il Tonfa o “matraque”; la terza, più grande, è la scuola Tenshin Shōden Katori Shintō Ryū.

Alain Floquet e Yoshio Sugino

Il Katori Shintō Ryū fu adottato da Floquet sensei nella sua scuola proprio come principale allenamento con le armi. La disciplina antica conferisce numerose doti importanti, come posizione, asse, centralità, tempismo, lucidità d’azione, senso della distanza, intuizione, consapevolezza, determinazione. Il Katori Shintō Ryū fu insegnato direttamente a Floquet sensei e al “Mondo dell’ Aikibudō” dal maestro Yoshio Sugino, esperto di primissimo piano e figura leggendaria nel mondo delle Arti Marziali giapponesi.

Al contrario dell’attuale Aikiken e Aikijō, che spessissimo vengono agitati dalla massa di istruttori e praticanti Aikikai senza una conoscenza precisa (è un eufemismo) delle regole e tecnica della scherma, o del corretto maneggio delle armi a lama e di quelle contundenti, il Katori Shintō Ryū è una scuola estremamente meticolosa in questi fondamentali, dato che il suo scopo originario e non abbandonato è “allenare umili persone che considerano la spada come la loro stessa vita”. Lo scopo della scuola, idealmente e nell’insegnamento pratico, prevede addestrare persone a combattere con armi reali in condizioni reali, apparentemente estraendolo dalle condizioni sociali di oggi. Il cammino da percorrere stabilisce nell’adepto del Ryū, secondo quanto stabilito dal fondatore della scuola Iizasa Ienao sensei nel XV secolo, un solido ed equilibrato carattere personale e un forte controllo. L’importanza dell’aspetto “Jutsu” permette di essere consapevoli di quel senso di “reale applicazione motivata” che è stato perso, per motivazioni sportive o buonistiche, dalle Arti Marziali di massa.

L’idea di “tagliare”, la tecnica “Hitogiri”, viene così più facilmente compresa e applicata nel lavoro a mani nude. Ogni tecnica a mani nude è l’applicazione dei principi della Spada. Di un taglio, di una stoccata.

Un altro punto è importante per comprendere l’importanza del Kenjutsu nella pratica dell’Aiki. Occorre ricordare che esiste la teoria – più che una teoria – portata avanti da diversi studiosi – maestri e storici – di Arti Marziali giapponesi, che le discipline marziali derivino da due unici punti di partenza diversi. Dal punto di partenza “Kenjutsu” derivano le Arti Marziali che fanno riferimento all’Aiki (e al Kiai), dal Sumō le Arti Marziali che fanno rifermento al Jū (e al Gō). Le differenze tra i due gruppi sono sottili, ma ci sono.
Nell’Aikibudō un particolare settore è lo Yōseikan Shintō Ryū. Questa disciplina costituisce il risultato degli studi ed elaborazioni personali (il “Ri”) fatto da Minoru Mochizuki sensei sulla tecnica del Katori Shintō Ryū. Si tratta dell’applicazione a coppie come Kumikata, “Kata-Combattimento” degli undici Kata di Iai e Battō Jutsu. Un lavoro profondo e impressionante.

L’Aikibudō ha anche un settore “Difesa Personale” complementare. Floquet sensei lavorava nella Polizia sia sul campo (membro della Brigade Anti-Commando) che come tecnico (Membro della Société Française de Criminalistique e Conférencier Balistique des coups – D.U de Criminalistique), per cui ha elaborato una applicazione della tecnica per la difesa personale, sia a mani nude che con supporti. Numerosi praticanti di Aikibudō fanno parte della Polizia o della Gendarmeria francese, come agenti o ufficiali. Non poche volte hanno tenuto corsi di addestramento per questi corpi.

L’Aikibudō è una disciplina attiva, completa, che cerca l’aspetto realistico della pratica e, allo stesso tempo, insegna i valori etici e lo spirito di adattamento.

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Hiroo Mochizuki e Alain Floquet

Note

[1] Il maestro Mochizuki in quegli anni era ancora membro dell’organizzazione di Ueshiba Morihei sensei, che aveva preso il nome di “Aikikai” nel dopoguerra. Si staccherà dall’Akikai – pur mantenendo rapporti cordiali con il Dōshu Kisshomaru – dopo la morte di Ō Sensei (1969).

[2] Il Kobukan Dōjō, detto “Dōjō Infernale”, è la sede di insegnamento e studio usato da Ueshiba Morihei sensei dal 1931 al 1942. È rimasto famoso per la durezza delle sue sedute di allenamento e rappresenta gli “anni ruggenti” della tecnica e didattica di Ō Sensei.

[3] Jim Alcheik (1931/1962) è uno de pionieri delle Arti Marziali in Europa. Inizia a praticare Jūdō nel 1950, conosce Minoru Mochizuki sensei nella sua prima permanenza (1951/1953), di seguito si trasferisce in Giappone presso il Dōjō Yōseikan di Shizuoka dal 1955 al 1957. Ritorna in Francia nel 1957 con il IV dan di Aikidō, il II dan di Karate, il II Dan di Kendō e il III dan di Jūdō, secondo le caratteristiche della scuola di Minoru Mochizuki sensei. Morirà durante i “fatti d’Algeria”, in circostanze non chiare, nel 1962.

[4] Il pdf del libro è reperibile sulla rete e scaricabile. Per esempio https://vdocuments.mx/ma-methode-daikido-jiu-jitsu-par-minoru-mochizuki.html

[5] vedere l’articolo https://simonechierchini.com/2020/07/15/aikido-yoseikan-la-scuola-che-non-ha-conosciuto-il-doshu/

[6] Alla fine degli anni ’70 Hiroo Mochizuki sensei si concentrerà unicamente su questa sua creazione dimettendosi da tutti i suoi incarichi nelle organizzazioni francesi ed europee di Karate e di Aikidō.

[7] A parte il gruppo gestito da Floquet sensei, ci sono altri gruppi di Aikidō Yōseikan, tra cui ricordiamo in Italia quello del defunto Sugiyama sensei, quello olandese di Edgar Kruyning, la sezione dei Seifukai in Svizzera. Lo stesso Taijutsu di Roland Hernaez è una versione dell’Aiki Jū Jutsu Yōseikan.

[8] Vedere l’articolo: https://simonechierchini.com/2020/05/31/katori-shinto-ryu-lantica-scuola-di-spada-leredita-divina-e-il-viaggio-in-occidente/

[9] Solo le associazioni riconosciute all’interno di un organismo approvato possono accedere alle strutture pubbliche. Inoltre, in Francia esiste un albo nazionale delle cinture nere ed è reato attribuirsi o pubblicizzare un tale grado senza essere iscritti al detto albo.

[10] Per info sulla pratica in Italia, vedere: https://www.facebook.com/AikidoAikibudoSicilia

[11] Vedere il sito: http://www.international-aikibudo.com/

[12] Vedere l’articolo: https://simonechierchini.com/2020/10/24/kiai-e-aiki-laikido-e-lindivisibile-diviso/

[13] Forme di liberazione da presa di tipo “Gō”, ideate da Minoru Mochizuki sensei. Insegnano come liberarsi da un attacco in presa mantenendo un controllo costante della struttura dell’avversario e effettuando il “Kuzushi” o rottura dell’equilibrio. Inoltre mostrano le “direzioni d’attacco” e il modo di evadervi, siano prese o colpi.

[14] Vedere l’articolo: https://simonechierchini.com/2020/05/20/il-gyokushin-ryu-e-minoru-mochizuki-sensei/

[15] Ho trattato questo argomento nell’articolo: https://simonechierchini.com/2020/06/23/kata-il-grande-incompreso/


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