La “Fuga da Osaka” di Morihei Ueshiba


Uno degli episodi più controversi del dicotomico rapporto fra Ueshiba Morihei e Takeda Sokaku è rappresentato dalla comparsa e presa del dojo di Morihei presso il giornale Asahi di Osaka da parte di Sokaku e dalla relativa “scomparsa e fuga” di Morihei da esso

di GUILLAUME ERARD

Ho già scritto di Hisa Takuma e Nakatsu Heizaburo, entrambi allievi di Ueshiba Morihei, e poi di Takeda Sokaku, presso il dojo del quotidiano Asahi di Osaka tra il 1934 e il 1939. Questo periodo è particolarmente interessante per me poiché oltre all’Aikido, pratico anche il Daito-ryu aiki-jujutsu nella linea di Hisa all’interno del Takumakai e in quella di Nakatsu nello Shikoku Hombu. Sebbene abbia avuto l’opportunità di parlare con molti insegnanti anziani di queste due linee, c’è ancora molto da chiarire su questo periodo, in particolare le circostanze che circondano l’arrivo di Takeda a Osaka nel giugno 1936 e la successiva partenza di Ueshiba.

La versione più o meno ufficiale che circola tra i praticanti di Daito-ryu riguardo alla partenza di Ueshiba, che non manca mai di farli ridere, è la seguente:

“Hisa Sensei andò quindi da Ueshiba Sensei e lo informò dell’arrivo della persona di nome Sokaku Takeda. Sembra che il colore del viso di Ueshiba Sensei cambiò. Il suo unico commento fu: “È così?”. Non sembrava felice, né sembrava che avesse intenzione di salutare Sokaku. Poi all’improvviso scomparse” [1].

Io stesso ho a lungo pensato che questa versione costituisse una rappresentazione veritiera. Tuttavia, quando ho iniziato a indagare, mi sono reso conto che la verità era probabilmente un po’ più complessa. Infatti, a seconda di a chi si chiede, la spiegazione che spesso viene addotta per il suo andarsene può variare.

Secondo alcune fonti, il motivo era una disputa finanziaria tra i due. In effetti, l’ultimo certificato che Morihei ricevette da Takeda nel 1922 è il kyoju dairi (教授代理), un titolo di istruttore rappresentante, e sebbene questo titolo consentisse al suo titolare di insegnare liberamente, lo costringeva a pagare a Takeda la somma di tre yen per ogni monjin (門人), cioè un allievo che registrava ufficialmente. Ueshiba doveva quindi regolarmente pagare denaro a Takeda, cosa che fece, per quanto ne sappiamo. In effetti, le volte che se ne era dimenticato, Takeda non aveva mai mancato di ricordarlo al suo allievo facendogli visita di persona [2]. D’altra parte, i sostenitori di Ueshiba sono sempre stati pronti a dipingere un ritratto di Takeda come un individuo mostruosamente venale che avrebbe estorto somme esorbitanti da Ueshiba per tutta la vita. Tuttavia, nel suo precedente articolo nella nostra serie “It Aint Necessarily So”, Ellis Amdur ha dimostrato che Morihei era più che in grado di permettersi quelle che sembravano essere somme ragionevoli per il tempo, il che mi fa pensare che i soldi potrebbero non essere l’unica ragione per questo suo andarsene.

Ueshiba Morihei davanti al quotidiano Osaka Asahi. Alla sua destra c’è il leader del gruppo di studio, Hisa Takuma (1935)

Dal lato Daito-ryu, alla gente a volte piace sostenere che Ueshiba abbia agito come un usurpatore della conoscenza di Takeda e che l’arrivo a sorpresa del suo maestro abbia spinto Ueshiba alla fuga. All’arrivo a Osaka, Takeda avrebbe detto:

“Salve! Mandate a chiamare il direttore degli affari generali. Sono l’insegnante di Aiki-jujutsu di Ueshiba Morihei e il mio nome è Takeda Sokaku. Ho sentito che, nonostante la sua inesperienza, Morihei ha insegnato qui Aiki-jujutsu. Considero una questione di grande importanza per l’onore del Daito-ryu Aiki-jujutsu se tecniche scadenti vengono insegnate presso l’Asahi News, sotto gli occhi del mondo intero. Quindi sono venuto dall’Hokkaido il più velocemente possibile” [3]

Tuttavia, molto tempo prima, Hisa aveva raccontato le cose in modo leggermente diverso:

“Da quel momento non solo ci siamo dedicati all’allenamento sotto Ueshiba Sensei indipendentemente dalla durezza del clima, ma abbiamo anche invitato dall’Hokkaido l’insegnante di Ueshiba Sensei, Sokaku Takeda Dai-Sensei, il caposcuola dell’arte, per insegnarci le arti segrete del Daito-ryu che era proibito insegnare agli estranei [4].

Takeda Sokaku e Hisa Takuma ad Osaka. Ritratto formale dell’assegnazione del menkyo kaiden nel Daito-ryu Aiki-jujutsu (1939)

Questo offre una possibile nuova spiegazione per il rifiuto di Ueshiba di incontrare il suo insegnante. Ueshiba era stato ufficialmente incaricato di insegnare al gruppo Asahi Journal da Ishii Mitsujiro (石井 光次郎), un politico di spicco. Non riesco a immaginare come un uomo come Takeda, con le connessioni che aveva, non potesse non averlo saputo. Inoltre, conoscendo la complessità dell’amministrazione giapponese, non vedo come Takeda avrebbe potuto decidere unilateralmente di rivendicare l’incarico e lo stipendio di Ueshiba. Va tenuto presente che Hisa era il bucho (部長) del gruppo, e che era quindi l’unico con il potere di presentare una richiesta per questo cambiamento alla sua gerarchia.

Ishii Mitsujiro presso il Kansai Aikido Club nel 1962. Hisa è in ginocchio sulla destra

Yonekawa Shigemi (米川 成美), che all’epoca era uno degli assistenti di Ueshiba, in un’intervista menzionò il fatto che Takeda era effettivamente a conoscenza del legame di Ueshiba con il giornale. È interessante notare che presentò una versione che potrebbe effettivamente riconciliare entrambe le versioni di Hisa:

Penso, tuttavia, che probabilmente Takeda Sensei sia andato all’Asahi News Office di sua iniziativa. Penso che se fosse stato necessario ottenere un invito, avrebbe potuto dire qualcosa a qualcuno nell’ufficio del giornale per essere invitato” [5].

In ogni caso, da chiunque provenisse, sarebbe comprensibile che Ueshiba avesse preso male questa improvvisa sostituzione. Va ricordato che un incidente abbastanza simile accadde nel 1922 quando Morihei insegnava nella comunità Omoto e che, secondo alcune fonti, a Takeda fu chiesto di insegnare per compensare i limiti tecnici di Morihei. Inoltre, è alla fine di questo periodo che Takeda diede il kyoju dairi a Ueshiba, suggellando de facto il rapporto finanziario tra i due.

Takeda Sokaku andò ad Ayabe e portò sua moglie e suo figlio, Tokimune, e assunse la direzione dell’allenamento. Lo fece perché Ueshiba non praticava Daito-ryu da molto tempo. Deguchi Onisaburo, ad esempio, era abbastanza potente, ed era difficile fare tecniche su di lui. Quindi dovette chiamare Takeda Sensei per insegnare loro come farlo” [6].

Ueshiba Morihei ad Ayabe nel 1922. Lo scroll dietro di lui recita “Daito-ryu Aiki-jujutsu”

Da tutti i resoconti raccolti da persone che hanno assistito al loro rapporto, è indiscutibile che Ueshiba si sforzò di essere il discepolo perfetto a proprie spese, sia monetarie (per tutta la vita, diede a Takeda soldi, un dojo e un pezzo di terra) che fisicamente. Letteralmente, dovette consegnare la propria vita a Takeda quando si presentò – e questo compromise davvero il suo status e le sue attività con i suoi contatti nell’esercito. Takeda era connesso, certo, ma la sua età, il carattere e la minore raffinatezza intellettuale lo rendevano una risorsa sicuramente molto meno desiderabile per i generali e gli ammiragli di quanto lo fosse Ueshiba.

Morihei Ueshiba a bordo della nave da guerra Mikasa (三笠) c. 1940.

È qui che una certa conoscenza del Giappone e del rapporto sensei/deshi è essenziale per cercare di farsi un’idea della situazione. Bisogna capire che anche se Ueshiba avesse avuto tutta la forza di carattere necessaria per affrontare direttamente Takeda, per lui sarebbe stato praticamente impossibile farlo, per molte ragioni linguistiche, sociali, umane e culturali. Inoltre, è difficile sopravvalutare quanto enorme potesse essere il divario generazionale e culturale tra i due.

E se Ueshiba fosse rimasto lì senza dire niente? È probabile che Takeda avrebbe usato Ueshiba per le sue dimostrazioni, assicurandosi di criticare le sue mancanze. Il precedente stabilito ad Ayabe era probabilmente ancora vivido nella mente di Morihei. Ho avuto l’opportunità di vederlo con i miei occhi. Il mio insegnante, Chiba Tsugutaka Sensei, durante i grandi seminari aveva l’abitudine di chiedere ad alcuni dei suoi allievi più avanzati con un ego troppo sviluppato di dimostrare davanti a tutti, e non mancava mai di criticare e prendere in giro quella che giudicava incompetenza.

Quindi chiaramente non vedo proprio come restare a Osaka, sia per servire che per affrontare Takeda, avrebbe potuto in qualche modo aver giovato a Ueshiba. Prendere le distanze definitivamente lasciando a Takeda un lavoro molto prestigioso e redditizio mi sembra essere stato un approccio molto più giudizioso. Non si può davvero negare che Ueshiba abbia cercato in precedenza di ottenere l’indipendenza da Takeda, come suggeriscono alcune fonti.

Il Daito-ryu Aiki Ju-jutsu di Ueshiba fu ribattezzato Aioi-ryu Aiki Ju-jutsu nel 1928 e fu dichiarato indipendente dal Daito-ryu Aiki Ju-jutsu. Dopodiché, divenne chiaro che il nome cambiò in Aiki-bujutsu nel 1929 e Aiki-budo intorno al 1933” [7].

Il seguente documento recentemente diffuso da Chris Li lo conferma in quanto è l’attuale certificato Aioi-ryu Aiki-jujutsu assegnato da Ueshiba Morihei a Takeshita Isamu nel 1928.

Certificato dell’Aioi-ryu Aiki-jujutsu assegnato nel 1928 da Ueshiba Morihei a Takesahita Isamu

Gli eventi presso il giornale Asahi potrebbero infatti aver fornito una via d’uscita ideale per Ueshiba. Ellis Amdur mi ha informato dell’esistenza di passaggi nel diario di Takeshita intorno al 1932 che fanno riferimento al “problema Takeda” (武田の問題). Secondo Ellis, questi problemi sono sorti nonostante la continua lealtà di Ueshiba a Takeda a causa delle crescenti contraddizioni tra l’atteggiamento premoderno di Takeda e l’obiettivo dell’Aioikai di integrare l’aiki-jutsu nell’addestramento militare da una prospettiva modernizzata del budo.

Qualunque sia la ragione, le circostanze che seguono questa dipartita sono anche più complesse di quanto solitamente si dice. Durante diverse discussioni con i praticanti anziani del Kansai, mi sono reso conto che Ueshiba e Takeda furono per un certo periodo effettivamente entrambi attivi ad Osaka, e che non c’era uno, ma diversi luoghi di allenamento.

Dal giorno successivo, i dipendenti Asahi studiarono con Ueshiba la mattina e Takeda la sera. Dopo circa una settimana Ueshiba tornò a Tokyo senza dire niente a nessuno. Takeda continuò a insegnare loro da quel momento in poi” [8].

Solo per il gruppo Asahi, c’erano almeno tre luoghi di allenamento principali: il dojo dell’Asahi Journal vicino alla stazione di Umeda, la stazione di polizia di Sonezaki, un club di industrialisti chiamato Yuko Club [9]. Al di fuori dell’incarico con Asahi, è evidente che Ueshiba insegnava anche altrove.

A quel tempo, O’Sensei trascorreva metà del mese a Tokyo e l’altra metà a Osaka. C’erano circa otto posti per allenarsi a Osaka, inclusi i dojo di Aobasu, lo Zaikyo Gunjindan e il Sumitomo Club, che era il più grande” [10].

Come Shioda, anche Yonekawa ha riferito che Ueshiba Morihei non rimase ad Osaka a tempo pieno, ma faceva numerosi brevi viaggi. Questo in qualche modo mina la grandiosità di dire che “Ueshiba se n’è andato da Osaka”, dal momento che deve aver fatto proprio questo su base molto regolare. Morihei non era l’unico insegnante del gruppo Asahi, e molti dei suoi allievi tra cui Shirata Rinjiro (白田 林二郎), Yonekawa Shigemi (米川 成美) e Yukawa Tsutomu (湯川 勉) insegnavano lì al suo posto così come nel loro dojo e, a differenza di lui, vivevano a tempo pieno a Osaka [11].

Recentemente è apparso un documento affascinante che si adatta a questa narrazione: si tratta di un rotolo di trasmissione dato da Ueshiba Morihei a Morita Giichi (森田 儀一), che era il capo della stazione di polizia di Sonezaki di cui ho parlato sopra.

Aioi-ryu okui no maki (相生流奥意の巻) assegnato da Ueshiba Moritaka a Morita Giichi nel marzo 1937

Questo documento è interessante in molti modi. Innanzitutto il rotolo è datato marzo 1937, un anno dopo l’arrivo di Takeda Sokaku, il che quindi conferma che Ueshiba Morihei mantenne una certa attività ad Osaka mentre Takeda era presente, e che ancora una volta mina gravemente l’ipotesi della fuga improvvisa, senza mai ritornare.

Inoltre il nome della scuola non è, come ci si aspetterebbe, “Daito-ryu” (大東流), ma “Aioi-ryu” (相生流), un termine che Ueshiba ha usato a volte durante la sua vita, sia per chiamare la propria arte, che per parlare di un’arte marziale riservata proveniente dalla sua famiglia. Bisogna fare attenzione perché in Giappone la nomenclatura è spesso fluida e molti praticanti stranieri commettono l’errore di leggere troppo nell’uso di un termine invece di un altro, come ad esempio budo e bujutsu, che in Giappone spesso significano la stessa cosa. Altra cosa da notare, qui, è che Ueshiba non firma usando il suo nome Morihei (盛平), ma usando uno dei suoi altri nomi: Moritaka (守高).

Nonostante queste riserve, è necessario menzionare un dettaglio importante. Sebbene il nome Daito-ryu non compaia nel titolo (a differenza del certificato di Takeshita), il documento è garantito con gli stessi timbri “aiki-jujutsu” (合気柔術) usati sui documenti Daito-ryu che Ueshiba ha emesso in varie fasi della sua vita (anche il certificato Aioi-ryu di Takeshita in alto reca anche quei timbri), il che indica chiaramente che il contenuto tecnico proviene da ciò che ha imparato da Takeda. Si noti tuttavia che sarebbe un errore pensare che il termine aiki-jujutsu fosse di proprietà di Takeda, poiché in realtà è stato probabilmente il frutto dell’ingegno di Deguchi Onisaburo [12].

Inizio del rotolo che descrive una serie di 18 tecniche

Il documento elenca innanzitutto una serie di 18 tecniche, accompagnate da spiegazioni. Purtroppo la bassa risoluzione delle foto rende difficile la lettura delle spiegazioni tecniche, quindi non posso in questo momento commentare né l’articolazione né il livello corrispondente alle tecniche presentate. L’intero documento è chiamato okui no maki (奥意の巻), il che anche è insolito. Nel Daito-ryu esiste un rotolo chiamato hiden ogi (秘傳奥儀), ma contiene 36 tecniche. Il rotolo fa anche menzione di altre sezioni, ma non vengono elencate né spiegate tecniche particolari.

C’è un’intera sezione che spiega le varie qualità di carattere che il destinatario ha mostrato per meritarsi il rotolo, il che è estremamente simile a quanto scritto sui miei vari diplomi Daito-ryu. Ho infatti notato nel corso degli anni che non è insolito prendere intere sezioni da un documento per crearne un altro, e non sarei sorpreso di vedere la stessa dicitura su altri titoli concessi da Morihei.

Sezione che enumera diversi gruppi di tecniche, inclusa la serie di 18 spiegate in precedenza, una menzione di un repertorio di 218 tecniche (invece delle 118 tecniche usuali nell’hiden mokuroku del Daito-ryu) e tecniche di aiki-kenpo (合気 剣法). C’è anche il termine aiki-doho (合気 道法)), che non significa necessariamente che Morihei abbia usato il termine Aikido prima che fosse ufficialmente registrato presso il Dai Nippon Butokukai nel 1942, ma che piuttosto significa qualcosa come “la via dell’illuminazione attraverso l’Aiki

La sezione seguente è altrettanto interessante, e copia alcune parti trovate nel libro di Ueshiba Morihei pubblicato intorno al 1934 con il nome “Aiki-jujutsu Densho“. In particolare, la sezione sottostante riproduce il capitolo che tratta della sezione budo ogi uta (武道奥義歌) del libro. Fa parte di una serie di poesie chiamate doka (道歌) [13] scritte da Ueshiba Morihei; devo ammettere, tuttavia, che a parte confrontarle con quelle dell’altro libro, decifrare quella particolare sezione va ben oltre le mie capacità linguistiche. Per coloro che desiderano leggere quelle poesie, è disponibile una traduzione parziale in inglese del testo originale di Budo Renshu.

Questa sezione presenta poesie di Ueshiba Morihei

In un documento del genere, ci si aspetterebbe di vedere una sezione che menziona il lignaggio degli insegnanti fino alla persona che consegna il rotolo. Qui il nome di Takeda e qualsiasi lignaggio sono completamente assenti, il che corrisponde all’idea che, chiamando la sua scuola Aioi-ryu, Morihei stesse cercando di liberarsi dall’influenza di Sokaku.

È interessante notare che il nome di Sokaku è scritto sul certificato di Takeshita del 1928. La presenza sia del lignaggio di Sokaku che del nome Aioi-ryu è in realtà piuttosto strana poiché il certificato kyoju dairi che Morihei ricevette da Takeda nel 1922, in linea di principio, non gli consente di diramarsi in un ryu di nome completamente diverso. In realtà non è chiaro se Takeda fosse a conoscenza dell’esistenza del documento e del cambiamento di nome, ma certamente solleva una serie di domande interessanti.

Si potrebbe pensare che il cambio di nome e l’assenza di menzione del lignaggio di Takeda nel documento del 1937 potrebbe costituire una progressione verso questa dissociazione, che avrebbe potuto ad esempio esentare Ueshiba dal pagare i diritti d’autore a Takeda. Tuttavia, va ricordato che in quel preciso momento Takeda stava ufficialmente insegnando Daito-ryu aiki-jujutsu ad Osaka, quindi potremmo anche vedere uno sforzo da parte di Ueshiba di non camminare sul terreno del suo ex insegnante [14]. Inoltre, si noti che Aioikai 相生会) è anche il nome del gruppo formato da Takeshita Isamu intorno a Ueshiba.

Morita Giichi (森田 儀一)

Ci si può quindi chiedere cosa potrebbe rappresentare il documento per il suo destinatario. Se consideriamo che Morita Giichi assieme a Tomita Kenji (富田 健治) fu una delle persone che protessero Morihei dal finire in prigione in seguito alla seconda repressione dell’Omoto-kyo da parte del governo nel 1935 [15], potremmo essere tentati di pensare che Ueshiba non sarebbe stato saggio se avesse tagliato i legami con i contatti di Osaka così all’improvviso, ad alcuni dei quali appena un anno prima aveva dovuto la propria libertà. È possibile infatti che questo rotolo sia stato consegnato per motivi diversi da quelli puramente tecnici, come un ringraziamento o un segno di rispetto. Non è affatto raro in Giappone assegnare titoli onorifici, ma va notato tuttavia che Morita aveva una notevole esperienza nelle arti marziali e che nel 1942 scrisse anche un articolo intitolato “Keisatsu Budo no Kouryu” (警察武道の興隆), che significa “L’avvento delle arti marziali della polizia”.

Per concludere questo saggio, che per sua natura è soggetto ad aggiornamenti, ricordo una discussione che ebbi con Chiba Tsugutaka, che era una allieva di Hisa e Nakatsu, in compagnia di Olivier Gaurin e Sato Hideaki. Quando abbiamo scherzosamente menzionato la “fuga” di Ueshiba, Chiba Sensei ci ha interrotto piuttosto bruscamente dicendo: “Nessuno di noi era lì, non ne sappiamo nulla!”. Penso che con questo Chiba Sensei volesse dire che spesso tendiamo a volere che le cose siano bianche o nere, e che la verità è il più delle volte in sfumature di grigio.

Mille grazie a Ellis Amdur, Jordy Delage e Chris Li per le stimolanti discussioni che hanno portato a questo articolo. Questo rotolo e molti altri sono stati portati alla mia attenzione da Scott Burke; molti ringraziamenti a lui.

Copyright Guillaume Erard ©2020
Tutti i diritti sono riservati. Ogni riproduzione non espressamente autorizzata è severamente proibita

Fonte: https://guillaumeerard.com/aikido/articles-aikido/it-aint-necessarily-so-ueshiba-moriheis-escape-from-osaka/

Notes

[1] Mori Hakaru – Aiki News # 81 (luglio 1980), in Pranin Stenley, Daito-ryu Aijujutsu Paperback, Aiki News, 1996

[2] Nakakura Kiyoshi (中倉 清) – Aiki News # 79

[3] Takeda Sokaku, citato da Hisa Takuma nella sua autobiografia scritta nel 1965: “Dall’Aiki-jujutsu all’Aikido (合気柔術から合気道へ)”

[4] Hisa Takuma – “Daito-ryu Aiki-budo” pubblicato in Shin Budo nel novembre 1942

[5] Yonekawa Shigemi – Aiki News # 62, luglio 1984, in Pranin Stenley, Aikido Pioneers – Prewar Era Paperback, Aiki News, 2010

[6] Kobayashi Kiyohiro – Interview with Kobayashi Kiyohiro, 8th Dan Daito-ryu Aiki-jujutsu

[7] Shishida Fumiaki –合気道の形成過程に関する研究:海軍大将竹下勇関係文書を中心に

[8] Amatsu Yutaka – 生きている幻の古武道 免許皆伝・久琢磨の教えた大東流

[9] Come raccontato da Yonekawa Shigemi in Aiki News # 62, July 1984

[10] Shioda Gozo, in Pranin Stenley, Aikido Pioneers – Prewar Era Paperback, Aiki News, 2010, p. 149

[11] Akazawa Zenzaburo (赤沢 善三郎), Pranin Stenley, Aikido Pioneers – Prewar Era Paperback, Aiki News, 2010

[12] Interview with Noriaki Inoue – Aiki News #73

[13] Per maggiori informazioni, leggere l’eccellente articolo di Chris Li sul soggetto

[14] Si noti che per quanto ne sappiamo Ueshiba non concesse certificati agli allievi dell’Asahi Journal

[15] Peter Goldsbury ha prodotto un lavoro molto completo sul soggetto


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