Il Rapporto Maestro-Allievo nelle Arti Marziali

André Cognard è una delle voci contemporanee più autorevoli nell’ambito del Budo internazionale. Insegnante “itinerante”, profondo conoscitore del Giappone e delle sue tradizioni, André Cognard ha portato in tutto il mondo la tecnica del suo maestro, Hirokazu Kobayashi, il messaggio umano che l’Aikido è al servizio di tutti e il messaggio spirituale che la nostra disciplina diventa semplicemente Arte una volta che si ricongiunge a se stessa. Questo testo, tratto da “Il Filosofo”, libro intervista pubblicato nel 2021 da Aikido Italia Network Publishing, presenta il rapporto maestro-allievo da una affascinante e inconsueta prospettiva

di SIMONE CHIERCHINI & ANDRÉ COGNARD

“La mia prossima domanda è stata parzialmente già trattata e verte sul rapporto tra maestro e allievo nelle arti marziali. Questo è uno degli aspetti più importanti e allo stesso tempo più incompresi e reciprocamente abusati nel Budō. Lei, come ci stava raccontando, ha sperimentato una forte connessione con Kobayashi sensei, una connessione che è durata tra l’altro a lungo, venticinque anni. Secondo lei, come si bilanciano aspetti apparentemente opposti come l’empatia e le regole che ci devono essere nei rapporti tra le persone? Si può essere assieme vicini e lontani?”

“Innanzitutto penso che l’Aikidō ci deve insegnare che la base di tutte le relazioni è il rispetto. Il maestro Kobayashi ha sempre insistito sulla libertà individuale assoluta e sul rispetto di tutto ciò che è vivente. Questo è il primo aspetto. Come può essere la relazione tra un maestro e un allievo? Non ho paura di paragonarla ad una relazione di coppia. Io ho la fortuna di essere sposato con una donna favolosa, e la relazione è basata su un principio: in questa relazione non mi occupo di me, mi occupo di lei, di mia moglie, perché so che lei a sua volta si occupa di me.

André Cognard

“Nel rapporto maestro-allievo ho vissuto la stessa esperienza. Se ho avuto la fortuna di incontrare questa donna e di sposarla, lo devo al maestro Kobayashi, perché è lui che mi ha veramente dato questo insegnamento. Eravamo arrivati ad un’armonia tale tra di noi che mi pareva potessimo capirci l’un l’altro così, direttamente, senza addirittura aver bisogno di pensare. Questo mi ha permesso di vivere la mia attuale vita di coppia secondo gli stessi principi. Non ho bisogno di pensare a me, penso a mia moglie, perché so che lei pensa a me. Può sembrare una situazione un po’, come dire, idealizzata, e tuttavia credo che sia veramente possibile.

“Non è nell’opposizione né nel difendere il proprio posto che si trova la soluzione, l’armonia. Siamo tutti in relazione con tante persone e ogni volta che entriamo in relazione dovremmo entrare con lo scopo di dire: ‘Cosa posso fare per questa persona? Sono utile o no per questa persona?’. Dovremmo chiederci qual è il quadro in cui si svolge la relazione, come non uscire da questa situazione fondata sul rispetto assoluto dell’altro, come sapere quando si è dentro o si è fuori, o si rischia di essere fuori, rispetto a questo contesto relazionale. E in quel momento pensare solo all’altro.

“Con il maestro Kobayashi ho vissuto una relazione molto forte, nella quale però non mi sono mai sentito controllato. Questo non accadeva, ero sempre libero. Desidero condividere al riguardo un aneddoto. Ho avuto occasione di incontrare un grande maestro di Okinawa: era maestro del Motobu Udonte, nominato già all’epoca tesoro nazionale vivente del Giappone. Una delegazione del Budōkan era venuta in Francia per chiedermi di fungere da traduttore. Il maestro si chiamava Uehara Seikichi e mi prese in grande simpatia ed amicizia, invitandomi ad andare a trovarlo a Okinawa per praticare con i suoi allievi – insegnava in un tempio, a Ginowan, a dei monaci che erano la guardia del re del Ryukyu. Passato un po’ di tempo, mi scrisse proponendomi di adottarmi come figlio, come si usa fare in Giappone. Ricevetti la sua lettera e il fatto mi commosse, perché lo rispettavo moltissimo e gli volevo molto bene. Inoltre era già molto anziano. Ho preso allora la lettera, l’ho portata al maestro Kobayashi e gli ho chiesto: ‘Che cosa ne pensa?’. E lui mi ha risposto con queste parole: ‘Questa persona è straordinaria e quello che propone è altrettanto eccezionale. Se pensi che la tua vita sia là, devi andare subito da lui. Sei del tutto libero. Questa è la base del nostro rapporto’. Alla fine ho deciso di rimanere con il maestro Kobayashi. Ho trovato il modo e le parole per spiegare che ero troppo impegnato in questa Via, che non potevo lasciarla… Davvero, in quel momento non ho sentito dal maestro Kobayashi nessuna esitazione. Niente, niente, niente che mi tirasse indietro, verso di lui. Niente. Credo che questo sia importante.

Hirokazu Kobayashi – Uke André Cognard

“Infine, per tornare alla domanda, penso che un amore che ci lega, ci trattiene, ci costringe non sia amore. Nel nostro Aikidō è molto importante questo momento nel quale liberiamo l’altro. Ho sentito tante volte dire: ‘Mmmh, da voi, quelle cadute alte…’. Perché ci sono tante cadute alte? Perché quello che facciamo è molto diretto e se la persona che attacca lo fa veramente non ha il tempo di andare indietro. Non può fare altro. Il maestro Kobayashi diceva: ‘Quando fai uke, una sola direzione: in avanti, in alto. Non importa la tecnica: in avanti, in alto. E quando la vita ti presenterà delle difficoltà, pensa ugualmente: in avanti, in alto’. Nell’Aikidō Kobayashi c’è questo modo di entrare forte e la gente vola in aria, perché non può andare altrove. Riguardo a ciò, però, il maestro Kobayashi insisteva su un punto: ‘Bisogna pensare allo spazio nel quale l’altro sta andando. Spetta a te pensarlo; perché se non sei in grado di concepire come la sua caduta andrà a finire, allora lui si troverà in difficoltà. Bisogna pensare a come liberarlo’.

“Questo mi sembra lo scopo della vita, tutta la Via deve puntare a questo. La vita e la via insieme.”

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Il Filosofo
Intervista ad André Cognard
I Dialoghi Aiki #3
di Simone Chierchini, André Cognard

André Cognard è una delle voci contemporanee più autorevoli nell’ambito del Budo internazionale.
Nato nel 1954 in Francia, si accosta giovanissimo al mondo delle arti marziali, dedicandosi alla pratica intensiva di diverse discipline tradizionali giapponesi. Al 1973 risale l’incontro con Hirokazu Kobayashi sensei, allievo diretto di O-sensei Morihei Ueshiba, evento determinante da cui scaturisce la decisione di consacrarsi esclusivamente alla pratica e all’insegnamento dell’Aikido. Riceve il grado di 8°dan e alla morte del suo maestro eredita la guida dell’accademia internazionale Kokusai Aikido Kenshukai Kobayashi Hirokazu Ryu – KAKKHR.
Insegnante “itinerante”, profondo conoscitore del Giappone e delle sue tradizioni, André Cognard porta nei diversi continenti una tecnica: l’Aikido del suo Maestro; un messaggio umano: l’Aikido al servizio di tutti; un messaggio spirituale: l’Aikido che, come l’uomo, si ricongiunge a se stesso quando diventa semplicemente Arte.

Contenuti
Introduzione. Il Viaggio Verso Kobayashi Sensei. Il Goal Specifico del Kobayashi-ryū. Evoluzione. Il Cuore dell’Aikiken. Gerarchia: la Geometria delle Relazioni. Usare il Corpo per Capire la Mente. Il Rapporto Maestro-Allievo nelle Arti Marziali. L’Attacco Preventivo in Aikidō. “Quando Scrivo non Cerco l’Approvazione di Chi Legge”. La Pratica e il suo Rapporto con il “Pericolo”. Studiare il Budō per Arricchire il Proprio Aikidō. Aikidō e Professionismo. L’Aikidō ci Impone di Combattere Tutti i Giorni. Supplemento – Libertà, Identità, Conoscenza: La Via del Corpo. Nota Biografica.