Tai No Henko: L’Arco che si Flette


Visentini Renato 03

L’esecuzione di Tai no henko, fra gli esercizi di preparazione nel Tai so, è di fondamentale importanza nella scuola di Iwama e, in accordo con il pensiero dei Maestri di fama internazionale che praticano questo stile, sono del parere che questo esercizio rappresenti qualcosa di unico nella pratica dell’Aikido

di RENATO VISENTINI

Come tutti i movimenti di base Tai no henko permette di acquisire padronanza dell’equilibrio, corretta postura del corpo e controllo completo dell’avversario, senza atterrare il compagno mediante proiezione o immobilizzazione. L’unicità dell’esercizio non consiste nel proiettare o immobilizzare il compagno, ma si limita a rendere inefficace la forza dell’avversario che, con una salda presa al polso, cerca di mantenere statica la posizione di stabilità del Praticante.

Nel corso degli anni ho imparato ad apprezzare la sinuosità perfetta di questo movimento, la sua inesorabile flessuosità, la sua potenza nascosta. Tai no henko Kihon inizia con una presa frontale immobile e ben ancorata sul polso: su questa stretta ruota simmetrica la sfera dinamica, in direzione del centro. In perfetta armonia le forze si allineano sullo stesso asse e l’avversario, da una posizione eretta e potente, via via viene privato della sua stabilità, fino ad assumere una posizione instabile e vulnerabile.

In questo movimento completo di rotazione il praticante non perde né acquista energia, ma assorbe e poi scarica completamente sull’avversario tutta la potenza coinvolta. Mi piace paragonare il movimento flessibile di Tai no henko alla grande madre Terra che ruota inarrestabile, lasciando scorrere ineffabilmente sia i raggi del sole e della luna sia le gocce di pioggia. Queste forze, che incessantemente colpiscono la sua superficie, non ricadono mai sullo stesso punto, lasciando imperturbabile la Grande Madre.

Tai no henko nella sua armonia è la corda che si flette nell’arco, e nel tendersi è pronta a scagliare lontano l’avversario da dove è qui ora. Nella corretta posizione del corpo, Tai no henko è l’anima del guerriero che sorregge la volta del cielo con la testa, spinge la Terra con i piedi e respira pulsando e vibrando in armonia vitale con il cosmo.

Tecnicamente Tai no henko potrebbe costituire da solo una pratica del Tai so in quanto è un movimento completo e la sua pratica costante sviluppa una profonda consapevolezza della fusione di Awase, Kokyu ho e Tai sabaki. Tai no henko rappresenta anche una forma della condizione mentale del Wu wei, la mente assente. Non essendoci la necessità di immobilizzare o proiettare l’avversario, la tecnica non ha altro scopo che educare la mente del Praticante a percepire il fluire della forza, attraverso il corpo, incanalarla e lasciarla sgorgare, restituendola naturalmente all’Universo a cui appartiene.

Nel praticare costantemente un esercizio privo di scopo come Tai no henko, nel Praticante si apre la mente verso nuovi orizzonti privi di pregiudizi. Nel praticare Tai no henko per tanti anni, ho la sensazione che questo esercizio sia come una porta attraverso la quale si entra nel mondo dell’Aikido profondamente trasformati nel corpo e nella mente e che questa porta, nell’anima del Praticante, sia sempre aperta.

 

Copyright Renato Visentini ©2011

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