Citazioni “Politicamente Scorrette” di Ueshiba


Ueshiba Morihei 35

Morihei Ueshiba è universalmente presentato e pensato come un buon vecchio, il padre di tutta la new age e dell’armamentario hippy su pace e amore universali cui tanti insegnanti di Aikido amano fare riferimento. Il fondatore era solo un vecchio saggio che parlava di incomprensibili corbellerie mistiche – come l’agiografia ufficiale si è abituata a presentarlo? Ecco dieci citazioni, riportate da allievi diretti, che sembrano suggerire che ci sia più da capire a suo proposito di quanto a molti piaccia pensare

di SIMONE CHIERCHINI

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—> Per leggere ogni citazione nel suo completo contesto, consultare la nota relativa in fondo all’articolo <—

Dimenticatevi quello che facevo prima, quel tempo è finito. Ora faccio l’Aikido!” [1]
Morihei Ueshiba iniziò a insegnare come istruttore di Daito-ryu Aikijujutsu e gradualmente iniziò a creare la propria arte. Il prodotto dei suoi studi si è costantemente evoluto, rimanendo vivo e venendo modificato nel corso della sua intera esistenza. Il fondatore, quindi, non produsse mai una disciplina definitiva e sistematica e spesso sostenne che la sua arte non aveva una forma definita. Alcuni dei suoi allievi anziani hanno cristallizzato il lavoro di Ueshiba come definito nello specifico lasso di tempo in cui lo avevano frequentato. Hanno poi chiamato quello “tradizione” dell’arte, in opposizione agli sviluppi successivi. Questo concetto sembra sfidare l’intera idea di Aikido come arte aperta lasciata dal suo fondatore.

Nocquet Andre 01
Nocquet dorme sul tatami del dojo di Iwama

Hei, svegliatevi!” [2]
La vita degli uchideshi era estremamente dura e richiedeva una resistenza fisica non comune e una dedizione assoluta. Non solo gli allievi residenti dovevano seguire un regime di allenamento assai severo, che prevedeva diverse sessioni al giorno, ogni giorno, nel corso delle quali fungevano da compagni di allenamento del fondatore in qualsiasi momento del giorno e della notte. Dovevano anche accompagnare O-Sensei durante i suoi viaggi di insegnamento come otomo, prendendosi cura di ogni singola necessità del loro insegnante, oltre ad assisterlo nel corso delle lezioni. Ci si aspettava che l’chideshi fosse sempre pronto, organizzasse piani di viaggio, aiutasse in ogni sorta di lavoro domestico, sostenesse la famiglia Ueshiba nelle sue attività agricole… oltre a massaggiare e fare il bagno a Morihei!

Di certo non ho alcuna intenzione di spiegarti cosa sto facendo; sta a te capirlo.” [3]
O-Sensei era il tipo di insegnante che guida attraverso l’esempio e quell’esempio fu immensamente stimolante. Morihei Ueshiba, tuttavia, non preparava le lezioni dopo aver fissato obiettivi specifici. Di conseguenza, era difficile da interpretare, abbastanza spesso di proposito, poiché era il prodotto di una tradizione in cui il segreto era la norma. Di conseguenza, si potrebbe sostenere che da un punto di vista pedagogico la sua effettiva capacità di trasmettere ciò che sapeva non era di prim’ordine. Il fondatore, infatti, era completamente concentrato sul percorrere la propria strada e non sembrava preoccuparsi del fatto che la maggior parte dei suoi allievi non potesse seguirla. A meno che non abbia deciso intenzionalmente di non cercare di esprimere a parole ciò che non può essere espresso.

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Cosa?!? Zen?!?” [4]
Anche se abbiamo sentito dire mille volte che “L’Aikido è Zen in movimento”, O-Sensei sembrava essere piuttosto irritato dall’idea. Non esiste alcun legame diretto ed esplicito – scritto o orale – tra l’Aikido di Ueshiba e lo Zen, come esplicitamente e fortemente affermato dal Fondatore. Alcuni dei suoi allievi anziani hanno praticato lo Zen per proprio conto e hanno provato a collegare l’Aikido con esso, ad esempio Kazuo Chiba, cui piaceva lo za-zen come menzionato durante diverse interviste. Queste, tuttavia, sono reinterpretazioni personali della cosmogonia dell’Aikido che non hanno origine nel pensiero di Morihei Ueshiba.

Dal rumore posso dire che il vostro allenamento non va bene!” [5]
Anche ai tempi di O-Sensei, gli stili di allenamento a Iwama e Hombu Dojo differivano sostanzialmente. Ueshiba non risiedeva a Tokyo dal 1942 e anche se visitava sempre l’Hombu in modo regolare, la leadership di Doshu Kisshomaru e Koichi Tohei aveva involontariamente creato una deriva tra il modo in cui Ueshiba immaginava e viveva l’Aikido a Iwama con i suoi uchideshi, e come le cose venivano sentite e fatte a Tokyo. Ci sono giunte molte storie di allievi anziani dell’Hombu che non comprendevano le tirate filosofiche di Morihei. Anche se O-Sensei era tenuto in grande considerazione, i suoi allievi della capitale non vedevano l’ora di vederlo tornare a Iwama per tornare a praticare la loro versione più tecnica, strutturata e muscolare dell’Aikido.

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Sono nato con il Ki! Chi ti ha detto una cosa così stupida! Dammi i nomi!” [6]
Il tipico uchideshi giapponese non avrebbe osato porre domande dirette al Fondatore sugli aspetti della filosofia o della pratica dell’arte; si sarebbe limitato ad allenarsi. Con l’arrivo della prima ondata di entusiasti dell’Aikido occidentali, tuttavia, le cose cambiarono in modo drammatico e O-Sensei dovette affrontare domande che spesso lo facevano arrabbiare, e niente di più di quelle sul Ki. Ad oggi le domande sul Ki non sono cambiate di molto, con tante (spesso stupide) risposte sulla sua natura quante sono gli aikidoka sul tatami.

Resta qui e pratica Iaido per tre mesi.” [7]
Kazuo Chiba rimase con Michio Hikitsuchi per 3 mesi nel suo dojo di Shingu per apprendere le basi dello Iaido a seguito di un diretto invito del Fondatore. Ciò sembra contraddire tutto ciò che sappiamo sulla visione di Ueshiba rospetto allo Iai. Anche se i più sembrano pensare che Aikido e Iai si muovano fianco a fianco, nella migliore delle ipotesi radici comuni non sono provate. La connessione più evidente tra le due discipline proviene da alcuni dei migliori allievi di Ueshiba, che eccellevano anche nello Iaido – Kanai, Nishio e Chiba, per citarne alcuni. Un altro suggerimento importante è offerto dal fatto che prima della guerra O-Sensei aveva adottato come suo successore Kiyoshi Nakakura, che era uno studente del famoso maestro di Iaido Hakudo Nakayama. Ueshiba mostrò rispetto anche per un altro specialista di Iai, Juinichi Haga sensei. Detto questo, c’è una grande e irrisolvibile differenza tra la spada dello Iaido e quella dell’Aikido: la prima, quando viene estratta, genera una situazione in cui si uccide o si viene uccisi. Il principio di base dell’Aikido si fonda invece sul fatto che risultato della sua azione offre la possibilità di una risoluzione con due sopravvissuti. Se studiate in contemporanea, inoltre, le posizioni di guardia e le posture tipiche dello Iaido non si integrano granché  con quelle dell’Aikido, poiché tendono ad essere frontali, in contrapposizione alla posizione in hanmi tipica dell’Aikido.

Ueshiba Morihei Ayabe 1922

Devo beccare lui prima che lui becchi me.” [8]
In questa citazione, tratta dal diario di O’Sensei, che era in possesso di Kazuo Chiba, Morihei Ueshiba fa chiaramente riferimento all’uccidere prima di essere ucciso. Il percorso iniziatico di Ueshiba fu lungo e tortuoso. Fu necessaria una gran mole di lavoro per arrivare al simpatico vecchio che oggi tutti amano. Abbiamo notizie confermate che il giovane Ueshiba avesse girato il paese in cerca di sfide e sappiamo di alcuni incidenti in cui le cose finirono con spargimento di sangue. Anche il coinvolgimento di Morihei Ueshiba con il nazionalismo giapponese prebellico è un fatto storico provato. La seconda guerra mondiale cambiò tutto. Avendo dovuto affrontare di prima mano gli orrori della guerra, qualcosa finì per rompersi dentro di lui e le sue opinioni sul mondo cambiarono radicalmente. Questo è quando si ritirò dalla vita pubblica e dall’insegnamento e si  chiuse nella sua fattoria di Iwama, dove avrebbe dedicato il resto della sua vita a sviluppare il suo nuovo modo di intendere la via del guerriero.

L’Aikido è 95% sudore e 5% filosofia.” [9]
Razionalizzare l’Aikido, spiegare i suoi scopi, dettagliarne la filosofia sono tutte attività che richiedono molto tempo e che alla fine sono quasi inutili. Se si crede nell’Aikido, sembra suggerire il suo fondatore, si dedichi il proprio tempo ad allenarsi. Un approccio teorico non si adatta alle arti marziali giapponesi tradizionali, anche se questa citazione sembra dimostrare che lo stesso Ueshiba considerava lo studio del Budo esterno al tatami come parte integrante (anche se minima) della propria formazione.

Ueshiba Morihei - Sunadomari Fukiko
Fukiko Sunadomari with Morihei Ueshiba

Nessuno fa Aikido qui! Solo le donne fanno Aikido!!” [10]
O-Sensei si arrabbiava costantemente per il modo in cui in sua assenza l’Aikido veniva male interpretato da allievi di ogni ordine e grado. L’allenamento in stile macho era un luogo comune e il fondatore doveva sentirsi molto frustrato per questa mancanza di comprensione da parte del pubblico generale dell’Aikido – che all’epoca era quasi interamente composto di uomini. In una comunità dominata dal testosterone, Ueshiba si rallegrava dello stile di allenamento delle donne e della loro libertà dalle tensioni della competitività.



Notes

[1] Pertanto, partì da quello che sapeva, il Daito-Ryu Aiki-jujutsu, e lo usò per sviluppare un sistema di risoluzione armoniosa dei conflitti. Avrebbe potuto usare un approccio completamente diverso. Nonostante ciò, la marzialità e l’efficacia erano ancora molto presenti, ma liberate dall’aspetto visibile dell’opposizione. È ovvio quando si confrontano i video pre e postbellici. O-Sensei ha spesso ripetuto “Dimenticatevi quello che facevo prima, quel tempo è finito. Ora faccio l’Aikido!
http://www.guillaumeerard.com/aikido/interviews/interview-with-henry-kono (Consultato il 15/05/2020)

[2] All’epoca in cui vivevo nel dojo il Maestro era ancora giovane. A quei tempi si allenava molto. Con l’aumentare del numero degli allievi residenti, dovevamo dormire nel dojo. A volte venivamo svegliati nel cuore della notte da una voce che diceva: “Ehi, svegliatevi!” Mentre cercavamo di capire cosa stesse succedendo, guardavamo in su e vedevamo O-Sensei in piedi davanti a noi. Ci diceva di attaccarlo in qualsiasi modo volessimo. Lui si allenava in quel modo. Poi faceva tecniche che non avevamo mai imparato prima. Studiava sempre in questo modo con noi.
http://members.aikidojournal.com/public/interview-with-ikkusai-iwata-1/ (Consultato il 15/05/2020)

[3] Shioda dovette pazientemente interpretare tutto da solo senza alcuna altra forma di istruzione a parte il guardare mentre il suo maestro mostrava le tecniche. Mentre ero all’Hombu, O Sensei ripetè molto spesso: “Di certo non ho alcuna intenzione di spiegarti cosa sto facendo; sta a te capirlo”. È ovvio che le enormi differenze tra ciò che mostrano i diversi allievi di O-Sensei è il risultato diretto dell’approccio di Ueshiba all’insegnamento.
https://guillaumeerard.com/aikido/articles-aikido/aikido-expression-of-yin-and-yang-in-motion/ (Consultato il 18/05/2020)

[4] L’Omotokyo insegnava lo Shinto. Lo shintoismo si basa in realtà sul concetto di Yin e Yang, ed è per questo che O-Sensei non amava lo Zen, dato che la cosmologia era diversa. Te lo dico, odiava lo Zen… Quando gli dicevamo “O-Sensei, stiamo facendo Zen”, urlava “Cosa?!? Zen?!?” (se la ride). Avresti dovuto vedere la sua faccia (ride). Quando si aveva a che fare con O-Sensei, bisognava approcciarsi con una mente aperta.
http://www.guillaumeerard.com/aikido/interviews/interview-with-henry-kono (Consultato il 15/05/2020)

[5] D. Che genere di cose lo faceva arrabbiare?
R. Ogni volta che praticavamo kokyunage mentre dormiva, ad esempio, appariva improvvisamente nel dojo ed escamava: “Dal rumore posso dire che il vostro allenamento non va bene!” Quindi, ogni volta che lui era in giro, stavamo sempre attenti a praticare le tecniche in suwariwaza. Quando lavoravamo con impegno in suwariwaza non ci diceva niente.
http://www.aikidojournal.com/article.php?articleID=121 (Consultato il 12/03/2015)

[6] Un giorno stavamo per arrivare a Iwama quando dissi a Ueshiba Sensei “Qualcuno mi ha detto che lei può fare quello che fa per via del Ki”. Mi urlò contro le seguenti parole: “Sono nato con il Ki! Chi ti ha detto una cosa così stupida!? Dammi i nomi!”. Mi resi subito conto che non era stato un gran modo di iniziare la settimana, quindi mantenni un basso profilo fino al nostro ritorno a Tokyo (se la ride). In effetti, penso che intendesse dire che ognuno di noi è fatto di Ki reso visibile, né più né meno.
http://www.guillaumeerard.com/aikido/interviews/interview-with-henry-kono (Consultato il 15/05/2020)

[7] (Chiba) Qualche tempo mi trovavo ad accompagnare O-Sensei in un viaggio nella regione del Kansai quando all’improvviso mi disse: “Resta qui e pratica Iaido per tre mesi”. “Qui” era il dojo di Michio Hikitsuchi a Shingu. Fu Hikitsuchi Shihan a darmi il mio primo allenamento in Iaido. Penso che fosse intorno al 1960. O-Sensei aveva letto i miei pensieri. Mi disse che tre mesi mi sarebbero bastati per acquisire alcune conoscenze di base.
https://aikidojournal.com/2002/11/18/interview-with-kazuo-chiba-2/ (Consultato il 17/05/2020)

[8] Nel diario di O-Sensei scritto intorno al 1942 che possiedo, afferma chiaramente “Beccalo prima che lui becchi me”. Sai cosa intendeva dire? Beccalo significa uccidilo! Tutti comprendono quella visione dell’Aikido in cui O-Sensei era un adorabile vecchio che parlava sempre di amore, pace, unità e tutto il resto; bisogna capire, tuttavia, che lui è passato attraverso quella fase precedente.
http://www.aikidosphere.com/kc-e-interview-pt-3 (Consultato il 17/05/2020)

[9] Penso che in Aikido, all’inizio, non dovremmo davvero fare filosofia. Non dobbiamo renderlo una ricerca spirituale. Dobbiamo prenderci cura del corpo ed eseguire molti movimenti senza pensare a questa ricerca spirituale. Il Maestro Ueshiba ha dichiarato: “L’Aikido è 95% sudore e 5% filosofia”. Detto questo, ho detto tutto.
http://www.guillaumeerard.com/aikido/interviews/interview-with-andre-nocquet-8th-dan-pioneer-of-aikido-in-europe (Consultato il 18/05/2020)

[10] Eravamo soliti applicare le tecniche sul nostro partner in un modo molto competitivo. D’altra parte, O-Sensei si preoccupava solo di mantenere l’equilibrio tra le due parti di una stessa entità, proprio come le due parti che compongono lo Yin e lo Yang. Mi chiedo sempre come poteva avere la pazienza sufficiente per vederci sbagliare tutti; lasciandoci comunque farlo. Certo, ogni tanto si precipitava nel dojo e urlava: “Nessuno fa Aikido qui! Solo le donne fanno Aikido !!”
http://www.guillaumeerard.com/aikido/interviews/interview-with-henry-kono (Consultato il 15/05/2020)

Copyright Simone Chierchini ©2020
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