L’Influenza dei Maestri Cinesi sulla Tecnica di O’Sensei


I lettori mi pongono regolarmente domande a proposito dell’influenza delle arti marziali cinesi sulla tecnica di O’Sensei. Su questo argomento, così come su altre improbabili teorie, la mia posizione predefinita è che affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie e di solito non elaboro ulteriormente. La decisione di scrivere un articolo che affrontasse la domanda si è concretizzata quando, alla fine di uno dei miei seminari parigini, i praticanti mi hanno offerto un libro intitolato ” Le Rituel du Dragon” [1]. L’autore, Georges Charles, è uno dei pionieri delle arti marziali cinesi in Francia e il suo libro, che torna alla fonte delle arti marziali cinesi interne, offre una lettura molto interessante. Tuttavia, nonostante i suoi numerosi meriti, devo ammettere che ho alcune obiezioni riguardo a un passaggio in cui Georges Charles spiega che Ueshiba Morihei, il fondatore dell’Aikido, derivò la sua incredibile tecnica e la sua padronanza del ki non dalla sua formazione nel budo giapponese, ma dall’insegnamento che potrebbe aver ricevuto da grandi maestri cinesi. Georges Charles si spinge oltre affermando l’esistenza di una sorta di cospirazione volta a negare questa eredità

di GUILLAUME ERARD

Questa idea non è nuova ed è apparsa in diverse forme, sia in Francia che oltreoceano, in particolare grazie ad uomo chiamato Bruce Frantzis, che frequentò le lezioni all’Hombu Dojo quando Ueshiba Morihei era ancora in vita, tra il 1967 e il 1969 [2]. Prima di andare oltre, è importante chiarire di cosa stiamo parlando. Non si tratta di metter contro Cina e Giappone, né di scoprire se le arti marziali giapponesi si siano ispirate a certi concetti cinesi. È ovvio che molti beni culturali, filosofici e religiosi giapponesi devono molto alla civiltà cinese, ivi comprese le arti marziali. La domanda sollevata da persone come Bruce Frantzis e Georges Charles è se durante i suoi viaggi in Cina Ueshiba Morihei abbia imparato direttamente le arti marziali cinesi, in particolare il baguazhang, e:

  • se questi insegnamenti si trovano nelle tecniche di Aikido di Ueshiba Morihei;
  • se questi elementi non possono essere trovati nell’arte(i) che ha studiato in Giappone prima o dopo quel periodo.

Come in ogni dibattito epistemico, spetta alla parte che presenta una teoria fornire prove a sostegno delle proprie affermazioni, e non spetta alla parte avversaria dimostrare il contrario (è impossibile dimostrare un negativo). La posizione di Bruce Frantzis e Georges Charles si basa, per quanto ne so, solo su ipotesi, deboli correlazioni (e anche se fossero state forti, una correlazione non implica causalità) e, credo, una rappresentazione errata della storia dell’aikido, così come quella delle relazioni Cina-Giappone nel XX secolo. D’altra parte, la storia più ampiamente accettata sull’origine delle tecniche di Ueshiba Morihei (quella a cui si oppone Georges Charles) è supportata da un ampio corpo di prove, che è stato studiato e verificato da numerosi ricercatori (Stanley Pranin, Peter Goldsbury, Ellis Amdur, per citarne alcuni). Poiché i due punti di vista si escludono a vicenda, mi sembra ovvio che l’equilibrio sia ampiamente a favore della storia come la conosciamo.

Ueshiba (al centro della fila in alto) nel 1903, al tempo del suo servizio militare in preparazione per la guerra Russo_Giapponese

Manifestazione del ki : sulle Traccie dell’Insegnamento Cinese
La guerra Russo-Giapponese

Ueshiba Morihei fece il suo primo viaggio in Manciuria tra il 1904 e il 1905 come fante. Dato il suo basso rango, la rigida disciplina dei militari e la mentalità colonialista dei giapponesi, sembra altamente improbabile che Morihei abbia avuto il tempo, l’opportunità o anche l’inclinazione di studiare arti cinesi durante questo soggiorno [3]. È inoltre inconcepibile che avesse potuto lasciare il suo reggimento in qualsiasi momento. Suo figlio Kisshomaru disse a proposito di Morihei che non aveva alcun interesse per le arti marziali cinesi e per illustrare meglio lo stato d’animo di Ueshiba Morihei a quel tempo, va ricordato che negli anni ’40 avrebbe detto quanto segue:

「柔道は支那から来たものだからケガラワシイ。
“Il Judo è qualcosa che viene dalla Cina, quindi è sporco/disonesto!”
(Parole di Ueshiba Morihei riportate da Kimura Aru [4])

Sembra anche logico che da parte cinese ci sarebbe stato un limitato incentivo a insegnare tecniche marziali alle forze straniere, che fossero russe o giapponesi. A quel tempo, l’obiettivo principale dell’esercito giapponese era quello di combattere l’esercito russo. In altre parole, Ueshiba era in azione militare attiva, non era parte di una forza di occupazione, cosa che in seguito dette a gente come Takeda Hiroshi (un civile) e Sawai Kenichi tempo per imparare tongbeiquan e tachengquan rispettivamente (entrambi nel 1930). Come nota aggiuntiva per il contesto, stiamo parlando di un periodo di dieci anni precedente l’incontro tra Ueshiba Morihei e Takeda Sokaku in Hokkaido.

Onisaburo Deguchi e Morihei Ueshiba in Mongolia (1924)

Spedizione al fianco di Deguchi Onisaburo

Il 15 febbraio 1924, Ueshiba Morihei tornò in Manciuria, questa volta come guardia del corpo del reverendo Deguchi Onisaburo, il capo della setta Omoto Kyo [5]. Data la natura mobile del gruppo e le frequenti imboscate che dovettero affrontare, ancora una volta sembra piuttosto improbabile che Ueshiba Morihei abbia avuto l’opportunità e il tempo di imparare da un maestro cinese. Inoltre, il gruppo di Deguchi fu rapidamente decimato dall’esercito cinese e i sopravvissuti, tra cui Ueshiba e Deguchi, furono catturati il ​​20 giugno e quasi giustiziati. Il gruppo fu rimpatriato in Giappone il 25 luglio 1924 [6].

Riguardo a questa spedizione, Georges Charles scrive:

“Ueshiba incontrò diversi rinomati maestri cinesi che lo iniziarono alla cosmogonia taoista e al Baguazhang (Pa Kua Chang o “Palma degli otto trigrammi”), che rappresentava la forma più esoterica delle Arti del Pugno Interno.”
(Georges Charles – Le Rituel du Dragon p. 459)

Inoltre aggiunge:

“Che questo possa ancora stupire i praticanti e, ancor di più, gli insegnanti di Aikido è sorprendente, perché è difficile immaginare che un appassionato delle Arti Cavalleresche (o “marziali”!) – quindi Budo o Wu Tao – come il Maestro Ueshiba rimanesse quasi un anno in Cina, anche in Mongolia, e trascorresse il suo tempo leggendo pacificamente il giornale o vagando da una sala da tè all’altra.”
(Georges Charles – Le Rituel du Dragon p. 459)

In realtà si tratta di una permanenza di cinque mesi, non di un anno, in una carovana di miliziani in viaggio dalla Cina orientale alla Mongolia in territorio ostile, e non di una passeggiata nel parco, come sembra suggerire Georges Charles. Inoltre, sebbene sia perfettamente plausibile che Ueshiba possa aver lottato con i suoi ospiti, come vuole la tradizione mongola, secondo le mie fonti all’epoca il baguazhang cinese semplicemente non era conosciuto nella regione [7] [8].

Secondo e terzo da sinistra, Deguchi Onisaburo e Ueshiba Morihei, catene ai piedi, attendono la loro esecuzione (1924)

Georges Charles specifica tuttavia:

La spedizione finì per essere un fiasco, ma, nel frattempo, il Maestro Ueshiba ebbe l’opportunità di scoprire, e questo al massimo livello, le Arti Interne Cinesi. Il nome sinizzato del Maestro Ueshiba (Wei Qiba o Wai Chi Pa) appare nei registri genealogici (Baishi) delle scuole Baguazhang dei Maestri Chou Xiang (Tchou Hsiang), YanTewa (Yen Te Hua) e Gao Yisheng (Kao I Sheng).
(Georges Charles – Le Rituel du Dragon p. 464)

Qui l’autore fa riferimento a prove che apparentemente ha ottenuto da qualcuno chiamato Lee Ying Argn, ​​ma sfortunatamente nel suo lavoro non riproduce i suddetti archivi. Ancora una volta, sembra improbabile che Ueshiba Morihei abbia potuto dedicare il tempo necessario a tale pratica, soprattutto al punto da essere iscritto nei libri di queste scuole. Tuttavia, possiamo provare a scoprire chi erano queste persone.

Quando ho chiesto a Ellis Amdur, mi ha risposto che Gai Yisheng viveva a Tianjin, una città che si trovava a più di 1000 km dalla Manciuria o dal confine orientale della Mongolia, e che non era concepibile che Ueshiba Morihei avesse potuto imparare da lui durante i suoi cinque mesi di vagabondaggio con Deguchi [9].

Altre fonti sulle arti marziali cinesi, intervistate su mia richiesta da Christopher Li, hanno confermato che in realtà i tre insegnanti citati da Georges Charles provengono dalla discendenza di Cheng Tinghua e che anche loro vivevano a Tianjin [10]. Dato il clima politico dell’epoca e il fatto che i membri deigruppi baguazhanga di Pechino (in particolare Cheng Tinghua) erano coinvolti nei combattimenti contro gli eserciti alleati, di cui il Giappone faceva parte, è molto dubbio che avrebbero accettato un cittadino della forza di occupazione come membro ufficiale [11].

Spedizione in Mongolia (1924). Deguchi Onisaburo è al centro, Ueshiba Morihei è il secondo da destra

Cosa si sa a proposito di Lee Ying Argn, ​​la fonte di Georges Charles? Ellis Amdur e Mike Sigman, entrambi contattati indipendentemente, dipingono un ritratto poco lusinghiero di Lee Ying Argn come un dilettante con una reputazione discutibile nelle arti marziali cinesi. Secondo loro, sebbene abbia imparato certe forme, non ha un vero lignaggio nel baguazhang [12] [13] e né Amdur né Sigman danno molto credito a ciò che scrive. In assenza di prove e con una fonte così discutibile, si può quindi dubitare dell’argomento di Georges Charles. Un’altra fonte vicina a questa linea di baguazhang, anch’essa intervistata su mia richiesta da Christopher Li, dice di non aver mai visto né Wei-Chi-Ba né altre varianti di questo nome negli elenchi della linea baguazhang a sua disposizione [14]. Secondo Ellis Amdur, il baguazhang è uno dei sistemi cinesi più lunghi e difficili da apprendere e i suoi caratteristici elementi caratterizzati da passi circolari, compressioni e torsioni non sono presenti nell’Aikido di Ueshiba Morihei [15]. Inoltre, CS Tsang, insegnante di baguazhang e prolifico autore [16], quando gli è stata posta la domanda, ha detto quanto segue:

“[Se Ueshiba avesse imparato il bagua] dovremmo vedere che la maggior parte dei suoi movimenti provengono dal baguazhang […]”
(CS Tsang)

Quindi qui abbiamo un vero specialista del baguazhang che spiega che non vede i tratti distintivi della sua disciplina nella forma tecnica di Ueshiba Morihei. Pensa anche che sia il caso di aggiungere quanto segue alla sua risposta:

“[…] Finora non ci sono prove scritte che suggeriscano che [Ueshiba] abbia appreso durante la sua cattura in Cina.”
(CS Tsang)

Possiamo quindi vedere che fonti più credibili di quella di Georges Charles, alcune dalle arti marziali giapponesi, altre dalle arti marziali cinesi, sono unanimi: tutto questo è pura speculazione.

Ritorno in Cina

Ueshiba Morihei fece gli ultimi tre dei suoi cinque noti soggiorni in Cina nel 1939, 1940 e 1942, durante l’occupazione giapponese, su invito del suo allievo Tomiki Kenji per dimostrare e insegnare la sua arte all’Università di Kenkoku. In ciascuna di queste visite trascorse in loco poche settimane e sia per il suo status di occupante ed esperto riconosciuto, sia per il fitto programma di ogni visita, è ancora una volta difficile immaginare che avrebbe potuto mettersi sotto la tutela di un maestro cinese. Ueshiba Morihei ha, tuttavia, assistito a dimostrazioni di arti marziali cinesi, ma l’unica dichiarazione diretta che ne abbiamo da lui riguarda il suo apprezzamento per la tecnica dello spadone di uno dei dimostranti.

A proposito di questo periodo, Georges Charles cita gli stessi maestri di prima (con un’ortografia leggermente diversa):

In prima fila Tomiki Kenji e Ueshiba Morihei. In piedi, a destra Ohba Hideo. Foto scattata nel 1942 di fronte alla Shimbuden Hall della Kenkoku University in Manciuria

“Successivamente, il Maestro Ueshiba tornò molte volte all’Università di Kenkoku in Manciuria (Manchoukuo), e questo fino al 1942, quando ricoprì la prestigiosa posizione di Principal Imperial Instructor per il Budo giapponese. In queste varie occasioni ebbe molti contatti con autentici maestri cinesi come Zhou Xiang (Chou Hsiang), Yan Dewa (Yen Te Hwa) e Gao Yisheng (Kao I Sheng).”
(Georges Charles – Le Rituel du Dragon p. 459)

Avere alcuni contatti con maestri cinesi e imparare da loro sono ovviamente cose molto diverse. Inoltre, o Georges Charles ritiene che tre soggiorni costituiscano molte volte, oppure pensa che Ueshiba abbia visitato segretamente la Cina durante questo periodo, all’insaputa di tutti i suoi allievi e di suo figlio. A meno che, ovviamente, il tutto non faccia parte della copertura che evoca nel suo libro:

“Purtroppo la parte “cinese” dell’insegnamento del Maestro Ueshiba è sempre stata oscurata, per il suo essere legata da un lato a una “setta” mistica, l’Omotokyo del reverendo Degushi [sic] e, dall’altro, per il non essere in linea con lo spirito nazionalista giapponese. Sembra che sia ora giunto il momento di sollevare in una qualche misura il velo su questo aspetto fino a questo momento non riconosciuto del suo insegnamento più mistico e più vicino alla tradizione classica cinese.”
(Georges Charles – Le Rituel du Dragon p. 459)

Coloro che conoscono la storia dell’Aikido saranno stati sorpresi da una frase del genere, perché se c’è stata occultazione, in realtà sono stati gli insegnamenti di Takeda Sokaku ad esser stati spesso “omessi” dai documenti ufficiali, non la devozione di Ueshiba verso Deguchi Onisaburo [17]. Per inciso, nel suo libro, Georges Charles menziona anche il fatto che la scelta del nome Aikido sarebbe stata il prodotto dell’ultimo di questi soggiorni:

“Fu in Manciuria, quindi in Cina, che nel luglio 1942 il Maestro Ueshiba decise definitivamente di dare il nome di Aikido al suo insegnamento. La prima foto con questi tre personaggi risale all’agosto 1942 ed è stata scattata all’Università di Kenkoku, sempre in Manciuria. Il Maestro Ueshiba è seduto, con Hideo Ohba dietro di lui, e accanto al Maestro Kenji Tomiki, dietro il quale c’è un praticante cinese di nome Liu Fangong.”
Georges Charles – Le Rituel du Dragon p. 459

Sembrerebbe che la foto a cui Georges Charles si riferisce sia quella riprodotta in alto. In essa non sono visibili né il termine Aikido né quello Aikibudo, il che non prova molto, dal momento che l’argomento è comunque del tutto inverosimile. Ovviamente Georges Charles potrebbe parlare di una foto diversa, ma ne dubito.

Ancora più importante, sappiamo che la scelta del termine Aikido è il risultato di una discussione tra Hirai Minoru e i dirigenti del Dai Nihon Butokukai avvenuta nel 1942 in assenza di Ueshiba Morihei. Ueshiba Morihei ha approvato l’uso di questo nome solo a posteriori.

Tuttavia, anche se, di nuovo, non dovrebbe essere responsabilità di coloro che dubitano delle teorie sopra citate fornire controargomentazioni, desidero proporre un breve riassunto dell’origine della tecnica di Ueshiba Morihei.

Daito-ryu Aiki-jujutsu: l’origine giapponese delle tecniche di Ueshiba Morihei

L’origine delle tecniche di Aikido non è più un mistero tranne che per coloro, come forse Georges Charles, che non desiderano conoscerla. Persone come Stanley Pranin, Peter Goldsbury ed Ellis Amdur hanno fatto molto per migliorare la nostra conoscenza oltre ogni ragionevole dubbio, fornendo a volte versioni che erano in contrasto con quelle che erano state pubblicate prima del loro lavoro.

Takeda Sokaku (anno non conosciuto)

Oggi, tuttavia, sappiamo che è un fatto storico innegabile che Ueshiba Morihei abbia imparato il Daito-ryu aiki-jujutsu da Takeda Sokaku [18], e che il Daito-ryu costituisce la stragrande maggioranza del repertorio tecnico dell’Aikido [19]. Qui, contrariamente alla tesi cinese, abbiamo una buona correlazione e una causalità. Ellis Amdur dedica una parte significativa del suo ultimo libro allo studio delle influenze cinesi su Ueshiba Morihei e Takeda Sokaku e sebbene, ancora una volta, il Giappone abbia preso molto dalla Cina nel corso dei secoli, per quanto riguarda entrambi i suddetti individui, le loro conoscenze e le loro le tecniche hanno come origine più plausibile un’eredità giapponese (principalmente sumo e alcune tecniche di armi) [20].

Per quanto riguarda ciò che alcuni chiamano “forza interna”, questo insegnamento era effettivamente presente nel Daito-ryu aiki-jujutsu di Takeda Sokaku, poiché è possibile ritrovarlo nei lignaggi creati da altri suoi studenti che hanno raggiunto un livello paragonabile a quello di Ueshiba Morihei, come Hisa Takuma, Sagawa Yukiyoshi o Horikawa Kodo. Secondo Stanley Pranin, la pratica di Ueshiba Morihei avrebbe beneficiato anche di alcuni esercizi di respirazione e meditazione praticati all’Omoto-kyo [21], mentre Ellis Amdur ritiene che nulla di ciò che faceva Ueshiba Morihei vada davvero oltre la struttura di ciò che si può trovare nel Daito-ryu [22].

Conclusione

Ancora una volta, lo scopo qui non è negare l’influenza che la Cina ha avuto su molta cultura e filosofia giapponese, comprese le arti marziali. Anche Ueshiba Morihei ha avuto certamente l’opportunità nella sua vita di vedere all’opera grandi maestri cinesi. Lo stesso Ueshiba trascorse la sua infanzia in un tempio Shingon studiando i classici cinesi. La filosofia dell’Aikido è intrisa di concetti cinesi, ma se si vuole davvero spiegare razionalmente la tecnica e la forza di O’Sensei, la stragrande maggioranza delle persone che hanno intrapreso una seria ricerca storica sull’argomento concorda sul fatto che non ha imparato queste tecniche in Cina, ma in Giappone. Anche se ci fossero alcune somiglianze tra Aikido e Baguazhang, il che penso sia la base del modo di ragionare di Frantzis, la correlazione non induce la causalità, e fintanto che i sostenitori della teoria cinese non avranno prove tangibili da portare avanti, si dovrà dubitare delle loro affermazioni a favore dei fatti che sono stati portati alla luce dall’enorme lavoro di diversi storici.

Ringrazio Ellis Amdur e Christopher Li per aver sollecitato i loro numerosi contatti nelle arti marziali cinesi allo scopo di rispondere alle mie domande.

Copyright Guillaume Erard ©2015
Tutti i diritti sono riservati. Ogni riproduzione non espressamente autorizzata è severamente proibita

Si ringrazia Guillaume Erard per aver gentilmente autorizzato la pubblicazione di questa traduzione su Aikido Italia Network

Fonte: Erard Guillaume: It Aint Necessarily So: The influence of the Chinese masters on O Sensei’s technique

Note

[1] Charles, Georges – Le Rituel du Dragon – Les sources arts martiaux

[2] Frantzis, Bruce – The Power of Internal Martial Arts and Chi: Combat and Energy Secrets of Ba Gua, Tai Chi and Hsing-I

[3] Pranin, Stanley – The Elusive Chinese Influence on Aikido

[4] 木村 果 – 合気道の思い出

[5] Ueshiba, Kisshomaru – A Life in Aikido: The Biography of Founder Morihei Ueshiba

[6] Ueshiba, Kisshomaru – A Life in Aikido: The Biography of Founder Morihei Ueshiba

[7] Ellis Amdur – Personal communication

[8] Chris Li – Personal communication

[9] Ellis Amdur – Personal communication

[10] Chris Li, personal communication

[11] Chris Li – Personal communication

[12] Ellis Amdur – Personal communication

[13] Chris Li – Personal communication

[14] Chris Li – Personal communication

[15] Amdur, Ellis – Discussion on E-budo

[16] Tsang, CS – The Mysterious Power of Xingyi Quan: A Complete Guide to History, Weapons and Fighting Skills

[17] Ueshiba, Kisshomaru – A Life in Aikido: The Biography of Founder Morihei Ueshiba

[18] Pranin, Stanley – Morihei Ueshiba and Sokaku Takeda

[19] Driscol, John – Aikido/Daito-ryu correlation

[20] Admur, Ellis – Hidden in Plain Sight: Tracing the Roots of Ueshiba Morihei’s Power

[21] Pranin, Stanley – The Elusive Chinese Influence on Aikido

[22] Admur, Ellis – Personal communication


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