Il Genitore – Intervista a Simone Chierchini

Simone Chierchini non ha scelto il Budo, “c’era”. Da 50 anni sulla breccia e in una posizione invidiabile nella comunità in quanto figlio dei suoi più famosi genitori, ha avuto la possibilità di essere testimone di prima mano dei maggiori eventi che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo dell’Aikido in Italia. Allievo diretto di Hosokawa e Fujimoto sensei, pioniere dell’Aikido in Irlanda e ambasciatore della disciplina in Egitto, da oltre 10 anni anima Aikido Italia Network, la sua creatura extra-tatami con la quale si occupa della creazione e della diffusione della cultura dell’Aikido. In questa ultima sessione di The Aiki healings ci parla di sé e di quello che ha visto negli anni senza troppi peli sulla lingua

di MARCO RUBATTO

RUBATTO
Buongiorno a tutti, io sono Marco Rubatto e quest’oggi ho il compito è anche un po’ l’onore di guidare questa ultima Aiki Healing Session con la quale terminiamo una serie di incontri che è partita lo scorso febbraio: delle chiacchierate sull’Aikido che in qualche modo che possano fare bene alla nostra disciplina. Quest’oggi ho appunto l’onore di avere dall’altra parte del bancone, per una volta, il maestro Simone Chierchini, che in queste sessioni ha intervistato numerosi personaggi e maestri di Aikido e che a sua volta quest oggi viene a raccontarci qualcosa di lui. Buongiorno Simone.

CHIERCHINI
Buongiorno Marco e buongiorno a tutti, piacere di vedervi.

RUBATTO
È bello, secondo me, che chi costruisce un format poi ci si sottoponga, perché questo è il modo per vedere le cose dall’altra parte e permettere in qualche modo anche a tutte le persone che seguono Aikido Italia Network e il tuo lavoro di divulgazione anche di conoscere un pochino meglio te e anche la tua storia, le dinamiche, il tuo pensiero. Magari possiamo incominciare chiedendoti se ci racconti qualcosa di te, del tuo vissuto dell’Aikido, che penso sia già qualcosa di abbastanza consistente.

CHIERCHINI
Il mio vissuto e l’Aikido si intrecciano in modo quasi inestricabile. Quando mia madre, Carla Simoncini, iniziò a fare Aikido nel 1964, poco dopo rimase incinta ma essendosi profondamente appassionata alla pratica, non uscì dal dojo se non praticamente quando fu prelevata con la forza dal tatami e portata in clinica. Poco dopo la mia nascita, appena le fu possibile riprese ad allenarsi e mi raccontano che mi portava in palestra nella mia carrozzina. Appena divenni un pò più maneggiabile, poi, lei e mio padre Danilo mi infilavano in una sorta di marsupio per infanti e mi appendevano ad un attaccapanni che era strategicamente posto proprio davanti alla materassina del Dojo Monopoli di Roma, ove loro praticavano quotidianamente con Hiroshi Tada sensei. Sembrerebbe che io abbia iniziato a fare mitori geiko molto presto quindi!

La video-intervista completa sul canale di YouTube di Aikido Italia Network

Quando avevo 5 anni iniziai a praticare Judo nel corso per bambini diretto da mio padre Danilo, che era stato campione nazionale a squadre dei pesi leggeri. Nel 1972 decise di abbandonare il Judo per dedicarsi all’Aikido in esclusiva e fu così che io iniziai la pratica. Avevo 8 anni e il mio impegno nell’Aikido è poi continuato fino ad oggi, per quasi 50 anni. È facile immaginare come questo mio impegno sul tatami abbia seguito le mie vicende personali, con periodi di intensissima partecipazione e fasi di minore entusiasmo, seguendo gli alti e bassi della vita. Nel corso di questi lunghi 50 anni, comunque, l’Aikido è sempre stato uno degli elementi fondanti della mia vita.
Ricordo con molto piacere e desidero menzionare quattro specifiche fasi della mia formazione, a iniziare dal periodo romano, quando come allievo adolescente del Dojo Centrale di Roma attraverso l’Aikido iniziaii a scoprire me stesso e nel contempo a prender gusto per la pratica. Studiavo con Hosokawa sensei e con i miei senpai romani, mio padre Danilo Chierchini, Roberto Candido e Ivano Zintu. Ricordo lezioni affollatissime, un ritmo forsennato e pochissima filosofia dell’Aikido. Ci si allenava e non si facevano domande, anche perche’ nessuno aveva dubbi sul senso dell’allenamento. Si praticava per il gusto di farlo. Questo periodo culminò con la mia promozione a shodan da parte di Tada sensei nel corso del seminario per il suo Ventennale di insegnamento in Italia, nel 1984, curiosamente in quasi esatta contemporaneità con il mio ventesimo compleanno. (…)

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Il Genitore
Intervista a Simone Chierchini

I Dialoghi Aiki #8
di Marco Rubatto

Simone Chierchini non ha scelto il Budo, “c’era”. Da 50 anni sulla breccia e in una posizione invidiabile nella comunità aikidoistica, ha avuto la possibilità di essere testimone di prima mano dei maggiori eventi che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo dell’Aikido in Italia.
Simone ha iniziato a praticare Aikido all’età di otto anni e ha girato il mondo come studente e insegnante dell’arte, cambiando amici, allievi e professione ma senza mai dimenticare di portare con sé spada, penna e macchina fotografica.
Allievo diretto di Hideki Hosokawa e Yoji Fujimoto, Simone è stato caporedattore di “Aikido”, periodico dell’Aikikai d’Italia. Nel 1996 si è trasferito in Irlanda, dove ha fortemente contribuito alla diffusione dell’Aikido. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo “Narrando Viaggiando – Fenomenologia Comica di un On the Road Italico”. Dal 2011 cura Aikido Italia Network, un blog dedicato agli appassionati italiani di Aikido.
Simone ha recentemente fondato Aikido Italia Network Publishing, la casa editrice specializzata nella divulgazione dell’Aikidō e della cultura delle arti marziali che ospita questo colloquio.

Contenuti
Introduzione. Il Vissuto nell’Aikido. La Pratica in Questo Tempo “Fuori dal Tempo”. Buon Sangue Non Mente. Il Ruolo dell’Insegnante di Aikido. Una Riflessione sul Katageiko nell’Aikidō. “Il Mondo È Bello Perché È Vario”. Storie Pandemiche. Aikido Italia Network Ieri, Oggi e Domani. Supplemento I: Il Grande Vecchio – Intervista a Danilo Chierchini. Supplemento II: La Leonessa – Intervista a Carla Simoncini

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