Keep Calm and Love Aikido!

Gli anni passano, ma la storia è sempre la stessa, ancora e poi ancora: quella di marzialisti assortiti che non hanno altro da fare che passare il loro tempo prezioso a criticare ogni aspetto dell’Aikido. È ora di dirgli un paio di paroline!

di SIMONE CHIERCHINI

Noi possiamo permetterci di criticare l’Aikido perché lo conosciamo, lo pratichiamo da decenni e la nostra critica – anche la più aspra – è sempre diretta a migliorare l’arte e vederla prosperare.

Detto questo, sul web ci sono troppi non-aikidoka, persone che non si sono mai allenate in Aiki e non ne hanno la minima idea, che amano essere giudice, giuria e boia dell’Aikido. La loro osservazione classica e super cliccata: l’Aikido non varrebbe nulla come arte marziale perché non efficace.

Illustri signori a torso nudo e pantaloncini, sapete che l’Aikido è un do? Sapete cos’è un do e quali sono i suoi obiettivi? Ne dubito moltissimo, considerando il livello della maggior parte dei commenti sull’Aikido che abbiamo la sfortuna di leggere sui forum di arti marziali. 

Le arti del do non mirano esclusivamente ad essere efficaci. Noi aikidoka ci alleniamo per ottenere un risultato diverso – forse di qualche valore – e potremmo anche fallire, ma almeno ci stiamo provando: insegniamo e pratichiamo che la migliore autodifesa è l’educazione, prima la propria, poi quella dei nostri bambini, della nostra micro-comunità e così via.

L’idea stessa di autodifesa è la più anti-aikido di tutte. Il concetto di  jutsu –  che è più o meno quello in cui vi date da fare quando vi allenate  –  nell’Aikido è alla base della pratica e serve a non renderla inconsistente e debole, ma non deve emergere! Se le radici di una pianta emergono, muore, e così fa l’Aikido, che diventa qualcos’altro, ma non è più Aikido.

Tratto da “The Giza Pyramids Aikido Photoshoot” (2012)

Questo non giustifica la trasformazione dell’Aikido in una sorta di balletto a base marziale per persone che non vogliono lavorare sodo o che desiderano avere un aspetto belluino senza pagare pegno, come si legge in tanti vostri commenti sui social network. Per essere veramente un do, l’allenamento in un’arte giapponese classica deve passare attraverso il jutsu. Se le arti del do sono in definitiva discipline spirituali, questo è possibile solo quando hanno chiaramente il jutsu come solido fondamento. 

Senza il  tipo di allenamento jutsu,  non c’è rottura dell’ego e negazione del sé, che sono necessari per qualsiasi reale processo di crescita interiore personale – questo è ciò che cerchiamo. Quando non ci sono le basi marziali corrette, non c’è do nell’Aiki-do, e l’Aikido come jutsu puro vale poco, questa volta siamo d’accordo con i nostri critici: porta solo a pericolose illusioni sia nella campo spirituale che in quello della difesa personale.

D’altra parte, se usiamo le tecniche di Aikido mostrando le loro radici, non è Aikido quello che stiamo facendo. Per questo abbiamo discipline jutsu e sport da combattimento, dove l’aspetto combattivo nell’allenamento è l’unico preso in considerazione e quindi affrontato in modo coerente e strutturato e con l’unico scopo dichiarato dell’autodifesa/offesa.

Potrebbe essere utile tenere presente, tuttavia, che rispondere a un’offesa con un’offesa, scegliendo la soluzione “occhio per occhio, dente per dente”, non significa trovarsi in un processo spirituale di crescita personale, unicuique suum, a ciascuno il suo.

*Attenzione: inizio scherzo*

Per coloro a cui piace semplicemente combattere e basta, e non sono soddisfatti dell’uso dell’Aikido puro nelle competizioni, nelle risse di strada e nelle scazzottate da pub, consigliamo di imparare dal seguente video, gentile concessione di YouTube:


*Attenzione: fine scherzo*

Aikidoka, vogliamo stare bene con coloro che ci circondano? Alleniamoci più duramente e poi ancora di più. Usiamo la critica di cui sopra per il nostro bene. Poi sorridiamo con altrettanta energia e proviamo a fare qualcosa di decente, nel nostro piccolo.

Copyright Simone Chierchini ©2015
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