Aikido Yoseikan – La Scuola Che Non Ha Conosciuto il Doshu


La scuola Yōseikan esprime il principio che sia necessario conoscere il passato per capire il presente. Bisogna sapere dove e come si sono generate le tecniche e, nel renderle utili per i tempi contemporanei non si deve perdere questa coscienza. Minoru Mochizuki sensei riteneva che l’Aikidō dopo Ō Sensei idealizzasse troppo le tecniche e le scollegasse dal contenuto marziale di efficacia

di ADRIANO AMARI

La morte di Morihei Ueshiba sensei e l’Aikidō Yōseikan

Con la morte del fondatore dell’Aikidō Moriehi Ueshiba nel 1969, in breve tempo avvennero delle scissioni tra il corpo centrale dell’Aikikai, in cui figlio Kisshomaru diventava il nuovo caposcuola, il “Dōshu”, e altre sezioni dirette da alcuni prestigiosi e conosciuti maestri, già allievi diretti del fondatore.

Non scendo nel dettaglio temporale e storico di questi fatti, piuttosto complessi, però va evidenziato che fino al 1969 tutte queste sezioni erano ancora aderenti all’Aikikai e ne rappresentavano le sedi ufficiali distaccate nelle varie località del Giappone in cui si trovavano. Questo dato viene riportato, ad esempio, in una edizione in inglese degli anni ’60 di “This is Aikido”, che recava in copertina il nome di Ō Sensei come autore (in seguito, in successive edizioni, sostituito da quello del figlio). Nella parte finale del libro era riportata una lunga intervista al Maestro, in cui lui stesso elencava i suoi allievi ed istruttori certificati e le località dove avevano i Dōjō, e dichiarava che erano i rappresentanti ufficiali dell’Aikikai nelle loro zone. Tra questi ricordo bene i nomi di Minoru Mochizuki sensei, Gozo Shioda sensei ed altri.

Fino a quel momento nel Dōjō di Mochizuki sensei a Shizuoka il corso di Aikidō era un corso di Aikidō dell’organizzazione Aikikai all’interno di quella struttura che si chiamava Budō Yōseikan. Dopo il 1969 Mochizuki sensei si staccò dalla direzione tecnica intrapresa dal Dōshu e inizierà a diffondere come “Aikidō Yōseikan” il suo insegnamento, appunto per differenziarsi da quello che sviluppava Kisshomaru con gli altri istruttori suoi assistenti.

Ueshiba sensei e Minoru Mochizuki ritratti assieme diversi anni dopo il loro primo incontro

Minoru Mochizuki sensei e Ō Sensei

Di Minoru sensei, nel campo dell’Aikidō, si sa che fu Uchi Denshi di Ō Sensei nei primi anni ’30 e che ricevette la proposta ufficiale, sempre da parte di Ō Sensei, di essere da lui adottato, sposarne la figlia, e divenire suo successore nella scuola secondo l’uso giapponese. Proposta non accettata per i legami confuciani di gratitudine e di allievo che Minoru sensei aveva con il Maestro Kanō. Da Ueshiba sensei si sa che ricevette, sempre in quel periodo, due “onorevoli certificati” in Daitō Ryū, che costituivano l’attestazione di una piena trasmissione della disciplina. Nel 1949 Minoru Mochizuki fu il primo maestro giapponese a venire in Europa ad insegnare Aikidō. Di questo fatto ne fu estremamente lieto Ō Sensei, che dichiarò di averlo previsto in un sogno e che si era auspicato che si verificasse.

Questi sono, in generale, dati conosciuti del rapporto tra i due maestri. Meno conosciuto, o poco descritto, è il fatto che, a parte le cicliche visite di Minoru Mochizuki ad Iwama o all’Honbu Dōjō, Morihei Ueshiba sensei si recasse più volte all’anno da Minoru Mochizuki sensei a Shizuoka e rimanesse con lui in genere un paio di settimane ospite nel suo Dōjō-abitazione. In quelle occasioni Maestro e Allievo si allenavano insieme duramente, e Minoru Mochizuiki sensei divideva la pratica con uno o due dei suoi assistenti ed istruttori più anziani. Negli anni ’50 Hiroo Mochizuki sensei, il figlio, fu inviato come Uchi Deshi ad Iwama per le vacanze scolastiche estive. Di conseguenza il contatto di Minoru sensei con il suo Maestro di Aikidō fu costante fino alla morte di Ō Sensei stesso. Possiamo dire che la linea Mochizuki di Aikidō contiene una tecnica e dei principi non influenzati dalla successiva opera del Dōshu Kissomaru.

Mochizuki Minoru and Horoo in 1971

Elementi dell’Aikidō Yōseikan

Un insegnamento che Minoru Mochizuki ricevette da Jigorō Kanō sensei ai tempi del Kobudō Kenkyukai [1] può essere riportato per esemplificare un principio fondamentale che poi guidò la sua didattica e il suo insegnamento: “Assorbi dalle tecniche che ti vengono mostrate le cose che ritieni più adatte a te”. Dove per “te” si intende sia le caratteristiche personali sia l’ambiente, o realtà, in cui si opera.

La forma Yōseikan dell’Aikidō raccoglie in sé diversi elementi:

  • Principale, ovviamente, l’insegnamento ricevuto da Morihei Ueshiba sensei, prima con la forma Daitō Ryū Aikibudō, poi con gli aggiornamenti ricevuti fino alla morte di Ō Sensei stesso;
  • La parte di armi, il cui frequente uso da parte di Ō Sensei per spiegare principi o matrici di movimento, o per rafforzare il “corpo” della disciplina, viene ricordata sia da Minoru che da Hiroo Mochizuki sensei [2]. Questa parte nello Yōseikan di Minoru Mochizuki è affidata alle tecniche provenienti dal Tenshin Shōden Katori Shintō Ryū (Spada, Bastone e Naginata, Iai) e dallo Shindō Musō Ryū (Jō). Presenti anche tecniche di bastone corto (Tanbō, Konbō) e coltello (Tantō). Mochizuki sensei aveva una grande conoscenza delle tecniche di spada Koryū e Gendai Budō, che ha ben adoperato.
  • Minoru Mochizuki sensei ha immesso nell’Aikidō Yōseikan tecniche provenienti dal Jūdō, tra cui alcune desuete nella moderna pratica sportiva, e altre da scuole di Koryū Jūjutsu, tra cui il Gyokushin Ryū, di cui abbiamo già parlato in un precedente nostro articolo [3];
  • Minoru sensei, ricordando bene le raccomandazioni di Ō Sensei sull’uso degli Atemi e la loro importanza, approfondì questo settore, elaborando dei principi di attacco con braccia e gambe. In seguito affidò al figlio Hiroo questo approfondimento, che Hiroo sensei affrontò diventando un alto grado di Karate Wadō Ryū e completando la sua formazione con il Pugilato e, più tardi, con la Boxe Francese.
Inaugurazione del Kobukan nell’aprile 1931. Prima fila: Ueshiba Hatsu, Ueshiba Kisshomaru. Seduto al centro: Ueshiba Morihei, ammiraglio Asano Seikyo, ammiraglio Takeshita Isamu, generale Miura Makoto. Minoru Mochizuki è nella fila in fondo, il quarto da destra sotto alla scritta

Sull’Aikidō Yōseikan

Nel “viaggio in Occidente” di Minoru sensei, il maestro stesso si vide come ambasciatore e dimostratore delle varie discipline del Budō giapponese oltre il già conosciuto Jūdō, creando un pubblico che poi richiese di essere istruito, da lui o da altri esperti, su queste discipline [4]. L’Aikidō fu una delle più richieste.

Per varie combinazioni Minoru sensei ricevette richieste di insegnamento anche negli Stati Uniti e in Canada, dove si svilupparono dei centri di Aikidō Yōseikan. Il “taglio” richiesto alle Arti Marziali, sia in Europa che in America – lì si diffuse proprio attraverso le palestre delle basi militari – era puntato sulla autodifesa, di conseguenza Minoru sensei formulò il Nihon Jū Jutsu e alcune linee di sviluppo nel programma didattico e tecnico dell’Aikidō Yōseikan che fornissero da innesco per l’interesse degli occidentali.

L’idea della didattica Yōseikan viene dall’esempio di Jigorō Kanō sensei dell’insegnamento attraverso il fisico della Ragione della Scienza (intesa in termini ampi), dell’educazione dell’individuo al “miglior impiego dell’energia” per il progresso ambientale e sociale. Per questo Minoru Mochizuki sensei ideò un semplice percorso didattico per l’Aikidō Yōseikan, che rappresentava il suo veicolo di studio per la formazione di un “Budō Universale e Contemporaneo” secondo le direttive a lui date da Kanō sensei stesso. Questo percorso didattico permetteva all’allievo una formazione efficace e una base da cui poi procedere per un approfondimento e per impadronirsi di altre tecniche marziali. Questo approfondimento fu mediato in Europa dal figlio Hiroo, o direttamente presso l’Honbu Dōjō Yōseikan di Shizuoka dove si recarono gli istruttori americani (Pack e Augé sensei) e altri europei (Hernaez, Floquet sensei).

Sappiamo che Morihei Ueshiba sensei non creò un vero e proprio sistema didattico mentre era in vita, ma possiamo pensare che nel periodo in cui Minoru Mochizuki sensei ricevette la sua formazione, primi anni ’30, anche se Ō Sensei si andava staccando dal suo maestro Takeda, ci fosse ancora una strutturazione Daitō Ryū dell’insegnamento.

Minoru Mochizuki sensei, formato direttamente da Jigorō Kanō, ne condivideva pienamente le idee sull’insegnamento e la formazione. La lezione allo Yōseikan Dōjō di Shizuoka era basata sul principio dell’ “oggettività” della tecnica: date le condizioni meccaniche di partenza, se queste venivano rispettate nell’esecuzione, chiunque doveva essere in grado di portare la tecnica a buon fine. Numerose tipologie di Randori venivano poi impiegate per verificare questa esecuzione sotto diverse condizioni di attacco e di stress, per arrivare alla sperimentazione e al riconoscimento della raggiunta “oggettività” nella tecnica.

Minoru Mochizuki e suo figlio Hiroo presso lo Yoseikan Dojo di Shizuoka (Copyright AlexGrzeg)

L’esperienza didattica di Mochizuki sensei

Minoru Mochizuki sensei ha ricevuto da giovane un insegnamento molto avanzato da parte di grandissimi maestri e, all’interno di questo insegnamento, istruzioni orali e racconti esemplari. Nella sua carriera di Maestro ha studiato ininterrottamente non solo la tecnica e la didattica, ma anche gli aspetti storici del Budō e Bujutsu giapponese. Nel parlare ai suoi allievi o nei suoi scritti, Mochizuki sensei sintetizzava la genesi delle tante discipline marziali giapponesi come proveniente da due sorgenti originali: una è la lotta senz’armi conosciuta nei tempi antichi come “Sumai”, da cui erano derivate le Arti Marziali basate sui principi “Jū”, le varie scuole di Jū Jutsu, il Jūdō e lo stesso Sumō moderno; la seconda è la scherma con la spada da cui derivano tutte le Arti Marziali Armate, basata sul principio “Aiki”, a sua volta contenuto anche nelle discipline a mani nude che a questo fanno riferimento. Il Daitō Ryū contiene l’Aiki, è l’esempio più famoso, ma altre scuole vi fanno riferimento.

Minoru Mochizuki arrivò al Dōjō di Ueshiba molto giovane ma già con una carriera marziale enorme fatta sotto la tutela di maestri eccezionali: Kanō, Sanbo e Mifune per il Jūdō, Nakayama Hakudo per Iai e Kendō, Shimizu Takaji per il Jō e altre armi, Shiina, Tamai, Itō e Kubota per il Katori Shintō Ryū. La personalità e la forza di Morihei Ueshiba, allora sulla cinquantina, lo colpirono fortemente. Attinse alla sua tecnica in modo eccellente, arrivandone alla percezione dell’ “osso”, ma fu sempre conscio della eccezionalità di Ō Sensei. Suo costante ammonimento verso i colleghi più giovani e gli allievi era quello di studiare il movimento, la tecnica, quando Ueshiba sensei lo dimostrava, ma di non copiare le sue particolarità quasi surreali e uniche della modalità di esecuzione, che non erano alla portata di tutti e che, se eseguite come pura imitazione esteriore, sarebbero state coreografie senza frutto.

Così la sua didattica d’Aikidō fornisce un sistema “passo passo” che permetteva l’esecuzione della tecnica in maniera semplice, meccanicamente ineccepibile, con un risultato oggettivamente constatabile, in modo che l’allievo sentisse questa efficacia. Poi, nel proseguo della carriera e degli studi, l’allievo, secondo le sue doti, sarebbe riuscito ad arrivare ad una tecnica soggettiva più raffinata. Il concetto di base era il raggiungimento del “Katsu Hayai” o “Attimo della Vittoria Immediata”.

Hiroo Mochizuki sensei (Copyright http://www.yoseikanbudo.ca/)

Aikidō Yōseikan come “Kenkyukai”

L’Aikidō Yōseikan e tutta la scuola Yōseikan stessa, con tutte le discipline cha da lei derivano e fanno riferimento, hanno lo scopo di essere un “Laboratorio”, uno status che si trova nella tecnica in costante formulazione evoluzione di Ō Sensei e che era un punto fermo della via educativa del Maestro Kanō.

Base dello studio, oltre i Tai Sabaki, è il Te Hodoki, il sistema di liberarsi da una presa. Lo stadio iniziale dell’Aikidō Yōseikan è questo. Ci si libera dalla presa dell’attaccante e, facendolo, lo si pone in squilibrio. Spesso l’azione viene sottolineata da un Atemi. Poi si segue la tecnica eseguita nel modo più semplice in base alle circostanze. Come tutte le basi, il Te Hodoki viene ripetuto ad oltranza per tutto il tempo di studio. Dal principio del Te Hodoki e del Tai Sabaki si arriva a sviluppare la tecnica contro gli attacchi di Atemi (qualsiasi tipo) ed armi. L’allievo evoluto sviluppa sensibilità e tecnica per applicare il contrattacco lasciando che il suo avversario mantenga la sua stessa presa, sistema conosciuto come “Te no Uchi” o “Te no Michibiki”.

Il banco di prova del Randori, inoltre, era (ed è) non solo un banco di verifica dell’individuo, ma anche della tecnica stessa, che viene costantemente aggiornata e sperimentata nella componente “reazione di Uke”, studiando ogni eventuale possibile miglioria ed adattamento, oltre le combinazioni più adatte da associare, anche sfruttando come nuovi “input” le peculiarità fisiche o le altre esperienze in Arti Marziali o sport da combattimento delle persone che venivano a studiare da Mochizuki sensei allora, o adesso nei vari Dōjō della scuola Yōseikan sparsi per il mondo.

Le tecniche più “esoteriche”, più “soggettive” venivano praticate solo da parte chi riusciva ad eseguirle senza venire bloccato da una opposizione. In parole povere, le tecniche “soggettive” potevano essere fatte solo da chi riusciva a farle funzionare ed eventualmente insegnate a un Kohai su sua richiesta, se dava l’idea di poter riuscire ad eseguirla anche lui positivamente.

Ieri ed Oggi

La scuola Yōseikan esprime il principio che sia necessario conoscere il passato per capire il presente. Bisogna sapere dove e come si sono generate le tecniche e, nel renderle utili per i tempi contemporanei non si deve perdere questa coscienza. Minoru Mochizuki sensei riteneva che l’Aikidō dopo Ō Sensei idealizzasse troppo le tecniche e le scollegasse dal contenuto marziale di efficacia. Occorre avere una conoscenza dell’aspetto marziale per contestualizzare, oppure è bene fare riferimento solo agli aspetti eubiotici e ammettere di fare una disciplina diversa. L’Aikidō Yōseikan oggi è come un grande Ficus Magnolia: il possente fusto, le ampie chiome e le serpeggianti radici che corrono disegnando spirali e curve sul terreno. Radici che si collegano e sostengono l’espandersi dei rami e delle fronde direttamente con le colonne delle radici aeree, un vero tempio in continua espansione.

Oggi l’Aikidō Yōseikan è diffuso in tutto il mondo, direttamente o nella forma Aikibudō di Alain Floquet sensei. Oppure all’interno dello Yōseikan Budō di Hiroo Mochizuki sensei, dove esiste anche un settore dedicato e indipendente [5].

Note

[1] Il Kobudō Kenkyukai, “Istituto di Ricerca sulle Arti Marziali Antiche” è una istituzione voluta da Jigorō Kanō sensei, dove un gruppo di selezionati allievi del Kōdōkan ricevevano un completo addestramento in alcune scuole di Arti Marziali Koryū. Di questo gruppo Minoru Mochizuki sensei era un esponente di spicco e fu selezionato per essere inviato come Uchi Deshi presso Morihei Ueshiba. Sarà tema di un mio prossimo articolo.

[2] Ō Sensei disse a Minoru, ai tempi del Kobukan, che “l’Aikidō trova la sua essenza nella tecnica di stoccata della scherma di spada giapponese”. L’uso della “punta” nelle dimostrazioni di spada di Morihei Ueshiba sensei può essere ben vista in diversi video.

[3] Amari Adriano, Il Gyokushin Ryu e Minoru Mochizuki Sensei, Aikido Italia Network, 2020 https://simonechierchini.com/2020/05/20/il-gyokushin-ryu-e-minoru-mochizuki-sensei/

[4] Il “viaggio in Occidente” di Minoru Mochizuki sensei fu dal 1951 al 1953. Oltre il Jūdō, il Maestro insegnò Aikidō, Jū Jutsu, Tenshin Shōden Katori Shintō Ryū, Iai, Jō, Kendō.

[5] Sull’Aikibudō e sullo Yōseikan Budō saranno proposti altri articoli di approfondimento.

Copyright Adriano Amari ©2020
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